Nuove norme

I vini a bassa gradazione si chiameranno alcohol reduced (non low). Tutte le novità del Pacchetto vino europeo

Il testo licenziato da Consiglio e Parlamento interviene anche su Ocm promozione, autorizzazioni ed enoturismo. E dà il via libera all'uso dei fondi europei anche per l'estirpazione dei vigneti

  • 05 Dicembre, 2025
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Intesa sul Pacchetto vino da parte di Parlamento e Consiglio europei, in sede di trilogo. Passo avanti importante quello compiuto giovedì 4 dicembre, che dovrà essere ratificato separatamente da entrambi gli organi dell’Ue, in vista dell’entrata in vigore. Si va dalle regole sui dealcolati alla promozione, da estirpi e controllo delle produzioni fino all’enoturismo. L’accordo fa finalmente chiarezza sulle regole per il comparto no-low alcol. In particolare, Parlamento e Consiglio hanno trovato la quadra sulle regole di etichettatura che sono state particolarmente dibattute ma che ancora non mettono d’accordo tutti i sindacati di categoria.

Le regole sui vini no-low

Secondo l’intesa raggiunta nel trilogo, i produttori potranno usare il termine “alcohol-free” assieme alla dicitura “0.0%” nel caso in cui il prodotto non superi il grado alcolometrico di 0.05% vol. Invece, dovranno etichettare i vini con il termine “alcohol reduced” (ridotto tenore alcolico, ma non il termine “low alcohol”) per tutti quei prodotti che hanno un grado pari o superiore a 0.5% vol., e che risultano almeno per il 30% al di sotto del livello alcolometrico della relativa categoria vitivinicola, prima delle operazioni di dealcolazione.

Una scelta che lascia perplessi a livello europeo il Ceev e, a livello italiano, l’Unione italiana vini, secondo i quali l’accordo è in linea con le aspettative «solo per i vini a 0%, mentre per i parzialmente dealcolati, il termine “reduced alcohol” (invece di low alcohol) potrebbe non cogliere le richieste dei consumatori». «Non è il termine che preferiamo – ha sottolineato il segretario Ignacio Sánchez Recarte – ma d’altro canto apprezziamo l’armonizzazione dell’uso del termine “0,0%”».

Estirpi anche con fondi Ocm vino

Tra le altre misure, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto l’intesa (diversamente alle posizioni del Gruppo di alto livello vino di un anno fa) per l’utilizzo dei fondi europei dell’Ocm vino per la misura dell’estirpazione dei vigneti. Inoltre, per la distillazione del vino e per la vendemmia verde, il tetto per i finanziamenti disponibili è fissato al 25% di quelli assegnati a ogni Stato membro. In caso di gravi calamità naturali o eventi meteorologici, diffusione di fitopatie o attacchi di parassiti, i viticoltori avranno un anno in più per piantare o reimpiantare le viti da vino eventualmente colpite. E viene introdotto un meccanismo di flessibilità ulteriore nella gestione delle autorizzazioni per i nuovi impianti. Flessibilità accolta con favore dai sindacati vitivinicoli e dalle imprese che ora, con meno paletti temporali, possono pianificare meglio il futuro. Evitata, come ricorda la Coldiretti, l’imposizione di un vincolo di cinque anni ai finanziamenti per la ristrutturazione vigneti per chi usufruirà di fondi per l’estirpo permanente dei vigneti.

Vigneti Mandrolisai Doc – foto Consorzio vini Mandrolisai

Più risorse per la promozione e all’enoturismo

Il Pacchetto vino rafforza le norme sulla promozione con fondi Ocm. Viene innalzata dal 50% al 60% la percentuale di finanziamento pubblico dell’Ue mentre gli Stati membri possono integrare con fondi nazionali (fino al 30% per le Pmi e fino al 20% per le più grandi). Si allunga la durata della progettualità in un determinato mercato a nove anni (ovvero tre anni rinnovabili per due volte). Questo per consentire di consolidare le attività già avviate, favorendo relazioni più solide coi consumatori di un determinato mercato. Anche se, come nota Confagricoltura, il beneficio potenziale viene in parte mitigato dal fatto che si opera a parità di risorse complessive.

In materia enoturistica, l’Europarlamento e il Consiglio europeo hanno trovato l’intesa sul fatto che Consorzi di tutela e organizzazioni dei produttori (sui vini Dop e Igp) riceveranno un sostegno aggiuntivo dall’Ue per la promozione dell’enoturismo. Decisione accolta con favore dal Ceev: «Le attività enoturistiche sono un pilastro fondamentale della crescita economica locale e un potente strumento per rafforzare i rapporti con i consumatori».

Cicloenoturismo con trentodoc|Immagine della App trentodoc|Cicloenoturismo con trentodoc Ph. Daniele Montigiani|Cicloenoturismo con trentodoc Ph. Ronny Kiaulehn

Cicloenoturismo con Trentodoc  Foto: Ronny Kiaulehn

Etichettatura digitale

Sul fronte dell’etichettatura digitale dei vini (u-label), l’impegno dell’Europa nel voler introdurre un simbolo armonizzato per identificare il codice Qr è un passo decisivo verso un’applicazione uniforme e trasparente della normativa. Misura particolarmente apprezzata dalla Federvini, che con il direttore Gabriele Castelli parla di «passo decisivo verso un quadro di certezza giuridica che al settore manca da tempo: «Le semplificazioni in materia di etichettatura di vini e vermut unite a una maggiore continuità garantita ai programmi di promozione, rappresentano passi concreti verso un quadro normativo più moderno e coerente con l’evoluzione dei mercati».

Il monito delle associazioni

E se la Confagricoltura attende ora di conoscere i dettagli del testo per le ulteriori misure tecniche inserite nell’intesa provvisoria, che dovrà passare all’approvazione formale del Parlamento e del Consiglio, l’Unione italiana vini, pur definendo il Pacchetto vino «equilibrato e non solo difensivo», sposta lo sguardo in avanti per lanciare un avvertimento: «Le difficoltà strutturali che sta vivendo il settore – osserva il segretario generale Paolo Castelletti – non possono essere, tuttavia, affrontate solo con una modifica al quadro normativo europeo. Invece, è fondamentale un esame approfondito delle criticità e la definizione di una strategia del settore a livello nazionale».

Per Legacoop Agroalimentare, resta dirimente la garanzia che le misure innovative approvate in Ue, che dovrebbero entrare concretamente in vigore dal 2026, non abbiano un’efficacia limitata nel tempo. Perché, spiega il presidente Cristian Maretti, le indicazioni emerse nella proposta della Commissione sulla Pac post 2027, che ipotizzano una possibile revisione profonda dell’architettura degli interventi, destano forte preoccupazione: «Se venissero meno l’Ocm vino e un budget dedicato al settore – avverte – si rischierebbe di vanificare tutto il lavoro costruito in questi anni».

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd