Si parlerà di bio-economia e sostenibilità al convegno che il 12 settembre riunirà i professori Vittorino Novello, Carlo Viviani e Riccardo Cotarella per approfondire il ruolo delle distillerie  nel recupero di sottoprodotti delle vinificazione. Ecco il programma.

Pubblicità

Distillazione e sostenibilità. Il convegno

Quanti di noi possono dire di conoscere l’arte della distillazione? In un Paese che deve la sua identità culturale anche alla pesante tradizione vinicola tramandata nelle campagne, l’interesse per l’universo dei distillati è finora rimasto in secondo piano, pur importante per l’apporto economico e occupazionale fornito tanto al settore vitivinicolo quanto al comparto agricolo a tutto tondo. Il Grappa Day che si terrà sabato 12 settembre a Torrita di Siena promette di fare il punto sui processi di distillazione e sulle lavorazioni dei sottoprodotti della vinificazione riunendo esperti e volti noti a convegno presso il Teatro Bruno Vitolo della cittadina toscana. Alla giornata parteciperanno Vittorino Novello, Carlo Viviani e Riccardo Cotarella che interverranno su sostenibilità, innovazione, naturalità e competitività, così da approfondire il discorso sull’impatto della bio-economia (fondata sul processo circolare delle risorse) sull’agricoltura. La giornata di studio è promossa dalle Distillerie Bonollo di Formigine  tramite il Centro Documentazione Grappa Luigi Bonollo e leggerà la produzione di distillati alla luce degli ultimi dati forniti da una ricerca di Banca Intesa Sanpaolo sulla bio-economia, di cui le distillerie sono precursori, vista la capacità di creare valore a partire da sottoprodotti e scarti di produzione.

Il valore della bio-economia. Pil in crescita e occupazione

Secondo l’indagine, oggi in Italia la bio-economia vale oltre il 7% del Pil e impiega un milione  e mezzo di persone, al terzo posto dopo Germania e Francia. E il settore è destinato a crescere. Senza contare i benefici sull’impatto ambientale: il riuso di scarti della vinificazione a opera delle distillerie, secondo Assodistil, è in grado di ridurre ogni anno le emissioni di CO2 di 500mila tonnellate. Ma quali sono i prodotti ricavati tramite distillazione? Non solo quelli ad uso alimentare, ma anche lavorati importanti come l’alcol per la carburazione a uso industriale o l’acido tartarico (il 60% del totale mondiale si produce in Italia) utile all’industria farmaceutica ma anche a quella alimentare o nella cosmesi. Poi ci sono le borlande, a loro volta residui (ma della distillazione) utilizzati come fertilizzante nell’agricoltura biologica, e – non ultima – l’energia termica, che permette alle distillerie più avanzate di autoalimentarsi e fornire energia elettrica alla rete.

 

Pubblicità