ยซMi piace il vino, altrimenti vado sul mio drink preferito: vino con la Spriteยป, ha raccontato Lionel Messi allโemittente argentina Luzu TV. Lโammissione del calciatore, che oltre a essere una leggenda del calcio e anche produttore di vino, ha sicuramente fatto storcere il naso agli irriducibili del vino โin purezzaโ, ma in realtร racconta molto piรน di quanto sembri.
Perchรฉ, al di lร delle sopracciglia alzate e di titoli che parlano di bevanda “bizzara”, non cโรจ nulla di davvero nuovo nella bibita che Messi sceglie per โstaccareโ. Mescolare il vino non รจ unโeresia contemporanea, nรฉ una concessione al gusto facile: รจ una pratica antica, popolare, profondamente radicata nella storia del bere europeo.
Giร nellโantica Grecia e a Roma il vino veniva abitualmente diluito con acqua. Non solo per una questione economica, ma per gestire lโalcol, rendere il consumo piรน prolungato e mantenere freschezza e bevibilitร durante i pasti o le lunghe giornate allโaperto. Lโobiettivo era lโequilibrio: piacere senza eccessi. ร da qui che si puรฒ iniziare a leggere il fascino delle bevande โpopolariโ a base di vino. Non cocktail codificati, ma strumenti di convivialitร .
In Italia, una delle espressioni piรน emblematiche di questa cultura รจ lo champagnino abruzzese: vino (spesso un bianco locale come il Trebbiano) e gassosa, noto anche come sciampagnino, lampadina, mezzโe mezz o bicicletta.
Una tradizione contadina, nata nelle campagne come piccolo premio dopo il lavoro nei campi: dissetante, leggero, condiviso. Il nome ammicca ironicamente allo Champagne, non per imitazione, ma per evocare unโidea di festa accessibile, senza pretese.

Spostandoci in Spagna, lo stesso principio prende forma nel tinto de verano: vino rosso, soda (o gaseosa), ghiaccio e spesso una fetta di limone. Nato nei primi decenni del Novecento, รจ la risposta popolare al caldo mediterraneo, servito nei bar, nelle feste di paese, nei pomeriggi assolati. Unโalternativa quotidiana e informale alla sangria, piรน immediata e meno rituale.

Sempre in Spagna, ma piรน a nord, emerge il calimocho (o kalimotxo): vino rosso e cola in parti uguali, rigorosamente freddo. Nato โ secondo la versione piรน accreditata โ quasi per caso durante una festa, mescolando vino economico e bevande analcoliche, รจ diventato un simbolo di convivialitร giovanile, di strada, di grandi bevute collettive senza etichette.
DallโAbruzzo rurale alle spiagge spagnole, fino alle piazze affollate dopo una partita, queste bevande condividono una stessa filosofia: quella della semplicitร degli ingredienti, lโaccessibilitร del gesto e la centralitร della convivialitร , piรน che della tecnica. Offrono un modo fresco e leggero di bere vino, soprattutto quando il contesto โ climatico o sociale โ richiede meno concentrazione e piรน condivisione. Non sorprende quindi che anche una leggenda globale come Messi trovi conforto in una versione personale di vino โalleggeritoโ. Nell’era del low alcol, un ritorno alle origini.
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