11 Feb 2016 / 13:02

Vino in Tunisia. La rinascita

In principio furono i Fenici che dalla vite selvatica seppero ottenere una pianta capace di produrre grappoli pieni di succo e li portarono a Cartagine. Ora, dopo la Primavera, il vino vive qui una seconda giovinezza e conquista molto appassionati, donne in primis.

Vino in Tunisia. La rinascita

In principio furono i Fenici che dalla vite selvatica seppero ottenere una pianta capace di produrre grappoli pieni di succo e li portarono a Cartagine. Ora, dopo la Primavera, il vino vive qui una seconda giovinezza e conquista molto appassionati, donne in primis.

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Il vino tra arte e leggenda

La leggenda narra che in occasione di una grande siccità, il dio fenicio Shadrapa, guaritore e protettore, insegnò a l'uomo a fare il vino, bevanda sacra riservata fino ad allora agli dei” racconta Denis Lesage, architetto e storico dell'arte franco tunisino, profondo conoscitore della storia del paese “diventando cosi dio della fecondità e del vino, con le evidenti sembianze di Bacco. E cosi venne presto venerato anche a Cartagine”. Ecco perché si trovano numerosi mosaici rappresentanti il vino e la vite nella civiltà cartaginese antica, esposti nei musei tunisini. Bisognerà tuttavia attendere i coloni per osservare un vero sviluppo della viticoltura. Oggi in Tunisia avviene una interessante sintesi tra la cultura francese del vino, un clima simile alla Sicilia e uno spirito imprenditoriale tutto tunisino.

 

I produttori e il terroir

Sono circa dieci i grandi produttori di vino in Tunisia: i principali sono i Vignerons de Carthage, il Domaine Néféris, il Domaine Shadrapa e la Cantina Kurubis. La gran parte della produzione è concentrata intorno alla capitale e sulla penisola del Capo Bon; un terroir che gode di un ottimo clima, paragonabile a quello della vicinissima Sicilia. La superficie vitata tunisina è di circa 15mila ettari. E a causa delle temperature estremamente elevate, le vendemmie cominciano già nei primi giorni di agosto.

Per evitare il caldo, iniziamo a vendemmiare quando fa ancora buio, intorno alle 5 di mattina; è il nostro modo per affrontare le temperature africane” racconta Ludovic Pochard, giovane enologo francese, trasferitosi in Tunisia per amore della terra e di una ragazza del paese “ma quest'anno abbiamo anche avuto dei violenti temporali che ci hanno costretti a interrompere più di una volta la raccolta. Si è dovuto aspettare due, anche tre giorni perché nell'uva si riformasse il necessario tenore zuccherino”.

E in un paese tradizionale, sorprende che non siano solo gli uomini, ai posti chiave della produzione del vino. “Ho voluto dare il mio stile e la mia femminilità ai vini su cui lavoro” sorride Samia Benali, enologa della cantina Domaine Neferis “per questo voglio dei bianchi che siano veramente fruttati, dei rosati con un bel colore rosa, dei rossi dal sapore deciso e che abbiano il sapore pieno dei frutti rossi... E vedo con soddisfazione che i miei vini piacciono molto alle donne!”. È in questa proprietà che l'imprenditore siciliano Maurizio Miccichè si è rivelato un ottimo partner, capace di trasmettere tutta la tecnologia e la conoscenza sviluppate nelle sue cantine italiane. E in effetti, ogni tanto in Tunisia si ha come l'impressione di essere in Sicilia: per via del sole, del clima o del paesaggio. E se l'apporto dei francesi ha saputo impreziosire una cultura dell'uva plurimillenaria, questo paese ha saputo, malgrado la vicinanza e l'influenza dell'Occidente, mantenere vivo più che mai il suo carattere e la sua personalità orientale.

 

Ma come sono questi vini? Li abbiamo assaggiati per voi.

 

VIGNERONS DE CARTHAGE

L'ex Union des Coopératives Vinicoles, che dopo la guerra aveva risollevato le sorti del vino tunisino, la cui produzione era crollata a causa della filossera, deve la sua fortuna a un importante investimento locale nei sistemi di produzione. È ancora oggi un gigante nella produzione del vino, i Vignerons de Carthage raccoglie 9.000 ettari di superficie vitata. Si stima che su 36 milioni di bottiglie prodotte in Tunisia, 17 escano dalle cantine di questa cooperativa. Tuttavia, accanto ai grandi numeri, tra le loro etichette troviamo alcuni vini molto pregiati, legati alla tradizione e con un profilo internazionale.

