Cโรจ una linea che tiene insieme Verona e Bruxelles, i padiglioni affollati di Vinitaly (non tutti a dire il vero) e le stanze piรน ovattate della politica europea che si cimentano anche sul tema del vino, non sempre con ottimi risultati. ร una linea sottile, ma oggi รจ visibile. Parte dai bicchieri e arriva alle etichette impresse sulle bottiglie. E infatti, tra instabilitร data dai dazi, crisi geopolitica e guerra in Medio Oriente, uno stretto di Hormuz bloccato, a Verona si torna a discutere di un tema meno forte se visto all’interno del dibattito internazionale, ma che sta molto a cuore al mondo vinicolo: le informazioni impresse sulle etichette.

La Commissione salute del Parlamento europeo, lo scorso 23 marzo, ha pubblicato un nuovo documento che invita la Commissione Ue a presentare โsenza ulteriori indugiโ proposte legislative sugli health warning in etichetta relative al piano Beca (Europeโs Beating Cancer Plan), ovvero messaggi che richiamano il rischio di malattie collegate al consumo di alcol. In molti lo vedono come un nuovo attacco al settore.
E la politica dal palco di Vinitaly si muove subito, quasi dโistinto. ยซNon ce la facciamo piรน a inseguire burocrati che nei palazzi di Bruxelles senza conoscere e senza capire lanciano delle idee che noi siamo costretti a scoraggiareยป, dice il ministro dellโAgricoltura Francesco Lollobrigida all’evento di inaugurazione della fiera veronese. E ancora: ยซNon vogliamo etichette allarmistiche che condizionano le personeยป. Poco prima era giunta la reazione di Matteo Salvini che nel weekend sforna post su post sui suoi account social: ยซEnnesimo attacco di Bruxelles alle nostre eccellenzeยป. Insomma, il tema รจ subito politico, prima ancora che tecnico.
La nuova edizione di Vinitaly si รจ aperta dentro a un mondo che continua a cambiare, in peggio, e che negli ultimi mesi ha accelerato l’instabilitร generale. Lo Stretto di Hormuz รจ un drammatico punto di tensione costante, l’Iran lo blocca, Trump minaccia chi vuole pagare per passarlo, con effetti diretti sui costi energetici e sui trasporti, i fertilizzanti sono un lontano ricordo, e il presidente degli Stati Uniti ha addirittura attaccato il Papa. Il mondo sembra sottosopra, l’unica fiammella accesa sono state le elezioni in Ungheria: Victor Orbรกn รจ crollato, Pรฉter Magyar ha vinto a valanga. Il vino osserva, ma non รจ fuori da questo quadro: logistica piรน cara, mercati piรน instabili, consumi piรน fragili.

ร lo stesso schema che emerge anche nel dibattito del salone. Le aziende parlano di export in rallentamento, soprattutto verso gli Stati Uniti, di dazi che continuano a pesare, di un mercato che non รจ piรน scontato. Il 2025 si รจ chiuso in calo e il 2026 รจ partito a fatica, con flessioni pesanti nei primi mesi. Allo stesso tempo si ragiona su come reagire: promozione, enoturismo, aumento del valore medio, posizionamento. ร un Vinitaly che tiene insieme difesa e rilancio, con la consapevolezza che la fase รจ stretta.
Dentro questo contesto torna il tema delle etichette. Non รจ il centro della discussione, ma riemerge con forza. Ed รจ proprio questo che preoccupa: che si aggiunga unโaltra variabile in un quadro giร complicato. La riapertura del dossier arriva da Bruxellesย riporta indietro il confronto, perchรฉ il tema sembrava giร definito dopo il voto del 2022, quando era stata riconosciuta la distinzione tra consumo moderato e abuso.
ร qui che si inseriscono le reazioni del settore. ยซColpisce e preoccupa che si torni a mettere in discussione un equilibrio giร raggiunto a livello europeoยป, dice Lamberto Frescobaldi di Unione Italiana Vini. ยซSi tratta di unโimpostazione che rischia di alimentare un approccio ideologico e punitivoยป.

Il punto รจ condiviso anche da altri. ยซร inaccettabile la nuova richiesta della Commissione Saluteยป, afferma Gian Marco Centinaio. ยซCome se il vino fosse pericoloso quanto il whiskey o il fumoยป. La linea รจ quella di difendere la specificitร del prodotto, insistendo sulla differenza tra consumo e abuso.
Nel frattempo, in Europa, il fronte resta aperto. Alcuni Paesi del Nord spingono per etichette piรน esplicite, sul modello di quelle sanitarie giร viste su altri prodotti. Lโobiettivo รจ rafforzare la prevenzione, inserendo avvertenze chiare sul legame tra alcol e malattie. Ma รจ proprio questa impostazione che incontra la resistenza dei Paesi produttori, Italia in testa, che temono un effetto generalizzato e non differenziato. Cosรฌ il tema delle etichette torna a occupare spazio in un momento che spazio ne ha poco. Non รจ la prioritร , ma entra comunque nellโagenda. E diventa un segnale politico, prima ancora che normativo.
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