Oltre ai vini bianchi e rosati, stappare e degustare nei mesi estivi vini rossi fermi a una temperatura tra i 10-14°C ormai non sembra più così strano. Il freddo attenua l’alcol e dona equilibrio esaltando l’acidità (che ha un effetto dissetante), a patto di scegliere etichette con tannini delicati, giovani, evitando vini troppo strutturati e alcolici. che serviti a una bassa temperatura creerebbero un effetto “allappante” (la bocca secca), perché il freddo irrigidisce i tannini più marcati.

Esistono, altresì, rossi fermi capaci di rinfrescare il palato esattamente come i vini bianchi, offrendo però una complessità aromatica differente e che in estate si fanno apprezzare di più proprio se serviti freschi. Questo perché la temperatura ambiente nei mesi più caldi li renderebbe pesanti, visto che il calore fa evaporare l’alcol velocemente, provocando una sensazione di bruciore in gola. Fatti raffreddare, invece, la percezione dell’alcol si riduce e risaltano le note olfattive di ciliegia, lampone e spezie, a seconda dei vitigni. I vini rossi fermi del Nord Italia ideali quando fa molto caldo sono quelli che, oltre alle caratteristiche indicate, presentano un colore scarico e puntano tutto su eleganza e profumi fruttati.
I menu estivi sono ricchi di piatti freddi, ma spesso grassi o untuosi, si pensi ai salumi e formaggi come aperitivo o al vitello tonnato. I vini bianchi non sempre riescono a ripulire il palato dalla sensazione di grassezza. Dei rossi leggeri freschi, invece, sono molto indicati per sgrassare la bocca, lasciandola pulita e pronta per il boccone successivo, così come sono ottimi compagno per le grigliate di carne o di pesce. I piatti di pesce estivi, poi, prevedono spesso l’uso del pomodoro, del guazzetto che, se abbinati a un vino bianco, rischiano di creare un fastidioso sapore metallico: provateli, invece con un buon Pinot Nero o un Grignolino serviti freschi e scoprirete un’accoppiata vincente.

Ecco una serie di etichette che vi consigliamo di provare dopo un breve passaggio in frigorifero di ca. 30 minuti, di servire non troppo fredde ma fresche e che rimangano tali per tutta la durata del pasto. A questo proposito tenete sul tavolo un secchiello con del ghiaccio, perché con le alte temperature estive il vino si scalderebbe in poco tempo.

La Freisa è un vino rosso piemontese che si adatta perfettamente alle calde giornate estive, specialmente se servito fresco tra i 12° C e i 14° C . Grazie alla sua naturale freschezza acida e alla ricchezza aromatica è la scelta giusta per aperitivi o una cena in terrazza.
Abbinamenti consigliati: perfetta col vitello tonnato, la battuta di fassona o l’insalata russa. Ottima compagna di grigliate estive a base di carni bianche e rosse. Da provare anche con piatti di pesce strutturati, come un caciucco leggero o un guazzetto di moscardini al pomodoro.

Freisa d’Asti 2023 – Frasca La Guaragna
Curt Frasca è entrato nel mondo del vino piemontese nel 2017, creando una sua azienda nel Monferrato, e da allora ha acquisito diverse tenute tra Nizza Monferrato, Agliano Terme e Moasca, dove coltiva principalmente barbera e moscato, cui si aggiungono grignolino, freisa, arneis e riesling. I vini proposti sono d’impianto moderno, con una grande attenzione alla nitidezza aromatica e l’obiettivo di coniugare eleganza e rispetto del territorio e della sua tradizione. Ottima la batteria presentata quest’anno. La Freisa d’Asti ’23 è ampia al naso, con note di rosa e pepe, e un palato importante, strutturato, ricco di frutto, con tannini equilibrati per un finale lungo e fine.

Langhe Freisa 2023 – Cascina Corte
Cascina Corte è stata fondata nel 2001 da Sandro Barosi e dalla moglie Amalia a San Luigi, tra Dogliani e Monforte, dove hanno recuperato una cascina risalente al ?700 e hanno rivitalizzato delle vecchie vigne di dolcetto, nebbiolo e barbera piantate nel dopoguerra. Ai metodi di vinificazione tradizionali sono state aggiunte nel 2015 delle anfore di terracotta da 850 litri, dando vita a una nuova linea di vini dal carattere immediato e fruttato. Belli i vari Langhe proposti, a cominciare dalla Freisa ’23, molto fresca nei suoi toni fruttati, con una struttura armonica e tannini ben gestiti, di grande piacevolezza e immediatezza, tutta da bere.

