Il Veneto lo dà a bere

29 Feb 2012, 15:46 | a cura di Gambero Rosso
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Locomotiva Veneto. E' proprio il caso di usare quest'espressione per comunicare l'idea della forza della prima regione vitivinicola d'Italia, con 73mila ettari di vigneto, 40mila produttori, 9,4 milioni di ettolitri, un export che vale 1,2 miliardi di euro e uno schedario viticolo in ordine che consente un controllo dell'intera filiera.

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L'occasione l'ha data il Forum organizzato da Regione, Veneto Agricoltura e Avepa, che si è tenuto stamani a Lonigo (Vicenza). Un incontro in cui si è parlato innanzitutto di competitività del sistema regionale. E nella sala conferenze della Cantina dei Colli Berici, l'assessore all'Agricoltura, Franco Manzato, ha voluto prima di tutto tirare le orecchie ai produttori: “Se vogliamo conquistare i mercati internazionali, soprattutto la Cina, dobbiamo essere uniti. Se non saremo squadra non riusciremo a restare in pole position per la conquista di questi mercati”.

 

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Forte di un aumento delle vendite all'estero pari al 15% nel 2011 e della crescita di Prosecco, Amarone e Soave, la Regione “punta in tre anni – dice Manzato a Tre Bicchieri – a raggiungere quota due miliardi di esportazioni, grazie soprattutto al raddoppio previsto del  Prosecco, ma anche all'apporto di denominazioni nuove come la Doc Venezia che possiede un brand capace di sfondare all'estero e speriamo possano dare il loro contributo anche le nuove Docg come Malanotte e Fior d'arancio”.

 

Per avere un'idea del peso dei vini veneti, basta guardare i numeri: attualmente, la quota export di vino veneto rispetto al totale nazionale è del 29,6%, prima di Piemonte (19,8%) e Toscana (15%). I mercati di riferimento sono Germania, Usa e Canada, poi Russia e Cina. E sulla bilancia agroalimentare regionale, il vino costituisce la prima voce, con una quota vicina al 30%. Dati incoraggianti, che confermano anche nel canale Gdo. Secondo il responsabile prodotti tipici di Coop Italia, Sergio Soavi “a parte la costante crescita del Prosecco, che ha tuttavia rallentato la corsa rispetto a qualche anno fa, assistiamo a un interesse sui vini d'alta gamma: c'è un grande ritorno dell'Amarone e un rinnovato interesse sia per il Soave sia per il Ripasso della Valpolicella. Soffre invece la fascia del vino da tavola nei formati grandi che vengono soprattutto da questo territorio”.

 

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Ma il consolidamento del vino veneto deve passare prima di tutto per i controlli sulle grandi Do. Oggi sono 3,3 milioni gli ettolitri certificati (64% da Valoritalia e 36% da Siquria). Di questo Manzato è profondamente convinto: “Abbiamo chiesto all'Icqrf del Mipaaf che vengano aumentati e, per intensificarli, stiamo discutendo ora con la Regione Friuli per fare in modo che Avepa, il nostro organismo pagatore, si occupi anche del Friuli (nrd: dove insiste la Doc interregionale Prosecco)”.

 

Insomma si profila un gemellaggio che porterà alla gestione unitaria del vino del Nord Est. “Ma il vino Veneto non è soltanto export – ha fatto notare al dirigente regionale Maria Teresa Coronella –. La competitività passa anche per l'offerta enogastronomica (ndr: sono 18 le strade del vino) che nel 2011 ha portato a 410mila le presenze in agriturismi e country house, divise a metà tra italiani e stranieri, contro le 187mila del 2005”.

 

Gianluca Atzeni

29/02/2012

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