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L’idea della competizione riservata ai non professionisti nasce a Treviso, che rivendica la paternità di uno dei dolci più celebri della pasticceria italiana nel mondo. Nella cittadina veneta il dolce al cucchiaio sarebbe stato inventato negli anni Settanta, al ristorante Le Beccherie. Il 4 e 5 novembre 600 sfidanti sono chiamati a confrontarsi con la ricetta, originale o creativa. Per eleggere il campione del tiramisù. 

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La “vera” storia del tiramisù

Fai “davvero” il tiramisù più buono del mondo? La domanda non lascia adito a dubbi, e solletica quell’orgoglio nazional popolare che tutti condividiamo quando si tratta di rivendicare la paternità della miglior ricetta di questo o quel piatto tipico della tradizione gastronomica italiana. Sul tiramisù, non a caso, le interpretazioni si sprecano, come del resto sulla presunzione di territorialità dell’invenzione originale. Per indagare in merito, al confine tra leggenda e realtà, un anno fa Clara e Gigi Padovani hanno scritto un libro, Tiramisù (2016, edito da Giunti), cercando di ricostruire la vera storia del dolce conteso tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. E da qualche tempo a questa parte, la passione trasversale per uno dei dolci al cucchiaio più amati di sempre – copiatissimo anche all’estero – ha finito per incentivare l’apertura di locali tematici nelle grandi città (a Roma segnaliamo l’esperienza di Zum, a pochi metri da Campo de’ Fiori). La notizia della prima edizione della Coppa del mondo di Tiramisù, invece, arriva proprio da Treviso, che del dolce a base di uova, mascarpone, savoiardi e caffè è considerata da molti la città elettiva. Nell’intenzione dei suoi organizzatori (la knowledge company Twissen), la Tiramisù World Cup vuole essere un omaggio alla città che negli anni Settanta ha tenuto a battesimo il dessert, nelle cucine del ristorante Le Beccherie di Treviso.

 

La sfida a Treviso

Ecco allora l’idea di una sfida aperta esclusivamente agli amatori, chiamati a confrontarsi su due fronti: la giuria mista costituita da esperti del settore e pubblico intervenuto alla manifestazione (in parti uguali: un giudice nominato dall’Accademia, un foodblogger e due selezionati dal pubblico) premierà chi meglio interpreta la ricetta originale (stabilita dall’Accademia della Cucina Italiana: uova, mascarpone, savoiardi, zucchero, caffè e cacao), ma anche l’ideatore della variante più creativa, in grado di non snaturare la natura del tiramisù. Nel secondo caso gli ingredienti aggiuntivi possono essere tre al massimo (ma non alcol), e i savoiardi possono essere sostituiti con altri biscotti. La competizione si articolerà in due fasi: le iscrizioni sono già aperte sul sito dell’iniziativa, ma solo nel weekend del 4 e 5 novembre si terranno gli scontri diretti in cinque diversi luoghi della cultura della provincia trevigiana, da Villa Emo al Castello Giustinian, con il patrocinio del Comune di Treviso. I concorrenti saranno divisi in batterie da 15, in 4 gare articolate nel corso della giornata; chi vince, uno per categoria, avrà accesso alle semifinali.

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Quindi tutti possono partecipare aderendo tramite il modulo online (ma i posti sono limitati: 20 euro per l’acquisto del cosiddetto coupon, che dà diritto a un pettorale, un grembiule, agli ingredienti della ricetta originale. Il kit si ritira tra il 30 ottobre e il 3 novembre nelle sedi indicate), e poi registrandosi il giorno della vigilia, venerdì 3 novembre, presso la Loggia dei Cavalieri di Treviso, che domenica 5 ospiterà anche la sfida tra i finalisti, prima della proclamazione dei vincitori della coppa. Il progetto è in nuce, e muove i primi passi con l’edizione trevigiana. Ma per il 2018 già si scommette su tre selezioni internazionali, che coinvolgano Usa, Giappone e Russia. La risonanza del brand fa ben sperare che la competizione sarà un successo.

 

www.tiramisuworldcup.com

 

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a cura di Livia Montagnoli