A volte sono semplici voci, altre deduzioni fondate. In ogni caso quando ci si avvicina all'uscita della Guida Michelin, come per le altre, inizia il brusio dei possibili sali-scendi. Che in questo caso portano con sé il peso della risonanza mondiale che il massimo del punteggio porta in eredità. I nomi da tenere sott'occhio per noi sono quelli di Romito, Cannavacciuolo, Pinchiorri, Bartolini, Fusco. Michelin: ecco le nostre previsioni.
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C’è il ‘ponte’ dei Santi a chiudere ottobre e poi saremo catapultati nella settimana che caratterizzata dalla presentazione della Guida Michelin 2014 in Italia. La Rossa continua a essere un dispositivo importante per i ristoranti perché è l’unica guida ad avere una presenza forte in molti paesi del mondo. Dagli Stati Uniti al Giappone, oltre naturalmente all’Europa. Un po’ come il Gambero Rosso è riuscito a fare (e farà ancor più in futuro) con la Guida Vini: avere una credibilità forte non in un solo paese, ma su vari mercati a livello globale.
Da qui nasce la grande attesa che tutti gli operatori del settore riservano alla presentazione della Guida Rossa che, quest’anno, è prevista per il 5 novembre a Milano.
Quali saranno le novità di quest’anno? Finalmente l’Italia crescerà nel numero di ristoranti top a Tre Stelle superando così posizioni che non riflettono il suo reale valore e le sue reali qualità? Gli occhi sono puntati più che altro sui ristoranti a 2 stelle più ambiziosi, ovvero quelli che potrebbero arrivare alla vetta della classifica conquistando il terzo macaron. L’attenzione è tutta per due grandi (sebbene giovani) protagonisti della gastronomica italica. Entrambi operano in location da sogno, entrambi hanno un talento assoluto ed entrambi bramano per entrare nel novero dei ‘tristellati’. I nomi non possono essere un mistero: Antonino Cannavacciuolo e Niko Romito. Sarà lo chef campano che opera in Piemonte o lo chef abruzzese da un paio di anni trasferitosi nell’ex monastero Casadonna a spuntarla? I bookmakers puntano quasi tutte le loro fiches su Castel di Sangro. Lo chef di Villa Crespi, tra l’altro, potrebbe scontare la sua eccessiva visibilità in televisione negli ultimi tempi: tradizionalmente questo non piace agli ispettori della guida francese che, dunque, opterebbero per lasciarlo per ora alle due stelle.
Ma se Niko Romito porterà a tre stelle il Reale di Casadonna (un progetto semplicemente straordinario di cucina, territorio, architettura, formazione, ricerca, relazioni con le istituzioni), davvero possiamo pensare che la Rossa opti per un upgrade dell’Italia da 7 a 8 tristellati? Niente di più improbabile. E allora significa che uno dei 7 attuali ristoranti a tre stelle ne perderanno una. Indiziati? Forse l’Enoteca Pinchiorri, che lascerebbe così a due il computo dei tristellati del centro Italia, che oggi vede l’accoppiata Pergola-Pinchiorri e che domani, se le voci di corridoio avranno conferma, potrebbe essere Pergola-Reale. Geopolitica del possibile, finché non ci saranno dati ufficiali. E come sempre alla stregua di voci sono i rumors che darebbero un passaggio da una a due stelle il Devero di Enrico Bartolini: il ristorante dell’hinterland milanese, dopo la conquista delle Tre Forchette del Gambero Rosso giusto qualche settimana fa, confermerebbe il momento di crescita, mentre a Roma – e sempre nell’ambito dei boatos restiamo – ci potrebbe essere qualche downgrade. Il Giuda Ballerino, ad esempio, potrebbe perdere la stella conquistata anni fa. Ma naturalmente, per Andrea Fusco e la sua brigata, ci auguriamo che le dicerie non si concretizzino, sopratutto in virtù del buon momento che ci è sembrato stia vivendo il locale romano.