È l'Africa a guidare la classifica dei Paesi con le più virtuose abitudini a tavola, spiccando per il consumo di frutta, verdura, semi e fibre. La ricerca guidata dal professor Fumiaki Imamura analizza i comportamenti alimentari del ventennio compreso tra 1990 e 2010, rilevando da un lato un crescente interesse verso i prodotti sani e certificati, dall'altro una resistenza ad abbandonare il junk food. Specie nei Paesi più ricchi. Armenia fanalino di coda.
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È il Ciad ad aggiudicarsi il podio per lo stile alimentare più salutare del mondo. Sorpresi? Lo rivela una ricerca dell’Università di Cambridge, guidata dal professor Fumiaki Imamura, che ha preso in considerazione i dati sull’alimentazione globale (o almeno quella del 90% della popolazione mondiale) nel ventennio compreso tra il 1990 e il 2010.
Gli studi, pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Global Health, parlano chiaro: a guidare la classifica, spiccando per l’elevato consumo di frutta e verdura, sono diversi Paesi africani. E all’Italia, come a tante altre culture gastronomiche europee sulla cresta dell’onda (quella dei Paesi Scandinavi per esempio) non resta che rassegnarsi all’evidenza.
La graduatoria dei “buoni” e “cattivi” è infatti il risultato di una media tra il consumo di prodotti sani e genuini e l’abuso di junk food, che finisce per penalizzare diversi candidati come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, oltre che gli Stati dell’Europa Occidentale, tutti decisamente più attenti al benessere in tavola nell’ultimo decennio, ma comunque gravati da ingente consumo di cibo spazzatura.
Più in generale, le somme tirate dai ricercatori rivelano una positiva tendenza verso le soluzioni che privilegino il cibo sano, certificato e sostenibile, ma parallelamente una difficoltà a confinare il desiderio – specie tra le generazioni più giovani (i dati segnalano che le vecchie generazioni mangiano meglio delle nuove, come le donne rispetto agli uomini) – per alimenti grassi e poveri in sostanze nutritive, oltre che di dubbia provenienza. Nulla di nuovo per chi si interessi un minimo dell’evoluzione toccata negli ultimi anni alle abitudini dei ricchi Paesi che si spartiscono la maggior parte delle risorse alimentari.
Più inaspettato, invece, il primato dell’Africa. Incrociando il consumo di dieci categorie di alimenti salutari ( frutta, ortaggi, legumi, semi, latte, grano integrale, acidi grassi polinsaturi, pesce, fibre e omega 3 vegetali) con quello di sette categorie dannose per l’organismo (carne rossa, insaccati, bevande addizionate con zuccheri e dolcificanti, acidi grassi saturi, trans fat, alimenti ad alto contenuto di colesterolo e sodio) il podio per il comportamento più virtuoso spetta nell’ordine a Ciad, Sierra Leone e Mali. Fanalino di coda l’Armenia e più in generale le Repubbliche dell’ex Unione Sovietica e alcuni Paesi europei che occupano le ultime dieci posizioni.

I dieci Paesi con la dieta più salutare:

Ciad
Sierra Leone
Mali
Gambia
Uganda
Ghana
Costa d’Avorio
Senegal
Israele
Somalia

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I dieci Paesi con la dieta meno salutare:

Armenia
Ungheria
Belgio
Repubblica Ceca
Kazakistan
Bielorussia
Argentina
Turkmenistan
Mongolia
Slovacchia