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“Ricette umorali… assaporando l’olio” è l’evento che vede protagoniste Isabella Pedicini, conil suo libro “Ricette umorali”, pubblicato da Fazi, e Maria Grazia Caiafa, che fa gustare il suo extra vergine pugliese Chiusa dell’Annunziata 2013. Inolt

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re Ilaria Parisella legge alcuni brani, mentre Tiziana Pignatelli offre i pani fatti in casa. Partecipare significa scoprire come possono convivere la Nutella con Andy Wahrol, i calzoni con Lucio Battisti per non parlare di Fedor Dostoevskji con l’inevitabile insalata russa.

 

L’appuntamento, con la conduzione di Carlo Ottaviano, direttore editoriale e relazioni esterne di Gambero Rosso, è per martedì 11 dicembre 2012 ore 19 a Spazio5 (via Crescenzio 99d, Roma), animato da Maurizio Riccardi, direttore dell’agenzia fotografica Agr.

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Il libro di Isabella Pedicini è stato definito un trattato gastrofilosofico: idee e pensieri, spesso elevati ma sempre ad alto tasso di divertimento, si incastrano intorno ai fornelli. Gli ingredienti dei piatti da preparare si combinano dunque con i concetti e le sensazioni: le ricette si trasformano in racconti brevi esistenziali. Cibo e cuore si mescolano in base agli umori indicati dall’autrice, tra gioia e paura, entusiasmi e avvilimenti. Con un’avvertenza: saper rigirare una frittata, a tavola come nella vita, è un’arte sopraffina. Chi ci riesce bene?

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In tutto questo l’olio (di qualità naturalmente!) gioca un ruolo fondamentale. Quello di Maria Grazia Caiafa, prodotto a San Severo nel Foggiano e presentato a Spazio5 con l’etichetta 2013 per la prima volta in assoluto in pubblico, “mostra un buon carattere” come si legge in “Oli d’Italia”, la guida del Gambero Rosso in cui è entrato di slancio, dove si legge che “Maria Grazia Caiafa ha ripreso in mano la tenuta di famiglia e si è buttata a capofitto in quei sette ettari di oliveto dove vivono 856 piante”, le parenzane che nell’agro di San Severo prendono “un particolare vigore sposandosi magnificamente” con il territorio. Le olive sono raccolte a mano e molite a freddo con macchine a ciclo continuo.

 

La degustazione non può che rendere allegri trovando così un posto preciso accanto alle ricette di Isabella Pedicini organizzate nel libro in base all’umore di chi cucina e agli strumenti di lavoro. Ricette che Ilaria Parisella rende godibili per l’orecchio, oltre che per la gola. “In principio era il tonno” scrive l’artefice di questa singolare raccolta: ricostruisce come da spaesata studentessa fuori sede si sia preoccupata di provvedere al cibo per sé e per altri. Tagliando le zucchine o girando gli impasti, riflette sui grandi temi della vita e sulle piccole cose della quotidianità. In ogni caso vietato credere alla minestra riscaldata! Isabella Pedicini è storica dell’arte. Ha anche pubblicato il saggio “Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola”, pubblicato da Contrasto e accolto in Francia con successo di vendite alla fiera dell’arte Paris Photo svoltasi a metà novembre.

 

L’appuntamento di Spazio5 è un omaggio alla tavola parte importante della cultura e dell’eccellenza italiana. Maria Grazia Caiafa, imprenditrice anche con la Caiet, spiega che il termine “chiusa” nell’idioma sanseverese si perde nella notte dei tempi, forse importato dalle zone dove le città erano fortificate e laddove la coltivazione dell’ulivo avveniva all’interno delle cinte murarie o nei pressi dell’abitato, protetto da mura. Da questo caratteristico sistema di coltivazione deriva il termine “clausura”, poi diventato “chiusura” e “chiusa” ancora oggi utilizzato in questa zona della Puglia per designare una superficie olivata.
Nel diciottesimo secolo questo termine è spesso utilizzato nelle carte della Capitanata in merito a cure colturali effettuate negli oliveti: “per zappatura, lavoratura e potatura della chiusa”; o anche per il ripristino delle opere murarie: “per risarcire il muro caduto d’una chiusa”.

 

L’evento “Ricette umorali… assaporando l’olio” ha poi il volto di Ilaria Parisella e Tiziana Pignatelli. La prima a soli 24 anni ha già collezionato esperienze importanti a teatro con lavori come “Our Town” di Torton Wilder con la regia di David Warren e “Quanta gente vive senza sapere il perché” tratto dal “Giardino dei ciliegi” di Anton Cechov, regista Eljana Popova. Nel cinema ha all’attivo alcuni cortometraggi come “I diecimila comandamenti” in tre atti di Francesco Segrè. La seconda esalta l’olio con i diversi tipi di pane preparati in casa, frutto di una ricerca e di una cura particolari. È la creatrice del servizio “Cuoca a domicilio” con il quale si può anche dar vita a cene romantiche o a tema.

 


 
Alle pareti di Spazio5 martedì 11 dicembre le suggestive tele dedicate agli ulivi del maestro 86enne Carlo Riccardi, il paparazzo per eccellenza, il fotografo simbolo della dolce vita. L’incontro è realizzato con la collaborazione della libreria Il Seme, (via Monte Zebio 3 Roma)

 

10/12/2012

foto di apertura presa da www.bmagazine.info/it/