Il libro dedicato al dolce italiano più celebre nel mondo riapre il caso sulla paternità del tiramisù. È veneto o friulano? 

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Tiramisù. Protagonista in tavola e in libreria

Conosciuto in tutto il mondo, tanto da essere presente nel vocabolario comune di 23 lingue diverse (e in Cina è il termine italiano più noto!), amato indistintamente sulle tavole casalinghe di tutta Italia e celebrato a più riprese da cucine popolari, ristoranti gourmet e maestri pasticceri. È indubbiamente una bella storia quella del tiramisù, che con altre celebri invenzioni made in Italy condivide il pregio di riuscire a mettere tutti d’accordo. E a quanto pare anche la sorte che spetta a tutti gli esperimenti più riusciti in cucina: chi ha veramente inventato il tiramisù? E perché una vicenda da happy end dichiarato si trasformi in un giallo all’italiana infarcito di campanilismi, rivendicazioni di sorta, interviste con i testimoni e prove documentarie “schiaccianti” il passo è davvero breve. Prendiamo, per esempio, la pubblicazione di un libro con pretese di ricostruzione storica che ancor prima dell’uscita in libreria (sarà tra gli scaffali dal 18 maggio, ma nei giorni scorsi ha tenuto banco al Salone del Libro di Torino) fa molto parlare di sé: Tiramisù, a cura di Clara e Gigi Padovani per Giunti Editore.

La vera storia del tiramisù

Centosessanta pagine che i due food writer prestati all’investigazione mettono insieme per raccontare la “vera” storia del tiramisù, frutto, certamente, di una ricetta perfezionata nel Nord Est della Penisola. E su questo, fino a prova contraria, non ci piove. Dissipate le leggende sulle origini sette-ottocentesche del dessert a base di crema al mascarpone, savoiardi e caffè, gli autori passano in rassegna le prime quattro ricette autentiche che hanno scovato in due anni di attenta disamina, scartabellando manuali di cucina e appunti di molte trattorie popolari in attività tra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento, quando il tiramisù sembra effettivamente trovare la forma che oggi riscuote successo da Roma a New York, da Venezia a Hong Kong.

Il risultato delle ricerche, peraltro, sembrerebbe accontentare i due contendenti più agguerriti, assegnando due ricette al Friuli Venezia Giulia (rispettivamente a Pieris e Tolmezzo) e due al Veneto, entrambe ideate da insegne trevigiane dell’epoca. Tutti d’accordo e palla al centro? Troppo facile. Soprattutto se in difesa della paternità trevigiana si schiera persino la politica, con l’intervento tutt’altro che conciliante del presidente di regione Luca Zaia, già noto per il suo campanilismo arrembante.

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La polemica. Zaia in difesa del Veneto

E allora “giù la mani dal tiramisù” tuona Zaia, scomodando persino il suo ufficio stampa per redigere un comunicato ufficiale: “Possono anche scrivere che l’hanno inventato in Bulgaria, ma la realtà storica, documentata e certificata persino con un atto notarile è scolpita nella pietra: lo ha inventato Ada Campeol, con l’aiuto del cuoco Paolo “Loli” Linguanotto, alle Beccherie di Treviso, in quella culla della gastronomia tipica che si chiama Veneto”. L’errore imperdonabile commesso dagli autori del libro? Inserire la ricetta delle Beccherie nel novero dei primi esperimenti, ma spostare la paternità del tiramisù di qualche centinaia di chilometri, valicando il confine regionale: “La prima parte del nostro libro contiene le prove che il tiramisù non è nato a Treviso (come inizialmente credevamo anche noi), bensì in Friuli Venezia Giulia, tra Pieris di San Canzian d’Isonzo e Tolmezzo” dichiarano impavidi gli autori. E non ha dubbi a Pieris la famiglia di Mario Consolo (che la ricetta l’ha pure registrata davanti a un notaio), patron del Vetturino, che alla fine della seconda guerra mondiale portava per la prima volta in tavola una coppa di “tiremesu”, come la ribattezzò all’epoca un cliente. Da quel momento in poi è tutto un fiorire di tirimi sue dolce tirami su, fino alla prima ricetta codificata su un manuale nel 1983, proprio quella del Linguanotto delle Beccherie di Treviso. Le premesse perché la disputa continui a infiammare gli animi a lungo ci sono tutte.

Agli altri, che alle speculazioni sulla paternità del tiramisù preferiscono affondare il cucchiaio, il libro dedica 17 ricette inedite per stemperare i toni e 23 interpretazioni d’autore ideate da grandi chef italiani e internazionali, da Albert Adrià a Josean Alija, da Niko Romito a Iginio Massari. Perché almeno a tavola le parole stiano a zero.

 

a cura di Livia Montagnoli

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Tiramisù | di Clara e Gigi Padovani | Giunti Editore | 2016 | 160 pagine | 18 euro