Un'interrogazione parlamentare solleva ancora una volta la questione sulle false recensioni online che danneggiano l'attività commerciale di molti ristoratori ed esercenti. Come arginare l'anonimato su Tripadvisor? L'impegno del Ministero c'è.  

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Recensioni sì, ma non anonime

Tripadvisor sì, Tripadvisor no. Il mondo del web si divide sull’utilità del portale di recensioni più famoso nel mondo, croce e delizia delle attività commerciali (principalmente alberghi e ristoranti) che se da un lato guadagnano in visibilità, dall’altra si espongono a qualsivoglia giudizio. Compresi quelli di origine incerta, o, ancor più grave, la false recensioni che impazzano sulla piattaforma. Una piaga che danneggia molti esercenti e che a più riprese si è cercato di arginare con campagne di sensibilizzazione, denunce, esperimenti che potessero smascherare l’uso fraudolento del mezzo. Non ultimo lo stratagemma architettato da Italia a Tavola la scorsa estate, iscrivendo sul sito un ristorante inesistente – tal La Scaletta di Moniga sul Garda – e pubblicando in serie diverse ottime recensioni, che avevano fatta balzare l’attività in vetta alla classifica dei ristoranti della zona. Ecco, uno dei problemi più evidenti, e più volte denunciati, è legato proprio all’impossibilità per Tripadvisor di garantire misure idonee per prevenire il rischio di false recensioni, generalmente nascoste dietro anonimato. L’ennesima dimostrazione è arrivata qualche giorno fa dal Tribunale di Milano, dove era stata depositata una denuncia contro ignoti alla volta degli autori anonimi di recensioni indecorose e lesive nei confronti di un noto ristorante milanese. Incassata la mancata collaborazione dell’azienda statunitense, il procuratore è stato costretto ad archiviare la causa con un nulla di fatto.

 

Il caso al Ministero. Come agire?

Si è discusso anche di questo al Ministero dei Beni Culturali, in occasione dell’interrogazione presentata da Gianluca Benamati, componente della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera; oggetto: la deregolamentazione di Tripadvisor. E come, eventualmente, porvi rimedio. La discussione si è concentrata sulle difficoltà di monitorare l’attività sulla piattaforma per via della pubblicazione in forma anonima, che falserebbe la libera concorrenza. L’alternativa proposta? Prevedere una regolamentazione dei servizi “per evitare ricadute negative in termini economici di attività commerciali che hanno lavorato, per tanti anni, nella creazione di un’alta reputazione e di un’immagine riconosciuta a livello nazionale” , introducendo quindi un certificato di affidabilità delle recensioni, a garanzia della tracciabilità e credibilità di chi esprime i giudizi. Dal canto suo, il Ministero interpellato, attraverso le dichiarazioni del sottosegretario Antimo Cesaro ha fatto sapere che l’attenzione è alta e che “Attualmente la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, insieme ad altre associazioni di categoria sta collaborando con TripAdvisor per individuare modalità operative e strumenti finalizzati a colpire la compravendita delle recensioni e ad eliminare quelle false con il comune obiettivo della veridicità delle informazioni fornite agli utenti.” Ma quanto si dovrà aspettare?

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