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Parlare di estetica a Roma può risultare ridondante. Ovunque ci si volti, si può trovare una forma di bellezza, da quelle architettoniche a quelle artistiche, da quelle paesaggistiche a quelle climatiche, passando per quelle gastronomiche. E non si tratta di un’estetica unidirezionale, bensì di tante voci, assai divers

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e le une dalle altre, che suonano in una disarmonia miracolosamente sensata, ricca di paradossi e morbide assonanze.

Via Giulia, emblema di una Roma misteriosa e profondamente affascinante, ospita in questi giorni un’interessante esposizione di fotografie amatoriali, pezzi di antiquariato risalenti agli anni ‘20 dello scorso secolo, sul vino e su chi in quel periodo lo ha vissuto. Proprio qui, dove si narra che nel ‘700 dalla Fontana del Mascherone sia sgorgato vino per celebrare il nobile Zondadari appena nominato Gran Maestro di Malta, al numero 143 si trova la galleria Sublime dove l’esposizione ha luogo e dove il vino viene celebrato nuovamente. L’idea nasce dalla collaborazione tra The Peer Gallery – galleria molto attenta alla gastronomia più datata e particolare – Anna Martino e Sublime. Art & Brand Contemporary Gallery.

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Sono dieci foto amatoriali, sette stampe d’epoca e tre negativi elaborati da Simona Buginovi che ci catapultano in una dimensione surreale, dove il vino e l’uva, intesi come oggetti degni di attenzione estetica nella più ampia delle accezioni, sono l’unico punto di contatto con la realtà contemporanea. Un acino spaccato a metà. Due bambini che giocano con i grappoli di un vitigno che potrebbe essere chardonnay o pinot blanc. Un uomo che a fatica spinge un carretto pieno di grappoli. Una famiglia in posa per la foto ricordo, rigorosamente con il bicchiere di vino in mano. Ad unire queste differenti immagini c’è proprio il vino, ben presente a conferire un’aura di importanza a foto che altrimenti non avrebbero avuto motivo di essere esposte, se non per curiosità storica. Si tratta di una presenza molto influente e se ne percepisce tutto il peso dal modo in cui i protagonisti ruotano attorno ad esso. Dal modo in cui si relazionano con l’elemento uva. C’è rispetto, quasi riverenza in alcune situazioni, ma anche gioia e serietà.

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Tutto questo con il gusto del vino non ha molto a che vedere, eppure poter constatare quanto un elemento che spesso noi diamo per scontato sia stato oggetto di sentimenti così nobili e profondi, portatore di un’estetica tanto spiccata e apprezzata già in passato, può aiutarci a godere ancora di più di un buon calice di “nettare degli dei”.

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Roma: In Vigna – Into the Vineyard
vite, sudore, autarchia

@ SUBLIME. Art & Brand Contemporary Gallery
Via Giulia, 143 – Roma

Alessio Noè

18/04/2012