Ritratti sanremesi

"Stasera cucini tu la carbonara". Aka7even prende lezioni di cucina da uno chef

Dallo chef Roberto Di Pinto, Luca Marzano ha imparato che in cucina come in musica conta lo stesso metodo: ingredienti sacri, tecnica rigorosa e tocco personale. Ora lo porta all'Ariston

  • 16 Febbraio, 2026
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C’è un video di qualche tempo fa che ha fatto il giro dei social e che testimonia come a volte la cucina e la musica parlino la stessa lingua. Aka7even, al secolo Luca Marzano, si presenta da Roberto Di Pinto, una stella Michelin, con una richiesta ben precisa: «Voglio mangiare la tua carbonara». La risposta dello chef è immediata: «Stasera cucini tu». E così il cantante classe 2000 si ritrova alle prese con uova e pecorino romano per imparare a preparare la carbonara perfetta. 

Tra domande trabocchetto – guanciale o pancetta? con o senza panna? – e segreti svelati da Di Pinto in persona – l’albume montato a neve con pepe e pecorino per dare cremosità o il tartufo grattato come tocco finale – l’ex allievo di Amici dimostra che la stessa dedizione con cui lavora in studio può funzionare anche ai fornelli. Una lezione che gli tornerà utile sul palco dell’Ariston, dove si prepara a salire tra i Big in gara in coppia con LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio, figlio di Gigi. Per la prima volta insieme al Festival della canzone italiana, i due porteranno “Poesie Clandestine”, brano che mescola melodia napoletana, R&B e urban. E che funziona esattamente come la carbonara preparata al Sine: rispetto per la tradizione e coraggio di aggiungere il tocco personale.

Due Sud, una sola storia

L’Ariston non è una novità per nessuno dei due. LDA era tra i Big nel 2023 con “Se poi domani”, mentre aka7even nel 2022 con “Perfetta così”. Ma questa volta è diverso. Come raccontato in un’intervista, per loro «andare in coppia è tanta roba, un’amicizia vera e naturale». Del resto nella vita reale sono coinquilini e portano con loro lo stesso bagaglio. Luca è nato a Vico Equense e cresciuto a Santa Maria la Carità, in provincia di Napoli. Un’identità ben precisa, proprio come quella di Luigi, nato a Roma nel 2003 ma cresciuto nel capoluogo partenopeo, dove ha respirato la tradizione canora napoletana in casa D’Alessio. Facce diverse dello stesso Sud. 

Sono forse proprio queste radici ad accomunarli al patron del Sine. Di Pinto non è tipo da sconti. Nel suo ristorante milanese ha fatto della ricerca sulla tradizione italiana il suo marchio distintivo, reinterpretando i classici senza tradirne l’anima. Nel suo locale, piatti iconici come la carbonara o la cacio e pepe diventano esercizi di precisione chirurgica. Il segreto? Ingredienti sacri, rispetto delle regole e una tecnica che non ammette scorciatoie. 

Più o meno lo stesso insegnamento che aka7even e LDA hanno imparato qualche anno fa nella scuola di Amici e che ora porteranno sul palco di Sanremo. Entrambi hanno dovuto dimostrare di non essere solo volti televisivi ma artisti completi. E come ogni artista che si rispetti, hanno imparato che l’autenticità non si costruisce per sottrazione ma per stratificazione, proprio come i fondi bruni, i brodi e le riduzioni in una ricetta. Perché sia in cucina che in musica conta la stessa cosa. Emozionare con sapori veri e note che arrivano dritte, proprio come una carbonara a regola d’arte.

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