Roma. Fine 2025. Anche se l’Italia che ci rappresentano in tv e sui media è monocolore, tutta patriottismo e tradizione, la vita e i consumi quotidiani del nostro Paese sono ben differenti. Ce lo dicono anche i mercati, luogo per eccellenza della vita di quartiere, il posto della spesa di stagione, spesso quello in cui si incontrano fasce di popolazione dall’età più avanzata. Eppure i mercati sono cambiati e stanno ancora cambiando.
L’abbiamo raccontato negli anni più e più volte: l’evoluzione e la sopravvivenza di molti mercati storici è passata attraverso la trasformazione da luoghi puramente deputati alla spesa a luoghi di somministrazione. Nella Capitale il rinnovamento del Mercato di Testaccio, nel 2012, ha fatto da apripista, ma ci siamo inseriti in una scia che vedeva nei modelli dei gastromercati europei (soprattutto spagnoli) una chiave di volta. Oltre alle tante attività – alcune di grande valore – che hanno rivitalizzato i mercati di Roma (ma anche quelli di Firenze, Milano o Bologna), notiamo negli ultimi anni una crescita che non parla solo italiano. Anzi, parla l’italiano del 2025, che è frutto di una mescolanza di culture e dell’apporto importante delle comunità migranti al nostro panorama ristorativo.
Sicuramente aprire un banco o un box all’interno di un mercato rappresenta una sfida imprenditoriale economicamente più leggera dell’apertura di un locale vero e proprio, in una città come Roma, con i suoi costi fissi altissimi. Chi, però, apre all’interno di un mercato deve fare i conti spesso con strutture all’aperto (che quindi nella stagione invernale sono esposte al freddo), con gli orari da mercato e con un bacino di età media alta che solitamente è di un target molto differente rispetto a chi consuma street food o cucina internazionale. Questo, però, non ha scoraggiato le tante iniziative imprenditoriali in tema, che, anzi, fanno da vettore per attirare nuove fasce di pubblico nei mercati, in orari anche spostati tra il pranzo e la cena.

Yalùz – Mercato Rionale Garbatella
Al Santa Galla, piccolo mercato rionale tra il quartiere Ostiense e Garbatella, al box 30 c’è Yalùz, banco che offre cucina dal mondo che guarda all’Oriente. Si decide come comporre il proprio piatto scegliendo una proteina, tre contorni e del riso in accompagnamento. Tra i piatti a base di carne, un buon manzo al curry da abbinare al riso basmati. Buono anche il babaganoush da mangiare col pane arabo, caldo.

Empanadas Roma – Mercato Rionale De Calvi
All’interno del Mercato Rionale De Calvi, a Monteverde, sono sorti vari indirizzi interessanti per lo street food. Tra questi c’è sicuramente Empanadas Roma al box 12, che serve una delle preparazioni più note della cucina argentina, le empanadas. Le proposte sono varie, dalle classiche ripiene di carne di manzo, con peperoni, cipolle, patate, carote, pimenton e cumino, a quelle con tonno, oppure con prosciutto e formaggio, con pollo o con sole verdure.
Nello stesso mercato di piazza De Calvi è approdato, da meno di un anno, Mùn Sushi Bar, un’insegna dedita alla cucina fusion già conosciuta per la sua sede di Centocelle. Al box 29 si propongono sushi, tempura, gyoza e varie opzioni vegane.

El Jalapeño – Mercato Irnerio
Nel Mercato Irnerio, quartiere Aurelio, ha preso il via qualche anno fa El Jalapeño, proposta di cucina messicana a portar via (o da gustare sul posto) curata da Lina Jimenez (patronne anche di un altro locale in città ). La tradizione del cibo da strada messicano è ampiamente rappresentata dai classici tacos dai molteplici condimenti, dai tamales dolci o salati, dalle quesadillas con formaggio fuso (anche con fiori di zucca). Non mancano le tostadas di pesce o di pollo, il guacamole servito con totopos. Bevande in tema e uno shop con salse, snack e condimenti.

Pad Thai Kung – Mercato Irnerio
Al box 19 dello stesso mercato di via Aurelia 483 c’è un riferimento per gli amanti della cucina thailandese in versione street food: l’insegna è Pad Thai Kung, aperta dal martedì al sabato, sia a pranzo che a cena. Ci si accomoda ai tavolini per gustare involtini, polpette di gambero, pad thai, zuppe, tutto secondo ortodossia, certificata anche dal bollino del Ministero del Commercio di Thailandia. Altra sede a Mezzocammino.

Chef Pum Thai Street Food – Mercato Trionfale
Avviciniamoci al Vaticano, al noto Mercato Trionfale, il più grande della Capitale, per ritrovare un altro luogo dedicato alla cucina thailandese. Al Box 74, infatti, dal 2024 c’è il Thai Street Food di Chef Pum, che propone piatti della cucina di casa da consumare sul posto o da portar via, dagli ottimi spiedini di pollo Satay alla piccante insalata di papaya verde, fino ai fragranti involtini fritti.

Vietnòm – Mercato Nomentano
Ci spostiamo verso est, sempre nel centro di Roma: al Mercato Nomentano, nella signorile piazza Alessandria, ha preso vita da qualche mese Vietnòm, moderno box dedicato allo street food vietnamita. Qui si sta aperti solo a pranzo, eccetto il venerdì e il sabato, quando l’insegna apre anche a cena. In menu panini come il Bhan Mì con polpettine di maiale, i deliziosi involtini vegetariani, l’insalata Com Chiên.
Sempre a est, ma verso la periferia, eccoci a Monti Tiburtini: nel Mercato Filippo Meda (non lontano dalla metro B) al box 1 c’è un chiosco dedicato alla cucina venezuelana che si chiama Caribe Bistrot. Qui per la maggiore vanno le arepas, focaccine di mais senza glutine, ripiene di carni, formaggi, verdure, ma anche empanadas, pastelitos e zuppe.
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