 

Muscat sec de Kelibia | AOC de Kelibia 1er cru

Moscato di Alessandria vinificato in purezza: le uve vengono vendemmiate a mano e raffreddate prima di essere pigiate. Grande freschezza in bocca, aromi di fiore d'arancio, gelsomino e acacia, si sposa perfettamente con un'insalata di frutti di mare.

 

Gris de Tunisie | AOC Coteaux de Tébourba

Ecco un rosé: le uve grenache, cinsault e carignan, raccolte a mano e lasciate fermentare per 15 giorni, danno a questo vino il suo particolare colore grigio-rosa. Aroma di frutta rossa elegante e leggero. Ottimo come aperitivo, viene consigliato per accompagnare il couscous vegetariano.

 

Sidi Saad Grand Cru Mornag

La bottiglia a forma di anfora cartaginese ne ha fatto un prodotto molto apprezzato dal mercato locale. Cabernet, sauvignon e syrah danno a questo prodotto di punta dei Vignerons de Carthage un sapore di frutta rossa matura dalle note balsamiche. Ideale con un la tajine alle prugne o alle mandorle.

 

M brut

Anche i tradizionali Vignerons de Carthage hanno finito con lo strizzare l'occhio alle mode contemporanee e si sono lanciati nella produzione di un vino spumante. È nato cosi M, da uve chardonnay, vinificato secondo il metodo classico con la rifermentazione in bottiglia. Ottimo in aperitivo, risulta gradevolissimo con i classici stuzzichini fritti tunisini (Kemia) o con la tradizionale brick à l'oeuf (saccottino di pasta brick con l’uovo cremoso dentro.

 

DOMAINE NÉFÉRIS


La cantina venne realizzata nel 1893 da una famiglia di aristocratici francesi. Oggi appartiene all'imprenditore tunisino Mohammed Ben Cheik e al suo partner italiano, Maurizio Miccichè: è il risultato di un gruppo di appassionati della vigna e della viticoltura. La proprietà è a circa 30 chilometri dal mare e da Tunisi, nel cuore della regione vinicola di Mornag. 223 ettari di cui 160 di vecchie viti, ereditate dai coloni francesi, poco produttive ma estremamente pregiate. Numerosi sono i vini di qualità realizzati sotto l'occhio vigile della giovane e dinamica enologa tunisina Samia Benali.

 

Selian blanc

Uve Pedro Ximenes e chardonnay, raccolte a mano nei primi giorni di agosto: il mosto viene pigiato e conservato al freddo prima di essere messo in bottiglia. Di colore giallo paglierino, dalle note fresche e decise di limone, è ottimo con un insalata di crostacei e con i pesci in generale.

 

Selian rouge Réserve

Uve carignano selezionate tra i più pregiati vigneti della regione di Selian, a sud di Tunisi. Dopo la fermentazione, il mosto viene fatto invecchiare in fusti di quercia per 8 mesi: per dare al vino una personalità marcata. Note di frutta rossa e di spezie, accompagna perfettamente il tipico couscous tunisino all'agnello.

 

Magnifique blanc

Chardonnay e moscato di Alessandria, provenienti dalle colline di Sidi Salem. Il vino si presenta con un colore giallo oro chiaro, fortemente brillante e pulito, con sfumature che richiamano i colori del grano maturo. Il suo aroma floreale e fruttato, misto a note di dattero, miele e fichi ne fa l'accompagnamento ideale per un pesce in salsa o per un couscous di pesce.

 

Vieux Magnifique

Un syrah in purezza, le cui uve sono raccolte alla piena maturazione, vinificate a freddo e pressate dolcemente. Invecchiato in fusti di rovere francese per 18 mesi, il vino completa la sua maturazione in bottiglia prima di essere commercializzato. Dal sapore speziato e dalle note di vaniglia, è perfetto con piatti dal sapore deciso come il tradizionale agnello alla brace (méchoui)


DOMAINE SHADRAPA

La cantina, che deve il suo nome alla divinità fenicia associata a Bacco ed è stata costituita nel 2004, si trova a un ora di autostrada da Tunisi in direzione dell'Algeria. Shadrapa ha una cantina ultramoderna con attrezzature in acciaio inossidabile, ed è provvista di una batteria di barrique di quercia francese proveniente dai più famosi fabbricanti di botti d'Oltralpe. Il suolo, a volte di natura calcare e a volte alluvionale, consente ai vitigni di nutrirsi bene e di dar vita a vini molto equilibrati: 230 ettari circa di vigneti vocati principalmente al rosso, il cui paesaggio potrebbe far pensare ad una Toscana tunisina!

