È una delle più antiche cooperative della Puglia e si trova proprio al centro del Salento. Con i suoi 1200 soci conferitori e 2400 ettari di vigneti dislocati tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce, punta fortemente all'innovazione.
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Parte a ottobre prossimo il progetto pilota di Cantina due Palme che punta a riallineare l’alberello pugliese, conferendogli la forma a palmetta (vedi foto) in vista della meccanizzazione del raccolto. Con un investimento di circa 30 mila euro, la cantina diretta da Angelo Maci andrà incontro all’esigenza, da un lato, di salvaguardare integrità dei vecchi vigneti e biodiversità e, dall’altro, di ovviare alle difficoltà nel reperire il personale per la complessa vendemmia manuale, meccanizzando la raccolta. Si parte con 30 ettari di nuove vigne, altrettanti si proverà a trasformarli ogni anno. Sono circa 400 gli ettari ad alberello che la Due Palme punta a trasformare, con l’obbiettivo finale di applicare questa forma di allevamento su tutti i nuovi impianti. “I vantaggi” spiega il direttore dell’area agronomica di Due Palme, Nicola Scaranosono qualitativi e non quantitativi“. Ora si tratta di coinvolgere i viticoltori in questo progetto, che nasce da un accordo con la Simonit&Sirch.
a cura di Gianluca Atzeni

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http://www.cantineduepalme.it/

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