Rigenerazione urbana, la chiamano, e recupera in modo intelligente spazi che identificano un territorio e la sua attitudine culturale ed economica. A Cervia il primo risultato è l'apertura delle Officine del Sale, ottimo esempio di incontro tra pubblico e privato. Ma ci sono anche Treviso, e Mestre. 

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Cervia. La città del sale

Alla fine del 2016 un bando pubblicato dal Comune di Cervia, nota località balneare del ravennate, ci offriva lo spunto per affrontare il tema di una valorizzazione del patrimonio culturale italiano coerente con il sostegno di circuiti turistici integrati, che del territorio nazionale celebrassero luoghi, tradizioni, prodotti, attività artigianali. Nello specifico, l’amministrazione della cittadina romagnola nota per la produzione di sale promuoveva il recupero dello storico Magazzino Darsena, con l’idea di garantire un nuovo polo culturale alla città, tra ristoranti e circuiti museali dedicati al sale, offrendo all’aggiudicatario dell’appalto per la ristrutturazione una concessione di 12 anni. Fine dei lavori stimata: 2019. Con l’occasione ricostruivamo anche le fasi conclusive del progetto per il rinnovamento dell’ex Cral Saline, costruzione di fine XVII – inizio XVIII secolo a supporto dello sfruttamento delle saline di Cervia, che presto sarebbe rinata in veste di centro polifunzionale, con la partecipazione di librerie Coop. Il 1 giugno le Officine del Sale sono state ufficialmente inaugurate, e da qualche giorno in città c’è un nuovo caffè letterario. Il rinnovamento architettonico porta la firma di Fabrizio Fontana di Archlabo e ha alle spalle la società di Alessandro Fanelli, ristoratore di Milano Marittima e vincitore della concessione, in partnership con librerie Coop.

Le Officine del Sale

Oltre alla caffetteria con libreria – aperta dall’ora della colazione con cornetti da lievito madre, crostate, torta di riso e ciambelle, ma pure croissant salati con i prodotti di San Patrignano e piada con mortadella Bonfatti – l’ex magazzino del sale ospita una bottega per la vendita di prodotti a km 0 dedicata alla salina Camillona, e la tavola di un’osteria marinara dall’atmosfera informale, l’Osteria del Mercato, che valorizzerà la tradizione gastronomica del territorio, con cucina a vista e banco pescheria per il pescato del giorno.

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Spazio anche al bar, che modernizzerà l’approccio del vecchio circolo Cral – tavolini e palco per gli spettacoli – un tempo ospitato nella struttura. Il fil rouge resterà quello del sale, lasciato come traccia del passato sulle pareti e celebrato in tavola, dove saranno servite pietanze che recuperano le tecniche di cottura al sale di Cervia. Idem per la miscelazione, con una variante salina dei cocktail a base Martini. E infatti nel progetto è stato coinvolto anche il Musa, il Museo del Sale della città, che organizzerà appuntamenti a tema in libreria e spettacoli ricreativi. Sugli scaffali oltre 500 volumi. In attesa di riqualificare anche le aree all’aperto con tavolini e giardino lungo il canale.

Treviso. Open Dream nell’ex manifattura di ceramiche

L’iniziativa di Cervia, peraltro, non è isolata, e soprattutto nel Nord Est Italia trova riscontro in due progetti che si conretizzeranno nei prossimi mesi. Il più affine – per il recupero di uno spazio in disuso e l’intenzione di lavorare su un fronte polifunzionale che valorizzi soprattutto l’offerta gastronomica – è l’Open Dream di Treviso. Dietro c’è l’imprenditore Damaso Zanardo, che nel 2015 ha acquistato un’area industriale alle porte della città, l’ex Pagnossin, e con il sostegno delle istituzioni locali e dell’università di Venezia si prepara a rilanciare lo spazio. All’opera designer, architetti, curatori d’arte per restituire nuova vita agli edifici in mattoncini rossi dell’ex stabilimento per la manifattura della ceramica artistica, che nel secondo Dopoguerra ha tenuto a battesimo un vero e proprio cenacolo di artisti (anche il Victoria&Albert Museum si rivolgerà alla fabbrica per la replica di alcuni modelli). Lo stabilimento è fermo dal 2007, ma le potenzialità dell’area – 100mila metri quadri, di cui 55mila coperti – ne fanno uno spazio ideale da restituire alla collettività in veste nuova: il progetto di “rigenerazione urbana” si concretizzerà a partire dalla fine del 2017, quando cominceranno i lavori per realizzare una cittadella “nella quale si incontrino food & beverage, ricettività ed eventi con arte e design, dando grande attenzione alle produzioni locali a partire dalla bioagricoltura”, spiega il rettore della Iuav di Venezia, Alberto Ferlenga.

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M9 a Mestre. Non solo museo

Non molto distante, a Mestre, prende forma il polo culturale M9: museo del Novecento e spazio espositivo, prevalentemente, ma ancora una volta orientato alla rigenerazione urbana, con la supervisione della Fondazione di Venezia. Anche in questo caso si parte dal recupero di un edificio storico (in origine convento benedettino), chiuso da oltre un secolo, per creare un polo culturale – a cura dello studio berlinese Sauerbruch Hutton – che celebri l’identità della terraferma veneziana, in un’area di 9mila metri quadri che dovrebbe inaugurare entro il 2018 (la data è slittata più volte), dando spazio pure alla ristorazione nella piazza coperta destinata ai servizi al pubblico, nel chiostro del convento. Linea guida: fare e proporre qualità.

 

Officine del Sale | Cervia (RA) | via Evangelisti, 2 | tel. 0544 976565 | www.officinedelsale.com

 

a cura di Livia Montagnoli