14 Mar 2017 / 16:03

I migliori mieli d’Italia. Delizie dell’alveare di Tornareccio

a cura di

Si definiscono “apicoltori nomadi”, perché spostano le api da una zona all’altra dell’Italia alla ricerca di diversi tipi di fiori: i fratelli Carmine e Vincenzo Finocchio hanno preso in mano le redini delle azienda di famiglia quando avevano solo 25 anni e oggi producono mieli pregiati di diverso tipo.

I migliori mieli d’Italia. Delizie dell’alveare di Tornareccio

Si definiscono “apicoltori nomadi”, perché spostano le api da una zona all’altra dell’Italia alla ricerca di diversi tipi di fiori: i fratelli Carmine e Vincenzo Finocchio hanno preso in mano le redini delle azienda di famiglia quando avevano solo 25 anni e oggi producono mieli pregiati di diverso tipo.

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Le origini

Tutto ha inizio nel 1967, quando papà Romualdo Finocchio ritorna dalla Germania e decide di lanciarsi nel settore dell’apicoltura. “La storia della mia famiglia è insolita”, racconta oggi il figlio Carmine,responsabile dell’azienda insieme al fratello Vincenzo, “mio padre aveva messo da parte un po’ di soldi mentre viveva in Germania e al suo ritorno chiese consiglio a degli apicoltori del luogo: era indeciso se comprare del bestiame o delle api”. Alla fine scelse le api, su consiglio dei vicini e dei suoi cugini, gli Iacovanelli, noti produttori di miele in Abruzzo, parenti della madre di Romualdo. “Dopo i primi tempi si è appassionato, ha iniziato a studiare e informarsi sempre di più, migliorando la produzione di anno in anno”. Negli anni ’80 i due fratelli iniziano a lavorare in azienda: “Era un periodo difficile, quello dell’industrializzazione. Abbiamo deciso di continuare sulla nostra strada e puntare tutto sull’artigianato”. Avevano poco più di 20 anni quando da quella piccola produzione iniziale sono passati a gestire circa 800 alveari: “oggi Delizie dell’alveare è ancora un’azienda a conduzione familiare, ma la fetta di clientela si è molto allargata. Vendiamo principalmente in Abruzzo e tanti clienti vengono anche da fuori per acquistare i nostri mieli”.

L’apicoltura “nomade”

Sono Carmine e Vincenzo a tenere in mano le redini dell’azienda, che conta loro due con le rispettive mogli e figli. “Io e mio fratello lavoriamo soprattutto nel campo, mentre per la smielatura, il confezionamento e il resto ci sono le nostre famiglie”. E quando parla di lavoro sul campo, l’apicoltore si riferisce a più terreni: “Siamo degli apicoltori nomadi, prendiamo le nostre api e ci spostiamo per varie zone d’Italia a raccogliere nettare”. Affidandosi al lavoro di alcuni agricoltori di fiducia, che in cambio possono usufruire dell’azione di impollinazione da parte delle api, in uno scambio reciproco e continuo: “A noi servono i fiori, mentre a loro serve la riproduzione delle piante, che avviene tramite il trasporto del polline”.

I mieli prodotti

In questo modo, i due fratelli possono realizzare più tipologie di miele, prendendo il meglio dalle varie zone della Penisola: “in Basilicata facciamo il miele di arancio, in Puglia quello di ciliegio – molto raro – e in Molise quello di coriandolo. Poi facciamo l’acacia, la sulla e il millefiori di montagna qui da noi in Abruzzo”. Ma ci sono anche i mieli di castagno ed eucalipto prodotti con le piante del Molise, “e altri che variano di anno in anno a seconda dell’annata e della disponibilità di fiori e alberi”.

