20 Ott 2018 / 13:10

Tre Bicchieri. Piero Rossi Cairo dei Tenimenti Rossi Cairo

a cura di

Un micrcocosmo che include vigneti, pascoli, boschi, campi di cereali, cantina, ristorante e resort in cascine ristrutturate. Quello di Piero Rossi Cairo è un organismo complesso, che quest'anno conquista anche i Tre bicchieri con il Gavi Vigna della Madonnina 2016.

Tre Bicchieri. Piero Rossi Cairo dei Tenimenti Rossi Cairo

Un micrcocosmo che include vigneti, pascoli, boschi, campi di cereali, cantina, ristorante e resort in cascine ristrutturate. Quello di Piero Rossi Cairo è un organismo complesso, che quest'anno conquista anche i Tre bicchieri con il Gavi Vigna della Madonnina 2016.

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Un vero e proprio microcosmo sulla strada che da Novi Ligure porta a Monterotondo. Qui la famiglia Rossi Cairo ha creato un vero e proprio microcosmo: vigneti, pascoli, seminativi con varietà antiche di cereali e boschi di castagno e acacia, senza contare la ricezione turistica con il restauro del Borgo Merlassino e la nuova Locanda La Raia. La certificazione biodinamica è arrivata nel 2007, la cantina è stata ristruttura riutilizzando la terra battuta, il pisé, che dà anche nome a un’etichetta di Gavi. Ma è il Gavi Vigna della Madonnina 2016 a far scattare il primo Tre Bicchieri aziendale. Un bianco completo, elegante, che abbina struttura a un finale fresco e di gran carattere. A tu per tu con Piero Rossi Cairo, avvocato conquistato dal vino, oggi alla guida del progetto Tenimenti Rossi Cairo che comprende anche Tenuta Cucco, a Serralunga, acquisita nel 2015.

Partiamo dal Gavi, come nasce la Riserva Vigna della Madonnina?

Credevamo nella Riserva di Gavi, siamo stati tra i primi a produrla quando è stata inserita nel disciplinare. Oggi siamo 4-5 a crederci. Il Vigna della Madonnina è un singolo vigneto, l’età media delle piante è di 70 anni; cogliamo le uve appena surmature, una settimana dopo le altre vigne. La fermentazione alcolica e malolattica avviene in acciaio, poi lo teniamo in sospeso sulle fecce dei lieviti per circa un anno. In totale? 17.500 bottiglie.

 

Un abbinamento sfizioso? Come ti piace abbinarlo?

È un vino da carboidrati, quindi primi con i crostacei o comunque pesce. Sta molto bene con il sushi, i nostri grandi clienti sono tra gli altri i ristoranti giapponesi in Italia e i giapponesi. Esportiamo tanto perché sono molto recettivi sia sul biologico che sul biodinamico, produciamo anche un Gavi senza solfiti che esportiamo solo lì perché sono gli unici che fanno arrivare un container termo-controllato in cantina: investono in tutta la catena. È un mercato competente.

 

Quant’è difficile promuovere all’estero un vino piemontese bianco?

Hai messo il dito nella piaga. Quando mio padre acquistò Tenuto Cucco, pensavamo che il Barolo avrebbe trainato le vendite. Ora è vero il contrario: il Gavi traina il Barolo. Sicuramente noi abbiamo il peccato originale di non avere un grande brand di Langa, in un mondo di grandi nomi così affollato e competitivo. Nella denominazione Gavi non sono così tante le aziende strutturate in grado di promuovere il vino all’estero, così spesso è più facile introdurre un bianco piemontese che un Barolo in mezzo a tanti.

 

Quanto è sostenibile la crescita di valore dei terreni e delle bottiglie in Langa? La tua previsione?

Bisogna fare un doppio ragionamento. La crescita esponenziale dei prezzi dei terreni è aumentata tanto per merito degli investitori stranieri affascinati dal patrimonio e del fascino della terra, mentre l’aumento delle bottiglie non è andato di pari passo. Viste le somme, chi ha pagato il terreno rientrerà in 80 anni, forse. Siamo già a livelli da speculazione, cresceranno i prezzi delle bottiglie sulla spinta degli investitori che vorranno rientrare.

 

Cosa pensi del Barolo 2014?

Il Barolo 2014 purtroppo è stato stroncato dalla critica internazionale prima che arrivasse sul mercato. La stampa ha fatto una generalizzazione. È vero, è stata un'annata insidiosa, piovosa, i nostri Nebbiolo hanno un frutto un po’ spiccato, ma sul Barolo sono contento. Il nostro Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2014 è migliore del 2013 (le nostre valutazioni dicono lo stesso, ma si tratta di un caso più unico che raro n.d.r). E nel prossimo anno usciremo con il nuovo cru Bricco Voghera che abbiamo seguito in tutto il suo corso.

 

Avete ristrutturato la cantina e aperto Locanda La Raia, su cosa state puntando?

Il prossimo passo è l’autosufficienza energetica, con 150 pannelli che metteremo sul tetto. La Locanda, invece, è un progetto nuovo: una guesthouse di lusso con 12 stanze, piccolo ristorante e spa. Vogliamo sempre più portare il turista in cantina per fidelizzarlo: non c’è niente di più bello che essere fieri di quello che fai. A Napa hanno capito l’importanza 20 anni fa, noi facciamo fatica ma è il futuro. Che si mangia di buono? Utilizziamo i nostri prodotti dell’orto, le uova, le carni del nostro allevamento. Una cucina semplice, scelgo la battuta di fassona e la tagliata.

 

Sei più di 100 giorni all’estero per lavoro. Ti ho sentito dire: viaggiare con il vino è un’esperienza dopante. Perché?

Perché promuovi te stesso, promuovi il tuo lavoro, la tua passione, perché ti accendi quando vedi nel cliente il riconoscimento di tutto questo. Ti fa venire voglia di andare avanti, di viaggiare ancora. E poi è sempre meglio che scrivere contratti di acquisizione o fusione.

 

Tenimenti Rossi Cairo - Novi Ligure (AL)- Str. di Monterotondo, 79 - 0143 743685- http://tenimentirossicairo.it/

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

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