Aspettando il Festival

"Faccio il pescatore dalle 4 del mattino, la sera lavoro al ristorante. Carlo Conti? mangia da noi"

Dal mare alla cucina senza sosta: il patron dell’Ittiturismo Patrizia racconta il boom durante il Festival di Sanremo e i vip conquistati dai suoi gamberi viola

  • 24 Febbraio, 2026
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«Ci sono fino alle 14, poi devo ritirare la rete e ne avrò per un’altra ora». Giuseppe Di Gerlando fa il pescatore dalle 4 alle 18 circa, poi scende dalla barca e si trasforma in ristoratore. È suo il primo ittiturismo aperto a Sanremo, Patrizia, posizionato a meno di 500 metri dall’Ariston e fondato 12 anni fa dal padre Alfonso e dalla mamma Patrizia quando neanche si sapeva cosa fosse un ittiturismo. «Prima avevamo solo la nostra imbarcazione ed effettuavamo vendita diretta con la cooperativa dei pescatori. Poi abbiamo fatto il salto e ci siamo “inventati” un agriturismo di mare, ittiturismo appunto, rispettando tutte le regole previste dall’apposito statuto».

I gamberi crudi di Sanremo

Letteralmente a chilometro zero sia dal mare che dall’Ariston, Ittiturismo Patrizia, della famiglia Di Gerlando (oltre ad Alfonso padre, Patrizia madre e Giuseppe figlio, c’è anche l’altra figlia al timone), durante il Festival soprattutto, vede crescere vertiginosamente le prenotazioni. Ma non è solo per una questione di “prossimità”.

«Giorgio Panariello ha chiesto i gamberi grigliati senza neanche guardare il menu. Sono la nostra specialità, preparati in tutti i modi, dalla tartare col carciofo di Albenga fino ai condimenti per i primi» spiega Giuseppe. «Abbiamo 30 coperti dentro e altrettanti fuori, non sono tantissimi. Per la settimana della manifestazione canora uniamo i due spazi cercando di accontentare tutti: a oggi le serate sono già quasi tutte al completo, i pranzi no. Alcuni vengono pure prima dello spettacolo».

Insomma belle soddisfazioni, come, ci tiene a precisarlo, quella di vedere da dentro la folla di curiosi e paparazzi assiepata in strada in attesa della sfilata di big. Ma pure orari disumani: «Se dormo? Sì, in piedi, come i cavalli» scherza Di Gerlando. «In realtà se è cattivo tempo non si esce, le giornate di pesca sono 4 e non 5 come una volta, in sala abbiamo una squadra di ragazzi preparati e in gamba ai quali tengo moltissimo. Il tempo di riposare lo trovo».

Il pranzo della domenica di Umberto Tozzi

Il cantautore torinese, vincitore nel 1987 con “Si può dare di più”, è un cliente abituale dell’ittiturismo. «Abitando a Montecarlo viene spesso con tutta la famiglia, non necessariamente in zona Festival. È un grande amante del pesce fresco e predilige la domenica a pranzo». Anche qui come in altri posti gettonati dai Vip pare non ci sia mai l’ombra di un capriccio da divo, di richieste sopra le righe, di bizzarre abitudini da star.

Dice Giuseppe che il menu non cambia durante la kermesse, d’altronde è già variabile di suo in base alla disponibilità giornaliera del pescato. Poi, oltre che dal mare, i Di Gerlando si approvvigionano da aziende agricole vicine e fanno parecchie cose in casa. «Se non vuoi il pesce non c’è problema, il nostro pesto artigianale riscuote altrettanto successo. Geppi Cucciari, in una pausa pranzo rapida, lo ha chiesto espressamente».

Amadeus vs Carlo Conti

Nelle foto pubblicate sui social ne compaiono tanti di artisti, presentatori, performer, volti noti che si sono fatti immortalare con Giuseppe & Co. Cristiano Malgioglio, Luca Zingaretti, persino Massimo Bottura, big non della canzone (ma magari canta benissimo, chi lo sa) bensì della cucina italiana, nonché ulteriore estimatore dei gamberi viola dell’Ittiturismo. D’Alessio pare non sia mai passato, Anna Tatangelo sì (“forse quando stavano insieme”). Mentre Amadeus è stato avvistato più volte transitare davanti all’ingresso per poi entrare nella pizzeria a fianco.

«Carlo conti invece è un estimatore della nostra cucina. In una delle ultime edizioni presentate da lui prima dell’era Amadeus è venuto per un aperitivo organizzato con tutti i pescatori della cooperativa. C’era anche il sindaco, noi abbiamo allestito un buffet con assaggi delle nostre specialità». Giuseppe però, indaffarato com’è a fare la spola tra barca e ristorante, non può ricordare tutto.

«Io sto sempre in mezzo al mare, certe facce neanche le riconosco immediatamente. Una volta, anni fa, venne un’ospite internazionale di altissimo livello. Io la guardavo e pensavo: “quella la conosco”, ma niente, non mi veniva chi fosse. E non mi viene manco ora, tocca chiedere alle ragazze in sala, loro lo sapranno sicuramente». Glielo abbiamo chiesto ma pure loro avevano un vuoto di memoria. Pazienza: d’altronde qui i veri big sono solo i mitici gamberi viola di Sanremo. Quelli non se li scorda nessuno.

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