Il Grignolino è spesso definito “un bianco vestito da rosso” ed è la scelta ideale per chi non vuole rinunciare ai profumi di un vino rosso anche quando il termometro supera i 30° C.
Abbinamenti consigliati: la notevole acidità, che agisce come un perfetto sgrassante per il palato, lo rende molto versatile a tavola. Ideale con i grandi classici estivi della cucina piemontese, come il vitello tonnato, carne cruda come la battuta di fassona al coltello. Ottimo con salumi e formaggi e fritti, provatelo anche con un polpo alla luciana, un guazzetto di cozze e vongole al pomodoro o una zuppa di pesce livornese.

Il Grignolino d’Asti ’24 al naso evidenzia belle note di frutta rossa, con sfumature speziate di pepe e floreali di petali di rosa, per un palato tipico per fittezza tannica, ma anche scorrevole e immediato. Sulla guida BereBene 2026 del Gambero Rosso lo abbiamo premiato come miglior vino sotto i 10 euro. Storica cantina sociale, fondata alla fine degli anni ’50, Post dal Vin – Terre del Barbera conta su una trentina di soci conferitori che lavorano principalmente sul territorio di Rocchetta Tanaro, ma anche a Cortiglione e Masio. Il vitigno di riferimento è ovviamente la barbera, proposta in diverse versioni, ma non mancano altre uve della tradizione, come arneis, cortese, grignolino e moscato. I vini proposti evidenziano una lettura autentica del territorio d’origine.

Il Pelaverga è un raro vitigno autoctono a bacca nera piemontese, in particolare nella sua varietà pelaverga piccolo. Dà vita all’omonimo e rinomato vino rosso speziato, protetto dalla denominazione Verduno Pelaverga DOC, tutelata dal 1995 e coltivata solo nei comuni di Verduno, La Morra e Roddi (Cuneo).
Abbinamenti consigliati: esalta la sua freschezza e le note di pepe bianco con salumi tipici (salsiccia di Bra), vitello tonnato, tajarin al burro o ragù leggero, carni bianche e formaggi di media stagionatura.

Verduno Pelaverga 2024 – Mario Cordero
Il Verduno Pelaverga ’24 di Mario Cordero incarna alla perfezione l’essenza di questa varietà: un naso elegante e suadente, in cui si intrecciano note di pepe, petali di rosa e piccoli frutti rossi. Al palato è delicatissimo, senza però rinunciare a succo e acidità. Uno di quei vini che scompaiono dal bicchiere in un attimo.

Il Rossese più noto è quello Dolceacqua – da cui prende il nome la prima Doc ligure, Rossese di Dolceacqua appunto (istituita nel 1972), che è il re incontrastato dell’estremo Ponente: coltivato nella Val Nervia e nella Val Verbone, (siamo nell’entroterra di Imperia), è alla base anche del Rossese della Riviera Ligure di Ponente, coinvolgendo le province di Savona e Genova. Vino di buona struttura il Rossese, con profumi che rimandano al sottobosco mediterraneo, da disciplinare prevede l’uso quasi in purezza del vitigno
Abbinamenti consigliati: mediterraneo e speziato, unisce suggestioni marine a un profilo fruttato, agile e gastronomico, che riesce a dialogare con la cucina di mare e di terra ed è un ottimo compagno per le cucine asiatiche e ricette piccanti.
Dolceacqua Beragna ’24 – Ka’ Manciné
Il rubino intenso del Beragna ‘24 nel bicchiere anticipa una materia ricca e ben definita al palato, Il naso intreccia liquirizia, spezie e frutto scuro, con un profilo profondo ma misurato. In bocca ha corpo, complessità e consistenza, sostenuti da una trama saporita e da un finale lungo, persistente e dall’impronta territoriale, calda e mediterranea. Soldano è un piccolo comune di antiche origini medievali, in alta Valle Crosia, nell’entroterra di Imperia. Qui Maurizio Anfosso coltiva circa tre ettari distribuiti in piccoli appezzamenti, suddivisi nelle più rinomate nomeranze come Beragna e Galeae, in Val Verbone.
Il Pinot Nero è uno dei vini rossi più adatti in assoluto a essere servito fresco d’estate nelle versioni più giovani, vinificato in acciaio o con passaggi veloci in botti grandi, perché esalta la sua innata eleganza, offrendo un sorso scattante, fruttato e con un’acidità vibrante che si sposa benissimo con la cucina estiva.
Abbinamenti consigliati: il Pinot Nero vinificato in rosso è ottimo con piatti tradizionali lombardi come i Mondeghili (polpette milanesi) o risotti mantecati. La sua delicatezza lo rende perfetto anche per un filetto di salmone al forno o pollame nobile

Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Il Marcovaldo 2024 – Finigeto
Ottimo il lavoro di Aldo Dellavalle e dell’enologo Marco Terzoni, soprattutto su vitigni impegnativi come il riesling renano (segnalato l’anno scorso) e il pinot nero. Il Marcovaldo ’24 è un Pinot Nero d’annata, fresco e fragrante nei profumi di frutti di bosco e violetta, con un accenno di sottobosco e corteccia piuttosto caratteristici. Il sorso è agile, intenso, scorrevole, di buona profondità.

