27 Gen 2012 / 18:01

Dalla Slovenia con Amore

La viticoltura in Slovenia prospera e incuriosisce, alimentata da propizi fattori ambientali e da una tradizione che affonda le radici nel periodo medievale; continua ad offrire vini di grande carattere e spessore, per la maggioranza bianchi, a cui negli ultimi anni si stanno aggiungendo dei rossi molto interessanti da tagli bor

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La viticoltura in Slovenia prospera e incuriosisce, alimentata da propizi fattori ambientali e da una tradizione che affonda le radici nel periodo medievale; continua ad offrire vini di grande carattere e spessore, per la maggioranza bianchi, a cui negli ultimi anni si stanno aggiungendo dei rossi molto interessanti da tagli bor

dolesi e da uve refosk (in italiano refosco).

 

Buona parte delle aziende di punta hanno attraversato gli anni del comunismo di Tito e della collettivizzazione forzata, ma quell’isolamento restituisce oggi pratiche agricole e di cantina in linea con la richiesta di vini sempre più naturali e che esprimono un inimitabile “senso di terra”. Sessant’anni di ritardo sui paesi enologicamente più evoluti si sono trasformati in un vantaggio competitivo. Specialmente per le produzioni naturali e biodinamiche, tanto da diventare una meta importante per gli appassionati di tutto il mondo.

 

I morbidi pendii che si snodano per tutto il paese offrono un habitat ideale per la vite, dai vigneti sinuosi disposti ad anfiteatro fino alle viti sulla costa che “respirano” l’Adriatico. Un' area perfetta per la viticoltura suddivisa in tre distinte zone vinicole: Primorska, Posavje e Podravje.

 

La prima si snoda lungo la sponda adriatica e la produzione si divide tra bianchi secchi e rossi decisi, nel più classico degli stili friulani. La Podravje è caratterizzata dalla presenza del fiume Drava, storicamente arteria pulsante della zona, fonte di acqua e benessere per i terreni limitrofi. Qui i vini sono in prevalenza bianchi, da uve welschriesling, furmint e riesling del Reno, oltre a  vitigni internazionali come chardonnay, pinot girgio, pinot nero, pinot bianco, sauvignon e gewürztraminer. Le produzioni di quest’area sono tendenzialmente caratterizzate da un contenuto alcolico piuttosto ridotto e da una spiccata acidità che ne rende succosa la beva anche nei casi di residui zuccherini al limite.

 

La regione vinicola di Posavje ha una forte influenza francese. È caratterizzata da una superficie più ridotta rispetto alle altre due ma si distingue per una grande varietà di uve coltivate. Molto variegata anche la gamma di vini prodotti: dai più agrumati e aromatici come rosé Cvi'ek alla modra frankinja, uvaggio alla base di vini rossi di struttura che qui raggiunge la perfetta maturazione senza grossi problemi.

 

Un' occasione da non perdere per un allettante approfondimento su questa splendida terra ci sarà domenica 5 febbraio dalle ore 20.30 presso il Westin Palace in Piazza della Repubblica 20 a Milano. Presenti le più importanti cantine slovene per un totale di 20 produttori e 80 vini e 5 tra i migliori chef del paese per esprimere in maniera chiara un’interazione tra uomo e natura che raramente ha toccato apici del genere.  

 

> Su Facebook  il programma della serata con gli chef e i produttori partecipanti

 

 

Piergiorgio Votano

27/01/2012

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