Il Natale al ristorante costerà di più agli italiani in questo 2025 caratterizzato dalle polemiche per i prezzi troppo alti nel canale dell’Horeca, a cominciare dalle carte dei vini. Nonostante i rincari, non si rinuncerà al rito della buona tavola negli oltre 93mila locali aperti da nord a sud, dove sono attese 5,5 milioni di persone, in aumento dell’1,8% rispetto a un anno fa, per una spesa complessiva che la Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi, appartenente alla Confcommercio) stima in 451 milioni di euro: ben il 7,1 per cento in più del 2024. Lo scorso anno l’aumento dei prezzi aveva superato il 5 per cento.

Ristoranti più cari, dunque, ma anche un ulteriore segnale di fiducia sul lato economico. La formula tutto compreso prevale nell’offerta tra i ristoratori, con il 72,4% degli intervistati tra gli aderenti a Fipe che ha scelto un menu degustazione. Per il pranzo di Natale, in particolare, si spenderanno 82 euro a persona, bevande incluse, con un aumento del 5,1% sul 2024. Ma la Fipe tiene a sottolineare come ci siano menu per tutte le tasche, dal momento che è vero che per circa sei ristoranti su dieci, il prezzo del pranzo di Natale si colloca in una forchetta tra 50 e 80 euro, ma anche che c’è un 19,1% dei locali (quasi due su dieci) che starà sotto quota 50 euro, per un menu che va dall’antipasto al dessert includendo anche le bevande.
La provenienza dei clienti è in gran prevalenza italiana, con il 75% di residenti – sottolinea la Fipe – a cui si aggiunge un 19% di turisti italiani e poco più del 5% di stranieri. Tra gli imprenditori, spiega la federazione guidata da Enrico Stoppani, si registra un «sentiment di tono moderatamente positivo, con un saldo tra chi prevede un Natale migliore del precedente e chi teme, al contrario, un peggioramento che si attesta al +10 per cento».
I grandi classici saranno, come da tradizione, i protagonisti della tavola. Per Fipe, si andrà dalle diverse varietà di brodo, poi arrosti e selvaggina, ortaggi e verdure e, infine, panettone semplice e farcito, torrone e dolci della tradizione locale.

Enrico Stoppani – presidente Fipe-Confcommercio
«In un periodo storico segnato da incertezza e sofferenza – è il commento del presidente Stoppani – il cibo e la ristorazione si confermano strumenti formidabili di socialità, convivialità e persino di pace. La ristorazione non è nutrizione ma un condensato di valori sociali e culturali che hanno trovato conferma anche nel recente riconoscimento attribuito dall’Unesco alla cucina italiana».
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