Bene le quotazioni dei vigneti, ma è rischio prezzi per la vendita in Gdo. Criticità e punti di forza di un sistema che mette da sempre in contrapposizione Consorzio e Famiglie Storiche. Il presidente Marchesini avverte: “Attenzione a chi cerca benefici immediati”.

AMARONE E VALPOLICELLA
Non è solo l’Amarone a essere in buona salute, ma è l’intera economia vitivinicola della zona a tirare. Secondo un recente studio di Assoenologi, complessivamente i 7435 ettari di vigneto della Valpolicella avrebbero un valore di circa 4 miliardi di euro, ponendo la zona al vertice rispetto alle altre denominazioni dei grandi rossi italiani, Montalcino in primis. Infatti le quotazioni stimano che un ettaro di Valpolicella, valga tra i 530/550mila euro. Il valore si è notevolmente incrementato negli ultimi anni, anche perché se la richiesta è forte, la mobilità fondiaria è assai ridotta e i terreni vitati da acquistare, sono rari. Ma se la terra vale sempre di più, il vino non è da meno. Nel 2013 il valore totale della produzione della Valpolicella è stato di 550 mln di euro dei quali 325 mln sono da attribuire al solo Amarone.

AMARONE: IMMAGINE E MERCATO
Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, spiega che a questi parametri, già molto significativi, ne andrebbe aggiunto un altro, anch’esso in ascesa, quello di “brand di qualità che si sono costruite le nostre produzioni, Amarone in primis. È proprio su questo asset che stiamo lavorando per far crescere il nostro territorio in tutto il mondo. Reputo la nostra denominazione molto fortunata se paragonata a tante altre aree vinicole italiane”. Emilio Pedron, amministratore delegato di Bertani Domains, un’azienda di peso nella storia della zona, pur mettendo l’accento sui dati positivi, non nasconde qualche perplessità “I prezzi tengono e il reddito agricolo pure: non si vedono segnali di crisi, però i dubbi sul posizionamento nel mercato dell’Amarone, sono crescenti. Nella Gdo viene venduto a prezzi che sviliscono sia la sua storia sia la sua immagine sia la sua tradizione di unicità”. Marilisa Allegrini, presidente delle Famiglie dell’Amarone, associazione da sempre in polemica con le politiche consortili individua il problema “nelle aziende che non lavorano sulla qualità e sull’immagine dell‘Amarone”. La proposta, sempre più frequente, nei discount e nei supermarket di etichette di Amarone a prezzi da battaglia purtroppo non si discosta da quella di altri vini altrettanto blasonati. A questo proposito il presidente Marchesini, osserva che “È indubbio che in questa fase ci sia un riposizionamento, ma se andiamo a vedere nella grande distribuzione, i nostri prezzi rispetto, per esempio a Barolo e Brunello, sono mediamente superiori”.

Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola, l’azienda numero uno secondo Wine Searcher e past president delle Famiglie dell’Amarone, pur ribadendo che “l’Amarone rimane un grosso successo commerciale nel mondo con un buon rapporto qualità/prezzo, le varie modifiche intervenute in questi anni lo hanno reso più ruffiano, con delle dolcezze adatte ad una platea sempre più ampia. È importante mantenere, anche da questo punto vista, la sua immagine di unicità nel tempo”. Andrea Sartori dell’omonima azienda vinicola, allarga il discorso ad un ambito mondiale, dove viene esportato l’80 % del vino dell’area: “Il rischio è di collocarlo in una fascia sempre più bassa dove le possibilità di erosione dei Ripasso, sono maggiori. Un uso abnorme della leva del prezzo, la moda dei vini da appassimento con qualcuno che ha pensato bene di proporre il Ripasso come un “baby Amarone”, possono alla lunga provocare dei danni gravi”. Pedron a questo proposito ritiene che il dilagare dei vini da appassimento, cioè che mutuano la tecnica di produzione dell’Amarone al di fuori della Valpolicella, potrebbe segnare “la vittoria del metodo sul vino di territorio con conseguenze facili da immaginare”. Marchesini rilancia dicendo che “sono proprio i maggiori brand della Valpolicella a farlo, preferendo il beneficio immediato a un discorso costruttivo di lungo periodo”.

