Nasce HomeRestaurantItalia. L'associazione dei ristoratori faidate non perde tempo e replica alla nuova normativa

22 Mag 2015, 13:22 | a cura di Livia Montagnoli
Si costituisce con un tempismo perfetto e chiama a raccolta i ristoratori casalinghi d'Italia, che vedono minacciata la propria attività – finora non soggetta a normativa – dall'ultima Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico in materia Home Restaurant. Ecco le rivendicazioni.
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Il fenomeno Home Restaurant

C'era da aspettarselo. Certo il tempismo è quasi spiazzante. La querelle home restaurant ha ormai assunto le dimensioni di un caso nazional popolare: che siate avventori occasionali o clienti assidui dei ristoranti casalinghi, fan di vecchia data del social eating o nuovi adepti della filosofia del faidate l'attenzione mediatica sul fenomeno che sta spopolando in tutta Italia ha catalizzato i poli di uno scontro che è ben lontano dal placarsi. Favorevoli o contrari, impossibile astenersi. O far finta di non sapere. Sull'esempio di una legislazione che fino a qualche giorno fa aveva omesso di registrare il problema, determinando un imbarazzante vuoto della normativa in merito.

La nuova normativa italiana

Ora però lo Stato italiano ha rivendicato il suo ruolo, entrando a gamba tesa sul proliferare delle attività casalinghe. La Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico in data 10 aprile 2015 parla chiaro (noi ve lo abbiamo raccontato qui). Questa la pietra dello scandalo: un home restaurant che incassa pagamento dietro compenso di una prestazione non può considerarsi attività libera e pertanto non assoggettabile ad alcuna previsione normativa tra quelle applicabili ai soggetti che esercitano un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Apriti cielo.

L'Associazione di tutela: Home Restaurant Italia

Come reagisce l'Italia che non è d'accordo? Con la fondazione di Home Restaurant Italia la nuova associazione a tutela e difesa degli home restaurant italiani. Che per bocca della presidente Daniela Chiappetti ci tiene a precisare l'estraneità delle attività casalinghe all'universo della ristorazione professionale.A tutela e a sostegno di chi, in Italia, vuole accendere i fornelli di casa propria per condividere la gioia e la peculiarità che solo il nostro patrimonio enogastronomico può regalare nasce HomeRestaurantItalia, associazione senza fine di lucro che ha come scopo quello di contribuire ad un sano e trasparente sviluppo del settore HomeFood in tutta Italia" recita il manifesto di presentazione della neonata associazione, che già vanta centinaia di iscritti in tutta Italia.
E continua Daniela Chiappetti:È oggettivamente sbagliato considerare gli Home Restaurant dei competitor dei ristoranti e non è esatto paragonarli a fenomeni di catering: siamo su un'altra dimensione”. L'Associazione preferisce inquadrare l'attività di questa ristorazione in difesadelle nostre tradizioni e delle nostre specialità culinarienel novero deifenomeni occasionali e sporadici che nulla vogliono togliere alla ristorazione tradizionale”. Né tanto meno aggirare la legge beneficiando di vantaggi fiscali o normativi.

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Il tavolo delle trattative

Ribaditi i punti fermi della filosofia home restaurant, c'è già la disponibilità a intavolare il confronto per definire linee guida concordate che indirizzino il fenomeno nel segno della trasparenza e della tutela per il consumatore. Ma al contempo l'associazione si fa portavoce dell'esigenza di ottenere poche regole chiare e precise che agevolino e sostengano una tendenza in crescita. Nel nome di una tradizione familiare – quella delle nonne con il mattarello, citando un topos caro ai ristoratori faidate – che non merita di essere penalizzata. Con una chiusa che punta diretta all'obiettivo: Questo fenomeno è già diffuso e regolato negli altri Paesi europei e non va demonizzato ma incentivato e sostenuto perché è una risorsa, soprattutto culturale, per il nostro Paese”. Le proposte dell'Associazione?A nostro avvisodice la Chiappettibisognerebbe percorrere le stesse linee guida che si sono percorse per regolamentare i bed and breakfast in giro per l'Italia. Proviamo a dare noi qualche consiglio:essendo l'HomeRestaurant un luogo principalmente di socializzazione e di diffusione della cultura del territorio, si potrebbe pensare a limitare i numeri di coperti settimanali. Credo che 20 persone a cena a settimana sia un limite saggio. Poi, sempre in virtù del fenomeno occasionale e non continuativo, indicare tre mesi in cui non si organizzano cene nelle propria casa.” E continua:Dell'Home Restaurant vanno salvaguardati filosofia e valori di cui si fa latore. Per questo divieto assoluto di organizzare un Home Restaurant fuori dalla propria abitazione privata, divieto di organizzarlo in un locale commerciale, divieto assoluto di apertura al pubblico, divieto assoluto di mettere insegne o di fare volantini pubblicitari, obbligo di prenotazione tra i privati che organizzano le cene, obbligo da parte dei padroni di casa di frequentare un corso sulla sicurezza alimentare”.
Ancora una volta, a voi la parola.

www.homerestaurantitalia.it/

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