4 Nov 2018 / 10:11

Libri. Uova di Paul Starosta

Il poetico rapimento della forma ancestrale per antonomasia: l'uovo. Un volume fotografico racconta la collezione Werner Haller del Museo di Storia Naturale di Ginevra. Con un lirismo potente coniugato a una spinta erudita che fanno superare, d'un tratto, l'immagine domestica di uno dei cibi più semplici delle nostre tavole.

Libri. Uova di Paul Starosta

Il poetico rapimento della forma ancestrale per antonomasia: l'uovo. Un volume fotografico racconta la collezione Werner Haller del Museo di Storia Naturale di Ginevra. Con un lirismo potente coniugato a una spinta erudita che fanno superare, d'un tratto, l'immagine domestica di uno dei cibi più semplici delle nostre tavole.

a cura di

 

Oltre duecento quadrati neri di ventotto centimetri di lato, altrettante pagine su cui campeggiano centonovantacinque misteriosi oggetti tondeggianti, ellissoidali & dintorni. Nessun altro indizio, parrebbe un portolano siderale che sciorina una carrellata di pianeti immaginari. Punteggiano invece la galassia di Uova, edito dalla meneghina 5 Continents Editions del belga-armeno Eric Ghysels.

Il libro

Il volume, covato per parecchi mesi e finalmente schiuso al pubblico cisalpino, replica la laconicità del titolo originale francese “Oeufs” coi testi di Laurent Vallotton, biologo. Il fotografo parigino Paul Starosta s'è calato nella costellazione-collezione Werner Haller che il Museo di Storia Naturale di Ginevra custodisce– trentamila esemplari da un migliaio di specie diverse (due estinte) – e ha sfiorato, ritratto e riposto un uovo dopo l’altro. Ne è poi emerso con tonnellate di giga con cui fare i conti, srotolarne la sequenza e riproporla puntigliosa.“È un lavoro che mi ha impegnato parecchio nella prima selezione, la preparazione è stata animata per un verso da fascinazione e incanto dei disegni in superficie, per un altro dalla necessità di un rigore rappresentativo e metodico”, confida. “Difficile fare il conteggio delle ore, la fase vera e propria di ripresa fotografica è durata un paio di settimane. Nessuna attrezzatura particolare, solo lenti macro 100mm e 105mm. E un flash adatto”.

Falco naumanni 

Di pregi l'opera ne ha parecchi, il più notevole è la reazione che combina l'erudizione compilativa – quasi una “vertigine della lista”, rigorosa e necessariamente parziale – con l'omaggio alla tassonomia appassionata. Ma non fine a sé, anzi: questa wunderkammer ornitologica evoca tutto quanto il faut: piume, nidi e canti, scogliere e sottobosco e orizzonti privi di terraferma. Tuorli, guano e cuticole. Senza però mostrarne alcunché: un big bang silenziosoe allitterato di volatili invisibili. Costringe così il lettore (sic), rapendolo e inchiodandolo al fuori-scala dinamico, a concentrarsi su forme e screziature del contenitore ancestraleper antonomasia. La contemplazione tuttavia seduce e inganna, troppo lirismo geometrico confonde (ed è un lusso da godersi, di esemplare in esemplare).

 

Himantopus himantopus

Tra estetica ed erudizione

Lo strano-ma-vero viene quindi imbeccato nella seconda parte del libro con le gustose didascalie in calce, nutronoil noziosimo più sanoe sfrenato: s'impara che i rapaci fanno le uova più vicine alla sfera, che il rapporto tra performance di volo e forma è tanto documentato quanto non univocamente chiarito, che il pinguino è l'unico in grado di spostarsi durantel’ininterrotta cura in piedi mentre i megapodi non le covano affatto. Che il cigno canterino è l'uccello europeo che le fa più grosse di tutti mentre quelle del fenicottero rosa esibisconoun manto gessoso compostodi sfere di carbonato di calcio simile al gore-tex. Le immagini che s’installano, indelebili, sulla retina? Le superfici lucidissime delle uova dei tinami sudamericani, il rosso ineffabile della covate di prinia, le bizzarrìe cromatiche dei cuculi, i filamenti che fasciano le uova del saltatore delle Piccole Antille, degli zigoli e delle gracule. E i capolavori, i preferiti di chi scrive, delle jacane.La linea tra geometria e biologia si scolla, aderisce all’astrazione delle forme. “È uno degli aspetti più sorprendenti di un’operazione come questa. Qualcosa di diverso e speciale anche per uno come me”. La serialità del fantastico ecologico? “Esatto, è mestiere ed è stupore”, Chiosa, ammicca e chiude Starosta. Si torna poi nel mondo reale, in volo. Oppure no, quell’universo resta lì dentro, potente e potenziale.

 

Uova - Laurent Vallotton, foto Paul Starosta - 5 Continents Editions – 240pp. - 49€

 

a cura di Federico Geremei

 

 

 

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