Nona edizione per il festival sul Medio Oriente promosso da Map of Creatione a Firenze. Tante le proiezioni cinematografiche e gli incontri culturali, e consueto focus sul cibo come veicolo di condivisione. Quest’anno la scena è per la Siria, e le due autrici del libro Our Syria, che nel mondo portano la storia di donne che hanno perso per sempre la propria casa. E la ritrovano in cucina. 


Middle East Now. Il festival

Firenze chiama, il Medio Oriente risponde. È una moderna rotta culturale quella tracciata nel Mediterraneo dei giorni nostri dal festival Internazionale sul Medio Oriente e il Nord Africa che per una settimana trasforma il capoluogo toscano in centro d’accoglienza di stimoli creativi interculturali, tra cinema, mostre ed eventi speciali. Middle East Now è la rassegna organizzata dall’associazione Map of Creation (direzione artistica Lisa Chiari e Roberto Ruta) per stimolare la riflessione sull’integrazione culturale attraverso l’espressione artistica, in un contesto di condivisione che riunisce ospiti da tutto il bacino mediterraneo. Giunto alla nona edizione, quest’anno il festival andrà in scena dal 10 al 15 aprile, proponendo un cartellone ricco di spunti per raccontare il Medioriente contemporaneo e le sue difficoltà, mentre in Siria preoccupa l’escalation pressoché incontrollata di violenza e dolore, filtrata da comunicazioni parziali e poco efficaci. A Firenze, invece, la chiave di lettura è quella della comunicazione, perché l’informazione è democrazia, e i social network – se usati a proposito - sono potenti alleati di questa rivoluzione pacifica.

Hashtag. Condivisione è la parola chiave

E quindi è Hashtag la parola chiave dell’edizione 2018 di Middle East Now, alla ricerca delle parole più seguite nei diversi ambiti di approfondimento del festival: “Le notizie più seguite, i piatti più fotografati, i politici più twittati, le città più raccontate, i libri più letti, gli attori e registi più amati. Un viaggio tra storie e volti, personaggi e temi caldi di attualità” recita il manifesto della nona edizione, che coinvolgerà per la prima volta anche il teatro. Diversi gli spazi interessati in città, il Cinema La Compagnia e il Cinema Stensen, il Teatro Cantiere Florida e la FSM Gallery, il BUH Circolo Ricreativo Urbano e la Scuola Cordon Bleu, con matinee, proiezioni pomeridiane e serali, e diversi appuntamenti speciali in calendario, dall’esibizione dell’unica band rock metal dell’Afghanistan (protagonista pure del documentario che chiuderà il festival, Rockabul) al corso di introduzione alla lingua araba, al teatro con Fabrizio Gifuni, protagonista di White Rabbit Red Rabbit, testo teatrale dell’iraniano Nassim Soleimanpour, tradotto in 20 lingue e rappresentato dal 2011 sui palchi di tutto il mondo. Ma ci sarà spazio per una libreria installazione progettata dagli architetti di Archivio Personale, per raccontare attraverso i suoi autori gli anni turbolenti del mondo arabo; e un focus della programmazione cinematografica sarà dedicato proprio alla Siria, con la proiezione di film e corti che ripercorrono gli ultimi tragici 7 anni di guerra che hanno stravolto il Paese, fino all’ultimo potente documento del regista siriano Talal Derki, Of Fathers and Sons, premiato dalla giuria al Sundance Film Festival. Di Siria si parlerà sul palco, insieme a giornalisti, scrittori, registi e attivisti.

Our Syria. Ricette di casa

Ma anche a tavola, grazie al consueto spazio che la manifestazione riserva al cibo e alla sua valenza culturale. Giovedì 12 aprile, dalle 19.30, al Cinema La Compagnia andrà in scena la cucina siriana, con le ricette di Dina Mousawi Itab Azzam, autrici del libro Our Syria. Recipes from home. Una narrazione che imbandisce la tavola di specialità mediorientali, spezie e colori, ma è soprattutto un racconto di resilienza, e attaccamento alle proprie radici, di donne che in cucina cercano di esorcizzare la paura e lottare contro la distruzione della loro cultura. Non a caso Our Syria, edito alla fine del 2017, è diventato un best seller culinario (in Inghilterra sold out, ancora non tradotto in italiano), portando alla ribalta le storie di donne siriane come Hala, Mona, Shaima, e tante altre, che hanno accettato di condividere col mondo le ricette di famiglia e i profumi di una casa che si sono lasciate alle spalle per andare incontro a un destino incerto, portando con sé il ricordo di una vita normale, e della cucina di tutti i giorni. Le autrici (da tempo a Londra, dove hanno concepito il libro) hanno raccolto le ricette tra Beirut e Berlino, condividendo i ricordi di rifugiate siriane, cucinando con loro e aiutandole nel percorso di elaborazione del cambiamento, alla ricerca degli ingredienti giusti per evocare il ricordo di casa, melograni, limoni, pomodori, a centinaia di chilometri di distanza dalla Siria. I piatti sono quelli tipici di una cultura gastronomica da sempre aperta alle suggestioni in arrivo da oriente (dall’Iraq alla Turchia, alla Cina) e occidente, dal kibbeh al kebab di amarena, dai falafel al dolce di cocco e semolino. Presenti al festival, Dina Mousawi e Itab Azzam saranno protagoniste anche sabato 14 aprile, con la lezione di cucina alla Scuola Cordon Bleu (dalle 10.30) e l’aperitivo della sera al Cinema La Compagnia, con la cucina siriana di casa.

Middle East Now - Firenze - dal 10 al 15 aprile 2018 - www.middleastnow.it

 

 

a cura di Livia Montagnoli