L’Italia dell’agrifood affina i mezzi per difendersi da frodi e agropirateria. Lo fa attraverso un nuovo disegno di legge, passato al Senato in prima lettura il 26 novembre, che introduce due nuovi reati e tre aggravanti specifiche con l’obiettivo di garantire sicurezza e trasparenza ai prodotti alimentari acquistati dai consumatori. Quindici gli articoli del ddl Tutela agroalimentare, che hanno ottenuto il via libera con 80 favorevoli e 44 astenuti (nessun voto contrario). La legge, elaborata assieme al ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio e su cui ha fortemente insistito a livello politico il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, era attesa da una decina d’anni. ยซAbbiamo portato avanti istanze inascoltate da chi ci ha preceduti per troppo tempo. Oggi – ha dichiarato il ministro – si fa un passo avanti per tutelare ancora di piรน il nostro sistema agroalimentare e i cittadiniยป.
Nello specifico, nel Codice penale italiano si introducono (aggiornando il testo) i reati di frode alimentare e di commercio di alimenti con segni mendaci. Le aggravanti sono “agropirateria”, “quantitร ” e “biologico”. Il nuovo reato di frode alimentare (reclusione da 2 mesi a un anno) punisce chi commercializza alimenti o bevande non genuine o provenienti da luoghi diversi da quelli indicati. Quello di commercio di alimenti con segni mendaci (reclusione da 3 a 18 mesi) punisce chi usa segni distintivi o indicazioni per indurre in errore l’acquirente su qualitร o quantitร degli alimenti.
Le aggravanti prevedono l’aumento della pena di un terzo: quella di agropirateria si configura quando lโattivitร illecita รจ realizzata in maniera organizzata e continuativa; l’aggravante quantitร quando le quantitร siano particolarmente rilevanti; l’aggravante biologico, se i prodotti sono commercializzati come biologici senza esserlo.

In materia di Dop economy (20,7 miliardi di euro per l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita), il reato di contraffazione su Dop e Igp, che รจ giร previsto dal codice, allarga la forbice sanzionatoria (ne avevamo parlato a gennaio sollevando dei dubbi sulla decisione del governo Meloni) e rimodula le sanzioni: da 1 a 4 anni (prima era 2 anni), con multe da 10mila fino a 50mila euro (rispetto ai 20mila euro precedenti). Il ddl introduce la confisca obbligatoria di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato.
Si introduce, inoltre, l’obbligo per l’autoritร giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli ai bisognosi o animali abbandonati, ampliando le possibilitร di destinazione. Si punta a evitare, cosรฌ, un inutile spreco di cibo.

Non รจ la prima volta che si parla di Cabina di regia sui controlli amministrativi, quelli riguardanti etichettatura, origine, ingredienti. La novitร รจ che questo organo non era ancora stato istituito formalmente. Lo fa il ddl passato al Senato (atteso ora all’esame della Camera dei deputati), che assegna al ministro dell’Agricoltura la presidenza, con la partecipazione degli organismi di controllo. La norma, come spiega il Masaf, consentirร di rendere le ispezioni piรน efficienti, migliorare il tracciamento del cibo ed eliminare doppie verifiche. Altra novitร รจ la gradualitร delle sanzioni amministrative ยซin base alla gravitร della violazioneยป. Gli importi si legano al fatturato delle imprese. Rispetto al passato, si vuole evitare che al piccolo imprenditore si applichino le stesse sanzioni previste per le multinazionali.
Vietato dal ddl Tutela agroalimentare l’uso del termine “latte” o di prodotti lattiero-caseari per indicare prodotti vegetali, se non accompagnato dalla corretta dicitura (ad esempio “latte di mandorla” venduto come sostitutivo senza distinzione). Le sanzioni previste vanno dai 4mila ai 32mila euro o fino al 3 per cento del fatturato dellโazienda sanzionata, ma con tetto massimo da 100mila euro.

latte di mandorla
Tra le altre misure, la creazione di una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati. Il Masaf punta a evitare frodi e casi di doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite. Su tutta la filiera, inoltre, un piano straordinario introduce controlli a campione dalla mungitura al trasporto, dalla trasformazione alla commercializzazione. Migliora il sistema di vigilanza ufficiale con prove di laboratorio per lโorigine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, per accertare lโuso di latte non fresco. Sanzioni comprese tra 6mila e 48mila euro o fino al 3% del fatturato e tetto massimo da 150mila euro. In materia di pesca, si mette mano al sistema di sanzioni attualmente in vigore per accorpare le norme e renderlo piรน efficace, inserendo la gradualitร della sanzione in base alla quantitร del pescato e dell’impatto ambientale.
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