ANTEPRIMA AMARONE: QUALCHE ANTICIPAZIONE
All’Anteprima dell’Amarone si terrà la presentazione ufficiale dell’annata 2011. Diego Tomasi, ricercatore del Cra di Conegliano, a cui spetterà il compito di illustrarla, ci dà una piccola anticipazione: “Il 2011 per me è un’annata indimenticabile con un Amarone di grandissima potenza e di eleganza. I vini sono ancora tutti molto giovani e avranno bisogno almeno di un anno di affinamento in bottiglia per esprimersi compiutamente”. Durante il convegno inaugurale, moderato da Camilla Baresani, si parlerà di Dinamiche internazionali del valore dellAmarone con Bettina Campedelli, del Dipartimento economia aziendale dell’Università di Verona, ma anche di Amarone, centralità del territorio e relazione con la cultura e la qualità della vita. In questo senso va visto l’accordo recentemente concluso tra il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella e la Fondazione Arena che mette in rete l’offerta enoturistica della Valpolicella con il calendario operistico della Fondazione e con il Museo della lirica (AMO). Secondo Olga Bussinello, direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella: “l’Amarone può e deve diventare una leva integrata e a supporto dell’intero sistema, in sinergia con gli altri attori di filiere collegate per recuperare il gap dal punto di vista turistico e per portare valore aggiunto a tutto il territorio”.

 
I RISCHI DELLA VENDEMIA 2014
La vendemmia 2014 ha creato in Valpolicella una "nuova situazione produttiva che potrebbe mettere a rischio il buon nome dell'Amarone", perché alla luce della riduzione delle uve destinate ad appassimento qualcuno potrebbe fare scelte che non guardano alla qualità dell'annata e dei vini. La riflessione tra il provocatorio e il preoccupato è di Daniele Accordini, direttore della Cantina di Negrar che rivolge un appello ai produttori: "Dovrebbero fermarsi per riflettere e trovare quale strada percorrere per conservare il successo dell'Amarone, senza che uno danneggi l'altro".

IL SUCCESSO TRA I GIOVANI
Il 94% dei giovani tra 20 e 30 anni conosce l'Amarone, il 69% lo giudica positivamente e il 16% lo considera vino alla moda. Il dato emerge da un'indagine condotta da Vinarius, associazione enoteche italiane, per l'Anteprima 2011. Sono le donne in particolare ad avere una passione per questo rosso:in enoteca 9 su 10 si dichiarano amanti dell’Amarone Valpolicella. Un legame, secondo Vinarius, che negli ultimi due anni ha registrato un +20%. E sono oltre 3 mila le presenze attese a Verona per la manifestazione. L'Amarone 2011 entrerà in commercio con 12.649.600 bottiglie, l’80% all’estero. E sono oltre 3 mila i winelovers attesi a Verona.

LE RICERCHE ON LINE
La classifica dei Top 10 Amarone secondo il quotato motore di ricerca Wine Searcher. Il criterio di popolarità viene stilato in base “how frequently it is searched for” cioè sulla frequenza di ricerca del vino. Il numero che segue alla fine di ognuno, indica la posizione assoluta tra i vini del mondo. (N.B. Wine Searcher dichiara che sul portale vengono effettuate circa un milione di ricerche al giorno)

1 – Masi, Amarone della Valpolicella Classico Costasera, 166
2 – Giuseppe Quintarelli, Amarone della Valpolicella Classico, 191
3 – Bertani, Amarone della Valpolicella Classico, 211
4 – Tommasi, Amarone della Valpolicella Classico, 281
5 – Romano Dal Forno, Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta, 293
6 – Allegrini, Amarone della Valpolicella Classico, 294
7 – Zenato, Amarone della Valpolicella Classico, 425
8 – Gerardo Cesari, Amarone della Valpolicella Classico, 658
9 – Giuseppe Quintarelli, Amarone della Valpolicella Classico Riserva, 768
10 – Tedeschi, Amarone della Valpolicella Classico, 1266

Dei dieci Amarone Top di Wine Searcher saranno presenti all’Anteprima, solo Bertani e Cesari. Gli altri, o perché appartenenti alle Famiglie dell’Amarone oppure perché il vino non è ancora pronto, non parteciperanno.

Anteprima Amarone | Verona | Palazzo della Gran Guardia | 31 gennaio – 1 febbraio | www.consorziovalpolicella.it

a cura di Andrea Gabbrielli

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre bicchieri del 29 gennaio.
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