Tecnologia al servizio del settore alimentare e delle ultime istanze del food design. Così l’azienda produttrice di pasta più famosa al mondo sfrutta le potenzialità della stampa tridimensionale per rivoluzionare la concezione tradizionale della pasta, e superare tecniche di produzione consolidate come la trafilatura. Il contest Printeat ha raccolto i progetti di oltre 500 designer internazionali e premiato tre progetti per nuovi formati da realizzare in 3D. Sarà questo il futuro della pasta?
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Contest di modellazione tridimensionale: a sentirlo fa un po’ paura e apre scenari futuristici impensabili fino a qualche tempo fa. In realtà si tratta dell’ultima iniziativa promossa da Barilla sulla piattaforma Thingarage – startup che raccoglie le proposte di stampa 3D e digital fabrication – per premiare le idee più interessanti e originali per lo sviluppo di nuove morfologie di pasta realizzabili esclusivamente in 3D (soppiantando la tradizionale trafilatura).
Printeat ha riunito i progetti di 530 designer internazionali provenienti da oltre venti Paesi del mondo, sottoposti alla valutazione di un team di esperti che ne decretassero la realizzabilità e l’originalità. L’obiettivo del contest, ideato per rivoluzionare la concezione della pasta così come siamo abituati a conoscerla ricercando nuovi formati da introdurre sul mercato, è stato centrato da tre progetti, due dei quali presentati da designer italiani.
Si sono così aggiudicati la vittoria (e un premio in denaro di 2400 euro ciascuno) la Rosa Pasta del francese Loris Tupin – modello biodinamico di un fiore che sboccia in cottura trasformandosi in rosa – le Lune di Alessandro Carabini, italiano attivo presso lo Studio Abaco di Parigi, che ha proposto delle sfere con crateri pensati per migliorare l’interazione tra la pasta e la salsa e Vortipa del duo cagliaritano Danilo Spiga e Luis Fraguarda, creatori di una forma in tema con le festività natalizie (l’idea è quella di riprodurre un vortice che capovolto assume le sembianze di un albero di natale).
Un perfetto connubio tra le ricerche del food design e lo sviluppo di tecnologie avanzate – come la stampa tridimensionale applicata al settore alimentare – che presto renderanno più semplice personalizzare ciò che mangiamo. Ma forse c’è qualcuno che ha già nostalgia della cara, vecchia, rassicurante tradizione?