Dolci

Perché a Bari tutti vanno pazzi per gli Sporcamuss, le sfogliatine di crema con cui è impossibile non sporcarsi

Dalle versioni bollenti del ristorante Al Sorso Preferito a quelle con il gelato di Da Gentile fino alle sperimentazioni salate. Storia e varianti di un dolce che non ha mai perso la sua anima

  • 05 Maggio, 2026
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Un quadrotto di pasta sfoglia ancora caldo, da mordere prima che si raffreddi mentre la crema esplode e lo zucchero a velo sporca il naso. A Bari mangiare gli sporcamuss non richiede né occasioni, né grandi spiegazioni. È un gesto che si ripete identico davanti a ogni pasticceria della città, da Madonnella a Poggiofranco, passando per i vicoli della città vecchia. Il nome in dialetto dice tutto: “sporcare il muso”. Nessuna decorazione, nessun fronzolo. Solo una sfoglia dorata in forno, ripiena di crema pasticcera densa e spolverata generosa di zucchero a velo vanigliato. Una semplicità che negli anni ha trasformato questi dolcetti esplosivi in un riferimento della pasticceria barese. 

Sporcamuss classica con crema pasticcera, via gelateria Gentile

Solo sfoglia e crema pasticcera

Le origini degli sporcamuss affondano nella tradizione della città di Bari. La versione più accreditata ne attribuisce l’invenzione a Pierino Lonigro, cuoco e storico volto del ristorante Al Sorso Preferito, che negli anni Settanta avrebbe messo a punto queste sfogliette servite bollenti a fine pasto come coccola. Il nome, a sua detta, nacque quasi per scherzo osservando le reazioni degli avventori. La crema, infatti, era così abbondante da finire sul viso dei clienti, sporcando il volto dei commensali. Quella che in un contesto formale sarebbe stata considerata un’imperfezione o un disagio divenne la caratteristica identitaria di questi quadrotti. Da allora, il dolce – e il suo morso – è rimasto fedele a sé stesso con pochi ingredienti, una preparazione essenziale e la promessa di un ripieno che non sta mai del tutto al suo posto.

La versione ripiena di gelato

Questa stessa logica è la ragione per cui gli sporcamuss si prestano ancora oggi a nuove interpretazioni senza tradire mai le proprie origini. Nelle insegne storiche del capoluogo pugliese, come la gelateria Gentile in piazza Federico II di Svevia, questo piccolo rito si rinnova. Qui lo sporcamuss viene servito nella sua veste più tradizionale, con la crema pasticcera calda, ma trova anche una variante contemporanea da qualche anno orami celebre. Accanto alla ricetta classica, infatti, è possibile ordinarli ripieni di gelato artigianale. La sfoglia resta quella di sempre, dorata e friabile, ma la farcitura può cambiare volto e temperatura a seconda della preferenza del cliente o della stagione. Una reinterpretazione che non forza la tradizione, ma la arricchisce, mostrando come un dolce nato per essere consumato fumante possa continuare a vivere anche in una veste nuova. 

Sporcamuss con gelato di Gelateria Gentile via Instagram

Tra sperimentazioni dolci e salate

Eppure la sua versatilità non si ferma solo al mondo della gelateria, anzi. È proprio la sua natura essenziale ad aver spinto alcuni oltre i confini del dessert, sperimentando versioni salate. In questo caso, lo zucchero a velo scompare per lasciare spazio a una spolverata di parmigiano o pepe nero, mentre il ripieno si trasforma, ad esempio, in una mousse di ricotta forte, una crema di zucchine alla poverella o una farcitura a base di salumi del territorio come il capocollo di Martina Franca. Esperimenti che dimostrano quanto la struttura di base sia solida: cambia il ripieno e il registro, ma non la sfoglia. E l’idea di fondo che ebbe Lonigro mezzo secolo fa. Quella di un dolce diretto capace di adattarsi a momenti diversi della giornata, da consumare in piedi davanti al bancone. Il finale, da cinquant’anni, è sempre lo stesso. Un viso sporco di crema e la voglia immediata di ordinare un altro sporcamuss.

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