Cronaca

"Mi stanno vandalizzando il ristorante": lo sfogo dello chef Roberto Di Pinto

Lo chef del ristorante Sine by Di Pinto a Milano ha pubblicato sui social i video delle telecamere che mostrano una donna mentre distrugge le piante fuori dal locale: "Non è solo un problema mio, questa persona ha bisogno di aiuto"

  • 20 Maggio, 2026
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“Mi stanno vandalizzando il ristorante”, annuncia Roberto Di Pinto, chef e titolare del ristorante Sine by Di Pinto al numero 126 di viale Umbria a Milano, una stella Michelin, nonché giudice della prossima stagione di Celebrity Chef, il format televisivo condotto da Alessandro Borghese. Lo chef napoletano affida la sua denuncia social dell’episodio (anzi: degli episodi) a un corposo reel su Instagram, con tanto di immagini delle telecamere di sicurezza che riprendono una donna in azione sul marciapiede davanti al locale.

Il video pubblicato dallo chef Roberto Di Pinto

Roberto Di Pinto

La storia è iniziata qualche settimana fa. “La prima denuncia – dice Di Pinto esibendo nel video i documenti – l’ho fatta il 29 di aprile e già era passata una settimana, dieci giorni dai fatti. Denuncia a cui ho allegato tutti i filmati”. Filmati che riprendono una donna in azione davanti al locale, intenta a distruggere rabbiosamente le piante che decoravano l’ingresso. Ma chi è questa signora? “Si tratta di una persona sicuramente in difficoltà, si chiama Maria, e purtroppo ha bisogno di aiuto. Qualche giorno fa ci ho parlato un po’ in un momento di lucidità, sono riuscuto a farla calmare e non ho capito bene se è romena o moldava, una volta dice una cosa una volta un’altra, poi chissà di dove è. Ma non è questo il punto, il punto è che questa signora è senza fissa dimora, dice di vivere sulla 92, Mi ha fatto anche un po’ di tenerezza. Però ha bisogno di aiuto e questo aiuto non glielo possiamo dare noi”.

Il problema dei vandalismi in viale Umbria

L’interno di Sine by Di Pinto

Il problema non è solo di chef Di Pinto. La donna pare sia un problema per tutto il quartiere. E ai primi messaggi di Di Pinto su Instagram a centinaia hanno risposto con messaggi di solidarietà e indignazione. “Ieri dava in escandescenze, ha dato veramente fastidio ai passanti, prendeva a ombrellate le persone che passavano di là, ho cercato di calmarla e per un po’ ci sono riuscito, però la situazione è grave perché questa persona passa da momenti di calma apparente a momenti in cui è aggressiva. Nei messaggi che mi arrivano vedo che anche altri ristoratori hanno avuto problemi con lei”.

L’appello ai residenti del quartiere

Di Pinto è fiducioso nella giustizia: “Facciamo fare alla giustizia il suo corso perché piano piano se ne stanno occupando. La polizia è al nostro fianco”. Ma al contempo pensa che tutti i residenti dell’area possano aiutare a risolvere la questione. “Chiedo a tutti gli abitanti del quartiere se la vedono in zona di chiamare il 112, perché quella donna ha bisogno di aiuto e l’aiuto di cui ha bisogno è di essere presa e portata in ospedale, poi qualcuno si occuperà di lei. Ma questo accadrà soltanto se facciamo gruppo tutti quanti, se riusciamo a chiamare le forze dell’ordine tutte le volte che la vediamo”.

“Non possiamo aspettare che qualcuno si faccia male”

Di Pinto non teme di essere danneggiato dagli episodi: “Stiamo aspettando a rimettere le piante. Noi abbiamo pazienza ma le piante non le rimettiamo, il Sine non è un vivaio, però volevo dire ai clienti: entrate, la magia è qui dentro”. Però la vicenda non lo fa stare tranquillo: “E’ una cosa grave, seria, noi ne abbiamo preso atto, abbiamo fatto le denunce, la persona è stata identificata, hanno preso le sue generalità, io non le conosco”.

La questione è delicata, non è facile affrontare chi vive la fragilità, l’emarginazione, il disagio sociale e magari anche psicologico. “Il problema non sono le mie piante, il problema è che ci sono un po’ di persone per il quartiere in queste condizioni. Ma non possiamo aspettare che questa donna faccia del male a qualcuno. Questa donna è una persona che passa da momenti di calma apparente a momenti in cui è aggressiva. Io tutte le volte che la vedo cerco di calmarla, chiamo aiuto, ma di questa cosa si deve occupare chi ha gli strumenti per farlo”. Arrabbiato? “Certo, sono arrabbiato, ma penso anche a tutelare il nostro quartiere, che voglio continui crescere come è cresciuto in questi anni anche grazie al Sine”. Che resta aperto. “Certo, e aspetto la clientela. Senza piante, per il momento”.

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