Quello che va per la maggiore? “Da sempre l’acacia, il più classico e semplice di tutti”. Ma perché è così apprezzato? “Probabilmente perché cristallizza molto lentamente e solitamente i mieli liquidi sono più versatili e facili da utilizzare, anche in cucina e in pasticceria”. Il nettare, dunque, viene raccolto in vari terreni, ma tutte le operazioni di smielatura e confezionamento avvengono in azienda a Tornareccio, in provincia di Chieti.

La natura che detta legge

Un’annata disastrosa”: lo abbiamo visto già varie volte con diversi addetti ai lavori e ce lo conferma anche Carmine. Quella del 2016 è una produzione da dimenticare, mentre quella del 2017 sembra promettere bene, “ma è impossibile stabilire con certezza come andrà”. Perché non bisogna mai dimenticare che il mestiere dell’apicoltore – come anche quello del contadino, allevatore e chiunque abbia a che fare con la natura – “è determinato dall’ambiente circostante, dal clima, dal tempo e dal terreno”. E poi dalla tecnica e dalla preparazione. “Ci sono danni e ostacoli che purtroppo non possono essere arginati, non sempre almeno e non del tutto. Alle volte essere bravi non è sufficiente: è la natura a dettare legge”.

Ed è questo il consiglio che Carmine si sente di dare a un giovane aspirante apicoltore: “Ci vuole tanta passione e non bisogna mai dare nulla per scontato. Il fatto di possedere degli alveari non significa automaticamente che si produrrà del miele. Alle volte può non accadere, bisogna essere pronti a fare un investimento significativo”.

Quest’anno, comunque, sembra procedere al meglio: “al momento stiamo raccogliendo il nettare dal mandorlo – che è una produzione davvero limitata – e le altre piante sembrano promettere bene. L’inverno è stato piuttosto nevoso e piovoso e la primavera dovrebbe arrivare al tempo giusto”. Perché è questo il segreto per una buona annata: “le stagioni dovrebbero seguire il loro corso e il clima caldo dovrebbe arrivare gradualmente, come accadeva in passato. Il ciclo originario della natura è quello che permette a tutto l’ecosistema di mantenere il giusto equilibrio”.

Vendita, comunicazione e formazione

Nessun sito internet, solo una pagina Facebook e un indirizzo mail: “Non siamo molto attivi sui social e sul web in generale, ma abbiamo tanti clienti affezionati che si recano in azienda da diverse parti dell’Abruzzo e non solo”. La vendita principale è all’ingrosso, “che resta il nostro punto di forza”, mentre quella in vasetto rappresenta solo il 15% circa. “Si può acquistare esclusivamente nel nostro punto vendita aziendale, non siamo presenti in alcun negozio o bottega specializzata”.

Poca, o meglio, inesistente l’azione di comunicazione, ma questo non ferma il successo dell’azienda: “Siamo un realtà piccola ma siamo riusciti a farci conoscere soprattutto nel nostro territorio tramite il passaparola”. Niente eventi, “tranne la fiera gastronomica principale del nostro paese” e nessun progetto particolarmente ambizioso per il futuro: “Siamo apicoltori, ci piace il contatto con la terra. L’unica cosa che possiamo augurarci è che i nostri figli continuino sulla strada della qualità”. E come loro, anche tanti altri giovani, che i due fratelli si impegnano a formare in prima linea: “Teniamo periodicamente dei corsi di apicoltura insieme ad altri colleghi dell’Associazione Apicoltori Professionisti d’Abruzzo, sperando di poter creare un interesse sempre maggiore in questo settore”. L’azienda è aperta inoltre per gite scolastiche e visite guidate, “siamo una sorta di fattoria didattica, ovviamente incentrata solo sulle api. Non abbiamo altri prodotti, ma i bambini sembrano apprezzare molto il nostro lavoro e sono incuriositi ancora di più da quello delle api”.

Delizie dell'Alveare | Tornareccio (CH) | v.le Santo Stefano, 18 | tel. 0872 868668 | www.facebook.com/Apicoltura-Delizie-dellAlveare

a cura di Michela Becchi

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