Dal vitigno schiava (Vernatsch), grazie alla sua naturale leggerezza e ai tannini quasi impercettibili, si ottengono rossi beverini, dal colore chiaro e dallo straordinario potere dissetante, ideale da servire quasi freddo quando fa tanto caldo, provatelo a 10°C . Se la Freisa e il Grignolino stupiscono per la loro esuberanza giovanile, la schiava, dai sentori di fragola e mandorla, è il rosso più delicato e immediato del Nord Italia, protagonista di due vini come il Santa Maddalena e il Lago di Caldaro.
Abbinamenti consigliati: il Santa Maddalena è perfetto con speck, formaggi di media stagionatura e salumi tipici, è da provare anche con antipasti di pesce saporiti, come gamberi in salsa rosa o crostacei; il Lago di Caldaro, oltre che a condividere gli abbinamenti indicati per il Santa Maddalena, va provato con i canederli in brodo o saltati nel burro o carni bianche: dal pollo arrosto al coniglio o con insalate ricche e primi piatti a base di verdure di stagione. Sul fronte ittico, accompagnatelo con pesce d’acqua dolce, il salmone affumicato e persino il sushi

La piccola azienda di Rencio è fra le interpreti più interessanti del Santa Maddalena, il classico rosso cittadino dalla beva immediata e appagante. La versione 2024 profuma di frutto selvatico e sottobosco, con una tenue vena speziata sullo sfondo. Il sorso non si appoggia tanto all’acidità quanto alla presenza sapida e risulta lungo e armonico.

A. A. Lago di Caldaro Cl. Sup. V. Bischofsleiten 2023 – Castel Sallegg
Se amate i vini raffinati e sussurrati, se all’esuberanza aromatica preferite la complessità e la capacità di evolvere nel corso degli anni, questo è il vostro vino. Si tratta di un rosso che matura in acciaio e parzialmente in rovere prima di donare profumi di frutto selvatico e sottobosco che ritroviamo ancor più nitidi in un sorso sapido e di beva trascinante.

Bardolino – panorama Lago Garda – foto Consorzio vini Bardolino
Il vino Bardolino è un rosso fresco e fruttato, prodotto sulla sponda orientale del Lago di Garda. Ottenuto da uve corvina, rondinella e molinara, si distingue per il colore rubino brillante, i profumi di ciliegia e lampone, e una beva agile e piacevolmente sapida.
Abbinamenti consigliati: molto versatile a tavola, è ottimo con antipasti di salumi, primi piatti mediterranei (come pasta al pomodoro o risotti alle erbe), carni bianche alla griglia (come il pollo) e piatti di pesce di lago.

Le vigne di Giuseppe e Agostino Rizzardi si estendono per molti ettari in tutta la provincia di Verona. Lo stile della casa, da sempre, predilige la ricerca dell’eleganza, tanto nei vini della Valpolicella quanto in quelli gardesani. Vale anche per il Delara, Bardolino profumato di ciliegia e pepe che in bocca rivela medio corpo e una dinamica gustativa succosa e di notevole lunghezza.
Servire un Valpolicella (soprattutto il Valpolicella Classico giovane) fresco d’estate è una tendenza ormai ampiamente sdoganata ed esalta la sua bevibilità. Il suo nome risale all’epoca dell’antica Roma, deriva da Val Polis Cellae, ossia valle delle molte cantine, che fa intendere che anche in quel periodo la viticoltura era un’attività molto diffusa nella zona.
Abbinamenti consigliati: è un vino ideale come aperitivo, con primi piatti estivi, insalatone, formaggi freschi o piatti a base di pesce saporito.

La famiglia Vaona è interprete fedele dei rossi della Valpolicella, vini di carattere e tensione, proprio come vuole la tradizione più autentica. Non fa eccezione il Valpolicella ’24, un calice dalla veste giustamente scarica ma dal quadro aromatico intenso, di ciliegia selvatica e incenso, di spezie e terra umida. In bocca è asciutto, teso e di buona lunghezza.
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