Irriverente, graficamente impeccabile, fresca e competente. Sei anni fa nasceva dall'incontro tra David Chang e Peter Meehan una delle riviste a tema gastronomico più apprezzate tra gli addetti ai lavori. Oggi il gruppo gestisce anche un sito e pubblica periodicamente libri monografici. Ma a maggio potrebbe uscire l'ultimo numero della rivista. Sarà così? 

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L’ultimo numero a maggio. È la fine di Lucky Peach?

Proprio quando è imminente la pubblicazione dell’ultimo progetto editoriale firmato Lucky Peach – un libro interamente dedicato alle uova – per il gruppo che sei anni fa esordiva sul mercato di settore con la rivista che ha rivoluzionato l’universo del food writing si preannunciano mesi difficili. Se quanto anticipato dal sito americano Eater dovesse trovare riscontro nella realtà, infatti, il food magazine partorito dall’estro di David Chang, che gli addetti ai lavori di tutto il mondo percepiscono come capostipite di quel genere di storytelling a tema gastronomico che oggi va per la maggiore, potrebbe lasciare orfani tanti estimatori già dal mese di maggio, quando è già programmata l’uscita dell’ultimo (?) numero di Lucky Peach. La fuga di notizie sarebbe avvalorata dalla comunicazione di fine rapporto che l’intero staff ha ricevuto solo un paio di giorni fa, ma in mancanza di conferme ufficiali da parte dell’editore il condizionale è d’obbligo. Quel che è certo è che specie tra le personalità più in vista del giornalismo enogastronomico statunitense le reazioni non hanno tardato a dilagare sul web, tra l’incredulità e il dispiacere per la fine presunta di una parentesi tra le più brillanti dell’editoria enogastronomica americana e internazionale.

 

Lucky Peach. La storia

Il progetto aveva preso forma nel 2011 dalla sinergia tra David Chang e il food writer Peter Meehan, prima in forma di app online e subito dopo come pubblicazione cartacea edita da McSweeney’s. Da allora ha fatto scuola, entrando nel mito per qualità dei contenuti – sempre in grado di anticipare i trend, puntuale nell’intercettare i protagonisti del settore e coinvolgerli nell’elaborazione dei temi, sovversiva quanto basta per scardinare le dinamiche di scrittura e fruizione – senso estetico e confezionamento grafico impeccabile, competenza delle penne interpellate, voglia di non prendersi troppo sul serio e grande senso dell’umorismo (perché in fondo si parla di cibo!). Un divertimento per chi la confeziona e per i suoi numerosi lettori, apprezzabile per la capacità di mescolare interviste e story telling, ricette e narrazione in un magazine accattivante e di agile lettura. Tanto che, a distanza di sei anni, il primo numero pubblicato nel giugno 2011 e dedicato al ramen è in vendita su eBay per 100 dollari. Nel frattempo il sodalizio con McSweeney’s si è rotto e dal 2013 l’avventura di Lucky Peach è proseguita in solitaria, con la creazione del gruppo indipendente Lucky Peach Media Group, che attualmente cura anche il sito della testata (dal 2015) e pubblica periodicamente libri monografici, come l’ultimo atteso All about Eggs, in uscita il prossimo 4 aprile. E nel 2016 il magazine, già vincitore di molti riconoscimenti, si è aggiudicato il premio come pubblicazione dell’anno per la James Beard Foundation.

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E ora che succede?

Ora la speranza è che l’annunciata rivoluzione non rappresenti una vera battuta d’arresto, piuttosto una nuova configurazione del gruppo. A tal proposito l’unica dichiarazione in merito, difficile da decifrare, è quella di David Chang, che a Eater ha rivelato che “tutte le opzioni sono praticabili, ma per il momento non posso fornire altri dettagli”. Sicuramente i fan più incalliti potranno contare sul prossimo numero, Suburbs, intitolato alle “periferie” gastronomiche.

 

Aggiornamento: Nella serata di mercoledì 15 marzo arriva la conferma di Peter Meehan (qui il testo integrale); Lucky Peach così come l’abbiamo conosciuto finora pubblicherà l’ultimo numero ordinario a maggio, prima di salutare tutti i suoi lettori con un doppio numero speciale il prossimo inverno. E anche il sito sembra destinato a chiudere già a partire dal mese di maggio. Le parole di commiato, pur accorate, lasciano però uno spiraglio aperto a nuovi progetti: “Quando avremo elaborato il lutto, forse saremo in grado di presentare un prodotto editoriale più maturo“, chiosa Meehan.

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www.luckypeach.com

a cura di Livia Montagnoli