28 Feb 2013 / 12:02

Doctor Gourmeta - Carlo Spinelli racconta IlMangiaDischi, food&music on air

Intervista a Carlo Spinelli, il vulcanico mattatore della live performance IlMangiaDischi. Uno show che vede affiancati uno chef di alto livello e un noto artista musicale, uniti da una tematica comune e dall’amore per musica e cucina. Il mix è fr

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Intervista a Carlo Spinelli, il vulcanico mattatore della live performance IlMangiaDischi. Uno show che vede affiancati uno chef di alto livello e un noto artista musicale, uniti da una tematica comune e dall’amore per musica e cucina. Il mix è fr

esco, vincente, accattivante e a tratti imprevedibile. Un programma che si distacca dai soliti cliché gastro-musicali mostrando i lati più veri e umani dei protagonisti.

 


da sx Carlo Spinelli con Dargen D'Amico

Come è nata l’idea di IlMangiaDischi?
Uno chef, un musicista, un incontro surreale. IlMangiaDischi è un format tv-web che miscela musica indie e cucina d'avanguardia, è un live-show itinerante che racconta storie di persone, d’ingredienti e generi musicali eclettici. Protagonisti: un musicista e uno chef che abbiano affinità e che rispettino l'argomento delle singole puntate, tanti ospiti del pubblico che domandano e interagiscono coi due protagonisti, due conduttori (Carlo Spinelli di ItaliaSquisita e Rolling Stone e Niccolò Vecchia di Radio Popolare), un illustro-giornalista che provoca in modo colto e intelligente (Gianluca Biscalchin) e due signorine davvero chic (la pin-up contemporanea Alessia L'Alì e la gastro-burlesque Miss CookMe). L'idea de IlMangiaDischi nasce pian piano ispirandosi a "Kitchen" di Andrea Pezzi. Ora è un'evoluzione mirabolante di creatività culinaria, una rivelazione continua di chicche musicali e uno sguardo leggero ma pieno di contenuti sull'epoca contemporanea. Gli ospiti del pubblico cambiano ogni volta e ogni volta lasciano impronte di cultura e divertente superficialità.

 

da sx Ilmangiadischi Alioscia, Alessandro Negrini e Fabio Pisani


Qual è il tuo rapporto con cibo e musica?

Dieci anni fa ho iniziato con una rubrica gastro-musicale sulla rivista Rolling Stone, un "colonnino" in cui sfidavo uno chef stellato con un brano mp3. In base al tipo di musica (o in base allo stile del musicista) il cuoco mi avrebbe dovuto fornire una ricetta ad hoc. Da quel momento nella mia testa il connubio tra note musicali e ingredienti culinari si è rafforzato, creando dapprima il blog di Doctor Gourmeta e sfociando poi nel format IlMangiaDischi. Nella vita io mangio con le cuffie e ascolto la musica con la forchetta in mano.

L’accoppiata più improbabile di chef e artista musicale che ameresti ospitare e intrattenere?
Ottimisticamente mi immagino insieme il musicista Stefano Bollani e lo chef Massimo Bottura, oppure Morgan e Moreno Cedroni, o ancora Giovanni Allevi ed Eugenio Boer, il giovane cuoco emergente di Enocratia a Milano. Ma il vero delirio mediatico verrebbe fuori con Gualtiero Marchesi e Vasco Rossi, oppure Fabri Fibra e Gianfranco Vissani...

Nell’abbinare musica e cibo da quale dei due elementi partiresti?

Domanda difficile. Io partirei più dal mio stato psico-fisico del momento.

 


Il tuo accostamento ideale?

Musica reggae dub e cucina creativa a base di frattaglie.

Qualche anticipazione sul prossimo episodio?
In questi giorni sulla web-tv de IlMangiaDischi si può vedere l'incontro tra la cuoca napoletana Marianna Vitale e il rapper colto Dargen D'Amico (foto qui sotto). A inizio marzo invece scoppieranno scintille gourmet tra il cantante indie-folk toscano Andrea Appino dei The Zen Circus e uno degli chef giovani più creativi in Italia, l'uruguagio Matias Perdomo de Al Pont de Ferr di Milano. Due anime forti e geniali, simpatiche, pazze come dei cavalli imbizzarriti!

 

 

 

Come interagisce il pubblico con la performance in cucina?
Giornalisti, artisti, persone che raccontano la loro storia "mangiadischi" sul sito, amici dei protagonisti e tutti quelli presenti ad ogni singola puntata possono lanciarsi a capofitto su tre diverse azioni, in diretta: osservare, parlare e soprattutto mangiare. Non è forse mai successo prima in altre trasmissioni che gli ospiti potessero diventare parte integrante e attiva della puntata. Mai, che io sappia.

Il Mangiadischi sarà una realtà itinerante?
È già una realtà itinerante. È un live show a tutti gli effetti. Nella futura puntata di aprile saremo al Vinitaly, con ospiti incredibili. E' la componente "show" che fa impazzire il pubblico.

Hai nuovi progetti legati al Mangiadischi?
Interazioni digitali, applicazioni, e-commerce, social network specializzati, lifestyle, fumetti, videogames. La mente è sempre in movimento. Chi si sente un "mangiadischi" ha la mente più aperta e fagocitante dei singoli "foodies" o di quelle ansiolitiche delle "groupies" della musica (che non desiderano altro che infilarsi nelle lenzuola dei loro cantanti preferiti). Essere un "mangiadischi" significa qualcosa di più evoluto, vuol dire vivere in un certo modo e amare la vita da un punto di vista più sinestetico, sapiens e appunto gastro-musicale.

Per creare il Mangiadischi vi siete autoprodotti?
In tempi di crisi bisogna sempre investire, per cui insieme ad altri giovani imprenditori abbiamo deciso di investire nel nuovo progetto IlMangiadischi: c'è chi ha messo soldi e tecnologie, c'è chi ha messo tempo e amicizie professionali, c'è anche chi ha messo in gioco corpo e mente, in maniera totale. Autoproduzione rischiosa, ma gli ultimi exit poll ci danno in vantaggio sul Festival di Sanremo in termini di share. Non male come inizio, vero?

 

 

www.ilmangiadischi.com/



a cura di Giulia Marelli

28/02/2013

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