Piemonte

Asti Docg, rese fissate a 85 quintali per ettaro. Nello scontro tra industriali e viticoltori vince la prudenza

L'intesa trovata dal Cda dovrà essere votata dall'assemblea di soci. Il presidente Stefano Ricagno: "Le case spumantiere si sono impegnate a remunerare la materia prima"

  • 24 Giugno, 2026
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L’Asti Docg mantiene la linea prudente della riduzione delle rese per ettaro per la campagna 2026, come anticipato dal settimanale Trebicchieri del Gambero Rosso. La denominazione piemontese, recentemente in subbuglio per un vivace scambio di accuse tra parte industriale e parte agricola proprio sui temi della produzione e dei listini della materia prima, potrebbe fissare le produzioni a 85 quintali per ettaro (la proposta iniziale delle case spumantiere era tra 75-80 quintali per ettaro) come lo scorso anno, con 15 quintali di supero e l’impegno di rivedere i parametri produttivi a seconda del mercato. Il Cda del Consorzio dell’Asti Docg ha approvato questa proposta, che ora dovrà passare al vaglio dell’assemblea dei soci del prossimo 30 giugno. L’obiettivo è mantenere in equilibrio domanda e offerta.

Asti e Moscato Docg- foto Consorzio di tutela

Proposta condivisa dagli industriali

Sul mercato, i primi cinque mesi 2026 registrano un calo dei contrassegni di Stato rilasciati per l’imbottigliamento dell’Asti Docg: 31,5 milioni di pezzi e -4% in meno rispetto ai 32,8 milioni di un anno fa. Il presidente Stefano Ricagno ha annunciato che la proposta del Cda è stata condivisa con le varie componenti della filiera produttiva: «Le case spumantiere hanno espresso l’impegno a continuare a sostenere la denominazione e la remunerazione della materia prima, confermando una linea di responsabilità e attenzione verso l’intero comparto produttivo».

Stefano Ricagno

Un’analisi delle performance prevista a inizio 2027

Nel corso della riunione, il Cda ha garantito che nei primi mesi del 2027 fornirà un’indicazione chiara all’intera filiera attraverso l’analisi dei dati di mercato al 31 dicembre 2026. «Qualora le vendite si mantenessero in linea con gli attuali livelli (pari a circa 85 milioni di bottiglie annue) – si legge in una nota ufficiale – la resa potrà essere confermata a 85 quintali per ettaro». Se, invece, ci sarà una diminuzione delle fascette consegnate rispetto agli attuali volumi di riferimento, il Consorzio programmerà una resa produttiva «non superiore a 80 quintali per ettaro, per tutelare il valore della denominazione nel medio e lungo periodo».

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