Vendemmia 2026

Anche nelle Langhe scattano i tagli alla produzione di vino. Barolo e Barbaresco (per ora) restano esclusi

Riduzione delle rese del 10% per Langhe Nebbiolo Doc e Barbera d'Alba Doc. Il presidente del Consorzio Sergio Germano: "Un segnale di responsabilità". Preoccupano i prezzi dello sfuso

  • 02 Luglio, 2026
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Dopo l’Asti Docg, anche il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani decide per il taglio delle rese per evitare di arrivare alla prossima vendemmia con un eccesso di produzione e le cantine mezze piene. Come riporta il quotidiano La Stampa, l’assemblea ha stabilito la riduzione del 10% per le due denominazioni più esposte – il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d’Alba Doc – scendendo così a 90 quintali rispetto ai 100 previsti dal disciplinare. Ammesso, inoltre, un 20% di esubero, ma con il solo 5% che potrò essere utilizzato per produrre vino da tavola, mentre il resto dovrà essere destinato ad altri usi come succhi di frutta o distillazione.

Il contenimento della produzione come segnale di responsabilità

«In questo scenario attuale – è il commento del presidente Sergio Germano a La Stampa – attuare una riduzione del potenziale produttivo è una misura utile per tenere sotto controllo l’offerta, senza interventi drastici. Non avrà effetti positivi nell’immediato, ma è un utile segnale di responsabilità da parte di noi produttori».

Le misure, come ricorda Germano, si inseriscono in un più ampio programma per riequilibrare il mercato, che prevede il controllo degli ettari vitati e la differenziazione dei mercati, viste le difficoltà legate ai dazi statunitensi.

Per ora nessuna riduzione per Barolo e Barbaresco

Per le due denominazioni sotto osservazione la produzione era arrivata a superare i 10 milioni di bottiglie e già lo scorso anno per il Langhe Nebbiolo Doc si era ricorsi al blocco dei nuovi impianti.

Nessuna forma di contenimento è stata, invece, adottata per il nebbiolo atto a diventare Barolo e Barbaresco, le due denominazioni di punta del Consorzio, le cui rese resteranno a 80 quintali come già previsto dal disciplinare. Il motivo lo spiega lo stesso Germano: «Non è stata avanzata nessuna richiesta in merito». Certo la situazione prezzi non fa dormire sogni tranquilli ai produttori: secondo l’ente camerale cuunese, l’annata 2022 del Barolo Docg sfuso oscilla tra i 6,4 euro e i 6,8 euro al litro, una delle quotazioni più basse degli ultimi anni.

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