 

Domaine Shadrapa blanc

Chardonnay in purezza proveniente dalle soleggiate colline della Medjerda: invecchiato in fusti di rovere che gli conferiscono un particolare sapore di acacia e miele. Vino denso e strutturato, molto gradevole come aperitivo, accompagna perfettamente i crostacei o i crudi di pesce.

 

Domaine Shadrapa rouge

Un tocco bordolese per questo blend di Cabernet, Sauvignon e Merlot, la cui potenza e l'origine mediterranea ricordano i grandi vini del Languedoc o della Toscana. Una bella materia, elegante, e un sapore deciso di frutta matura lasciano spazio a note di nocciola. Ideale per accompagnare carne in salsa.

 

Domaine Phenicia blanc

Ancora un vitigno internazionale: chardonnay vinificato in vasche di acciaio, senza l'apporto del legno, per preservarne il sapore e la freschezza. Aromi di miele, pepe e litchi, con sottili note di curry a ricordare che siamo in Oriente. Ottimo abbinato alle cozze in padella o ai frutti di mare.

 

Domaine Phénicia rosé

Un altro gradevole vino nell'ampia gamma di rosati prodotti in Tunisia. Le uve syrah, provenienti dalle colline maggiormente soleggiate della proprietà, gli conferiscono un sapore di ribes, pompelmo e mandarino e ne fanno un calice ideale per l'aperitivo.

 

DOMAINE KURUBIS

Dalle dimensioni più ridotte, questa cantina associa la storia di una famiglia tunisina profondamente legata alla viticoltura all'esperienza e all'audacia di un giovane enologo francese: obiettivo, produrre vino di qualità e portarlo a ben figurare nel panorama della viticoltura mondiale. La proprietà, circa 20 ettari, si trova nella località a Korba, nel Capo Bon. Il terreno sabbioso, risultante dalle erosioni delle montagne (djebels), irrigato regolarmente dalle piogge, gode di un sole costante che consente alle uve di maturare senza traumi e di ottenere vini dalla struttura armoniosa. Il 50% della produzione viene esportato, il resto commercializzato localmente nei più rinomati ristoranti del paese.

Kurubis blanc

Chardonnay in purezza, da uve selezionate durante la vendemmia e raffreddate prima della pigiatura. Dopo un passaggio in vasche di acciaio termoregolate, il vino sosta per 10 mesi in barrique di Borgogna. Bocca ampia e consistente, con un leggero sapore di legno e note speziate di frutta candita. Da degustare con l'Oja (frittata) alle merguez.

 

Soltane rosé

I rosé sono una vera istituzione in Tunisia, quasi come nel sud della Francia. Ogni cantina produce almeno un'etichetta e abbiamo scelto il Soltane rosé, composto principalmente dal syrah (70%) ma anche da merlot e mourvèdre. Fermentazione a bassa temperatura in vasche di acciaio termoregolate. Il suo naso ampio, ricco e complesso, con sentori di rosa, albicocca e melograno, lo rende ideale per accompagnare il tajine alla carne

 

Kurubis rouge

66% di syrah, 34% di mourvedre selezionati con cura durante la vendemmia: dopo la lavorazione, il vino riposa per 10 mesi in barrique di Borgogna. Il colore è rosso porpora, intenso e profondo; la bocca è rotonda, potente e speziata. Consigliato con il gigot (cosciotto) di agnello al forno che in Tunisia viene cucinato particolarmente bene.

 

Soltane rouge

Uve syrah, carignan e mourvèdre selezionate accuratamente. Vinificazione in vasche di acciaio e breve passaggio in legno. Ne consegue un vino ricco e strutturato, molto tannico, con note di cuoio, curcuma e mirtilli. Ottimo per essere servito con la Koucha, l'agnello cotto nella tradizionale giara tunisina.

 

 

Vignerons de Carthage | Jebel Jelloud (Tunisi) | Route de Mornag | tel. (+216) 7149 0099 | www.vigneronsdecarthage.tn

Domaine Néféris | Grombalia Nabeul | tel. (+216) 7123 2528 

Domaine Shadrapa | Slouguia | Route du Kef - BP 41 | tel. (+216) 7859 9300 | domaine-shadrapa.blogspot.it

Domaine Kurubis | Korba | 14, Avenue du 7 Novembre | tel. (+216) 9831 9534 | www.kurubis.com

 

a cura di Bernard Bedarida

 

Articolo uscito sul numero di Febbraio 2016 del Gambero Rosso. Per abbonarti clicca qui

 

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