30 Ott 2012 / 12:10

Il vino Italiano in Giappone: sempre più “verde”…

Ieri ad Osaka s’è svolta la prima tappa giapponese del Top Italian Wines Roadshow. Era la prima volta che il Gambero Rosso organizzava un evento nel paese del sol Levante ed il risultato è andato oltre le aspettative. Dalle ore 12 fino alle 18 oltre ottocento tra enotecari distributori, importatori e

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Ieri ad Osaka s’è svolta la prima tappa giapponese del Top Italian Wines Roadshow. Era la prima volta che il Gambero Rosso organizzava un evento nel paese del sol Levante ed il risultato è andato oltre le aspettative. Dalle ore 12 fino alle 18 oltre ottocento tra enotecari distributori, importatori e

appassionati hanno riempito il Grand Ballroom del Ritz Carlton, e oltre settanta hanno preso parte ai due seminari tenuti da Marco Sabellico coadiuvato dal direttore della Japan Sommelier Association, Koji Ueda, e da Hiro Takaoka, sommelier esperto di vini italiani.

 

Un evento storico per il vino italiano in una delle città più importanti del Giappone, che con i suoi 3,7 milioni di abitanti (con l’area metropolitana arriva a quasi 13 milioni) è seconda solo a Tokyo, ed è sempre stata un porto commerciale attivissimo ma anche una delle culle della grande gastronomia nipponica.

 


Al centro Daniele Bosio (Ministro Consigliere, Ambasciata italiana a Tokyo), a sx Luigi Salerno (DG GRH) e a dx Marco Sabellico (Curatore Guida Vini d'Italia)

 

Per l’occasione è giunto a inaugurare l’evento il Ministro Consigliere Daniele Bosio dell’Ambasciata italiana a Tokyo, che ha sottolineato come la cultura e la cultura enogastronomica italiana abbiano un posto importante nel cuore dei giapponesi.

 

In questi ultimi anni i consumi di vino italiano sono tornati a crescere e ci stiamo avvicinando ai picchi del biennio 1998/1999. Alle spalle della Francia, che detiene il 51% del mercato, in valore (ma nell’ultimo anno ha perso il 9%) troviamo l’Italia, con il 16,1 (era il 14,2) e il Cile, che grazie ad una politica aggressiva è passato in un anno dal 4,4% del 2010 all’8,8% del 2011. La percezione della qualità del vino italiano è ottima, e non è legata a campagne di sconti o a particolari investimenti di marketing, come accade per il Cile e altri paesi. Il numero dei consumatori di vino è in crescita (più di un terzo dei consumi di alcolici è di birra, poi ci sono il sakè e gli altri vini di frutta e di riso), e in generale si sta diffondendo una notevole cultura del vino nelle fasce d’età dei consumatori più evoluti, dai 30 ai 50 anni d’età. Un quadro positivissimo, insomma, dove giocano un ruolo importante fattori come l’apertura di sempre più ristoranti di cucina italiana, ambasciatori importanti del nostro vino.

 

Tra i trend che abbiamo riscontrato parlando con ristoratori, importatori e distributori ci sono la riscoperta dei bianchi italiani, specie senza legno, che si accompagnano meravigliosamente alla cucina del crudo giapponese, come sushi e sashimi, la crescita del consumo degli spumanti, trainata dal Conegliano Valdobbiadene, e il grande interesse per i vini “verdi”, ovvero biologici, biodinamici e sostenibili.

 

Appuntamento attesissimo quello di Tokyo del 1° novembre per il grande evento dei Tre Bicchieri al Ritz Carlton della capitale.

 

 

30/10/2012

 

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