La prima edizione del progetto di accelerazione di impresa che il colosso svedese avvierà a settembre non fa che confermare l'interesse sempre più puntuale di Ikea per il settore alimentare, la ristorazione e lo sviluppo di nuovi prodotti. Ecco come partecipare al Bootcamp in Svezia: c'è posto per 10. 

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Ikea, l’industria alimentare e la ristorazione

L’ultimo anno ha visto Ikea sempre più lanciata su un terreno che fino a qualche tempo fa gli apparteneva solo marginalmente, e più che altro per il folclore di una ristorazione veloce in stile scandinavo che ha plasmato l’immaginario di un fast food alternativo a quello a stelle e strisce, tutto polpette con salsa ai frutti di bosco e salmone al vapore. Un’attività di supporto al core business dell’azienda, insomma, la più celebre e capillare rivendita di mobili e soluzioni d’arredo (made in Sweden) del mondo. Eppure le cronache degli ultimi mesi parlano di uno sforzo significativo per portare l’attenzione sul rinnovato interesse per una proposta di ristorazione a firma Ikea che possa brillare di luce propria, intercettando i trend gastronomici internazionali e costruendo una strategia di comunicazione ad hoc che possa accrescere l’appeal del brand anche quando si tratta di considerare il cibo in tavola (e non solo i piatti in cui è servito, o il tavolo intorno a cui ci si riunisce). Si pensi alle formule pop up inaugurate in diverse capitali internazionali, al restyling degli spazi di ristorazione all’interno di molte filiali, alle iniziative improntate sul modello del social eating, ai proclami per il futuro. Ma c’è di più, e i primi a rendersene conto saranno, dopo l’estate, i primi ammessi al Bootcamp che Ikea sta sviluppando come acceleratore d’impresa per start up giovani e innovative.

Ikea Bootcamp. Obiettivo: innovazione. Anche a tavola

Il progetto prenderà forma in Svezia, ad Almhut, in collaborazione con Rainmaking, con l’obiettivo di “costruire un futuro migliore per tutti”. Di fatto la selezione delle dieci fortunate start up ammesse alla prima edizione del campus passerà per una ricerca che premia chi sarà in grado di risolvere i “big problems” individuati da Ikea. Ed ecco che, accanto a soluzioni d’avanguardia per logistica, customer experience ed energia sostenibile, si fa strada una chiamata specifica per i potenziali innovatori del cibo. Food innovation è la sezione che riunisce gli ambiti di ricerca presi in considerazione dai selezionatori di Ikea: urban farming, sviluppo di nuovi prodotti e ingredienti, sistemi innovativi di conservazione del cibo, packaging all’avanguardia, sostenibilità alimentare, healthy food, realtà virtuale applicata all’esperienza gastronomica. Un pacchetto completo degli orientamenti più pertinenti in materia di innovazione alimentare (e a proposito di food tech segnaliamo la sede romana di Startupbootcamp, che, con la collaborazione del Gambero Rosso, sta per avviare la seconda edizione).

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Le candidature (su scala internazionale) sono già aperte: l’ultima data utile è il 6 agosto. Poi, nel corso del mese, si procederà alla scrematura; il bootcamp si protrarrà per tre mesi, dal 18 settembre all’8 dicembre 2017. Le startup vincitrici lavoreranno allo sviluppo del concept sotto la guida di mentori e tutori nelle aule e laboratori dell’Ikea Range and Supply Democratic Design Center. E ognuno riceverà 20mila euro per l’avvio dell’attività. Ikea, che non chiede di partecipare agli utili, si riserva la possibilità di investire nella start up qualora i risultati fossere particolarmente interessanti. Chiaramente, la vetrina che il colosso svedese è in grado di offrire ai potenziali innovatori rappresenta la posta in gioco più allettante, vista la diffusione globale del brand e l’agenda dei contatti commerciali che Ikea sarà in grado di condividere con i suoi “protetti”: una rete di investitori da oltre 40 Paesi del mondo.

 

http://ikeabootcamp.rainmaking.io/

 

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a cura di Livia Montagnoli