Cantine Leonardo da Vinci finisce in liquidazione coatta amministrativa. Lo ha annunciato il Ministero delle Imprese e del made in Italy con un decreto che รจ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 26 febbraio. Finisce cosรฌ la storia della cooperativa toscana, tra le piรน importanti dell’Empolese, iniziata nel lontano 1961. La richiesta di liquidazione รจ stata avanzata dalla Confcooperative, che รจ l’associazione di rappresentanza. I primi segnali di difficoltร per la cantina, particolarmente attiva sul fronte dei mercati nord americani con il vino Chianti, si erano avuti nel corso del 2023-2024.
Il Mise ha rilevato, al 31 agosto 2025, una condizione di ยซsostanziale insolvenza, in quanto a fronte di un attivo circolante di euro 5,549 milioni di euro si riscontrano debiti a breve termine di 13,471 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di euro -1.843ยป, si legge nel decreto. Un grado di insolvenza rilevabile, anche da un contenzioso in corso e da undici decreti ingiuntivi, come specifica il Mise, che ha nominato come commissario liquidatore il dottor Luigi Zingone, attualmente impegnato anche nella gestione commissariale della cooperativa Terre d’Oltrepรฒ..
Di fatto sembra tramontare cosรฌ la possibilitร di salvare la cantina, che conta circa duecento conferitori, con alcune centinaia di ettari vitati (dai 70 iniziali), circa 25 dipendenti. Le vicende della cooperativa Cantine Leonardo da Vinci, nel 2012 si erano incrociate coi progetti di Caviro, la grande cooperativa romagnola, attraverso la societร Dalle Vigne (dapprima partecipata dalla coop empolese, poi passata di proprietร di Caviro e oggi societร per azioni a scopo commerciale, con il nome di Leonardo da Vinci Spa). Per diverso tempo la cooperativa Cantine Leonardo da Vinci era diventata un socio conferitore di Caviro, intrattenendo con il gruppo romagnolo esclusivamente rapporti di natura mutualistica.

Un tentativo di salvataggio era stato fatto nel 2024, con la composizione negoziata della crisi aziendale, e il conseguente congelamento temporaneo delle azioni dei creditori. I progetti di risanamento dell’attivitร , tuttavia, non sono andati in porto. Il presidente Lorenzo Melani aveva spiegato le difficoltร ma si era detto fiducioso per una fase di rilancio che non รจ decollato. La fase successiva, alla luce del piรน recente decreto ministeriale, รจ la messa in vendita dei beni aziendali che servirร a coprire una parte dei debiti. Sul fronte occupazionale, resta un quadro incerto. E restano anche i dubbi sulla capacitร di tenuta del modello cooperativo (vedi i precedenti: Moncaro nelle Marche eย Terre d’Oltrepรฒ in Lombardia) in una fase di crisi economica del settore vitivinicolo come quella attuale.
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