Dopo l'acquisto di Whole Foods da parte di Amazon, è guerra aperta nella gdo americana. La nuova politica dei prezzi della più celebre catena di organic food preoccupa i competitor, mentre permette all'insegna fondata nel 1976 di rifiatare. Ma a che costo, per gli altri? Ecco come risponde Walmart. 

Pubblicità

Whole Foods. L’era Amazon

A giugno scorso Amazon comprava Whole Foods per quasi 14 miliardi di dollari, investendo in modo mirato sull’alimentare, dopo il riposizionamento che negli ultimi due anni ha portato il colosso dell’e-commerce ad assumere un peso crescente nel circuito della grocery online. Con l’acquisizione della prima catena di supermercati specializzata in cibo organico nella storia degli Stati Uniti (fondata nel 1976 dal texano John Mackey), Jeff Bezos si assicurava così il controllo di un attore di peso della grande distribuzione in America e Regno Unito, mettendo le mani sui 460 punti vendita della catena, toccata nell’ultimo anno da una profonda crisi economica. Alla fine di agosto, inevitabile, l’annuncio della nuova proprietà: una nuova politica dei prezzi per rilanciare Whole Foods e i suoi prodotti biologici, con la speranza di ritornare competitivi sul mercato. Un ribasso limitato inizialmente al fresco, che in futuro, se la scelta si rivelerà fruttuosa, dovrebbe toccare anche gli altri articoli in catalogo. E una sfida decisa alla concorrenza, chiamata ad accogliere un attore in più sul mercato del largo consumo, già provato da una crisi generalizzata. Nel panorama della gdo internazionale, però, Walmart continua a rivelarsi avversario particolarmente tenace. E parallelamente all’interessamento di Amazon per la distribuzione tradizionale ha cominciato a sviluppare nuovi canali di vendita sul digitale, stringendo pure un’alleanza con Google.

 

Whole Foods vs Walmart. È guerra dei prezzi

Eppure, proprio l’ultima mossa di Whole Foods (in Amazon) avrebbe danneggiato gli affari di Walmart: il taglio dei prezzi, a distanza di un mese, già si rivela particolarmente efficace per il riposizionamento sul mercato della catena bio, e tanti clienti abituali di Walmart starebbero apprezzando l’opportunità di acquistare uova bio, salmone dell’Atlantico, avocado e frutta esotica di provenienza certificata a prezzi mai così bassi. I dati parlano chiaro: solo nella prima settimana – certo quella più favorevole per l’impatto della notizia – il ribasso ha determinato un aumento di accessi del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E la maggior parte dei nuovi clienti, il 24% di loro, arriverebbero proprio da Walmart (a seguire troviamo Kroger e Costco), nonostante Whole Foods mantenga comunque prezzi sopra la media. Nello spostamento di interesse, dunque, ha certamente influito anche la vendita dei prodotti a marchio Whole Foods sulle piattaforme online di Amazon, che al catalogo salutista del supermercato bio ha dato nuova visibilità.

 

Pubblicità

Uniquely J. Prodotti di qualità a marchio Walmart

Come risponde Walmart? Per esempio lanciando una nuova linea brandizzata che indaga i gusti dei millennials (Uniquely J si chiamerà, e sarà disponibile a breve sulla piattaforma Jet.com, di proprietà Walmart), packaging accattivante, qualità e prezzi competitivi. Con diverse incursioni nel settore alimentare, dal caffè all’olio d’oliva, all’ampia scelta di cereali per la colazione, orientata sul segmento dell’organic food. Guerra aperta, quindi, al catalogo di Whole Foods. E infatti si sperimenta anche sul versante della consegna a domicilio, con esiti quasi futuristici: l’ultima idea di Walmart è quella di perfezionare il servizio, recapitando la spesa ordinata online nel frigorifero di casa, letteralmente. Come? Dotando le abitazioni degli abbonati al servizio di serrature con codice digitale e telecamere di sorveglianza che monitorano il frigo, in partnership con la startup August Home. Chi la spunterà?