Con un valore di 91,8 miliardi di euro nasce il nuovo colosso della birra, figlio dell'incorporamento di SabMiller all'interno di InBev. L'accordo è ancora provissorio ma il gruppo inglese si è lasciato sfuggire qualche dettaglio.

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Si sono fatti pregare, i mastri birrai inglesi. L’accordo per una delle acquisizioni più costose della storia si è concluso – in maniera informale – questa mattina, quando il gruppo SabMiller ha accettato l’offerta di Anheuser-Busch InBev (Ab InBev). Questa partnership dà vita alla più grande realtà di birra a livello mondiale, ma i lavori per i dettagli della collaborazione sono ancora in corso. Intanto, SabMiller ha rivelato qualche anticipazione.

L’accordo

L’unione fra i due big della birra internazionale rappresenterà oltre il 30% di tutta la produzione per un’operazione del valore di 91,8 miliardi di euro. Prima di accettare, gli inglesi hanno rifiutato ben 4 proposte d’acquisto da parte di InBev fino a cedere alla cifra di 68 miliardi di sterline (104 miliardi di dollari). Il consiglio di amministrazione di SabMiller ha dichiarato al New York Times che le prime valutazioni sulla società da parte di InBev erano “prive di fondamento” e “sottostimavano” il reale valore dell’azienda. L’accordo sarà formalizzato entro il 28 ottobre e prevede l’impegno da parte di InBev di accollarsi il debito di SabMiller per un valore complessivo dell’operazione stimato in 122 miliardi di dollari. Nel caso in cui l’operazione non dovesse andare in porto, InBev dovrà inoltre pagare al gruppo inglese 3 miliardi di dollari.

La produzione di InBev raggiunge i 190 milioni ettolitri di birra l’anno, distribuita in 30 paesi. Il gruppo comprende alcuni fra i marchi più noti della birra a livello mondiale: Stella Artois, Beck’s, Budweiser, Corona, per citarne alcuni. Il gruppo belga-brasiliano controlla negli Stati Uniti circa il 45% del mercato che, a seguito dell’acquisizione di SabMiller, potrebbe arrivare al 70%. L’azienda inglese ha interessi e distribuzioni in più di 60 stati ed è l’undicesima società più grande del London Stock Exchange, borsa in cui è quotata. Fra i marchi detenuti da SabMiller, gli italiani Peroni e Nastro Azzurro ma anche Dreher, Pilsner Urquell, Grolsch e molti altri.

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Ad annunciare l’accordo è stata proprio SabMiller, che pare abbia accettato in seguito ad una minaccia di opa ostile da parte di InBev. Quest’ultima, leader del settore, ha chiuso il secondo trimestre con un calo dell’utile ed è pronta ora per un nuovo inizio insieme ai colleghi inglesi.

 

a cura di Michela Becchi