Degustazioni

Chardonnay di Borgogna: la degustazione delle etichette di Carillon

Dal Bourgogne Côte d’Or al Puligny-Montrachet Premier Cru Champ-Gain: la degustazione dei vini di François Carillon, vigneron borgognone che punta su eleganza, freschezza e precisione

  • 16 Marzo, 2026
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Si potrebbe considerare un outsider, François Carillon, vigneron anti-divo figlio, nipote e pronipote di quell’arte concretissima legata al lavoro della terra. Bisogna risalire fino al ‘600 per rintracciare le origini della sua famiglia. Così anche se produce vino a suo nome solo da 15 anni, la sua storia e l’esperienza sono molto più ampie. Lotta integrata, uso del legno estremamente oculato, per un vigneron che gioca in sottrazione, preferendo la complessità sussurrata ai muscoli, convinto che «leggerezza non equivale a fragilità».

La degustazione dei vini di François Carillon

92/100

Bourgogne Côte d’Or 2021

Di notevole immediatezza, combina una parte floreale e di frutta estiva con burro salato e un accenno balsamico. Trasuda ricchezza e spessore tutto meno che scontati per la categoria, ma la spinta acido-sapida è notevole e dà vita a una progressione trascinante, a un tempo cremosa e rinfrescante, che non si scompone nemmeno a temperature più alte.

95/100

Puligny Montrachet 2020

A cinque anni dalla vendemmia emerge qualche accenno di maturità: note fungine e casearie – quasi da grande formaggio stagionato – sposano un frutto più maturo. La bocca smentisce il naso: salina e citrina, dinamica e di medio peso; si allarga un po’ in chiusura, ma senza mai diventare grassa. Salinità e ritorni burrosi si rincorrono in un finale complesso, ma di grande scorrevolezza.

92/100

Chassagne Montrachet 2023

Più timido degli altri e con una patina di cannella e noce moscata da rovere che s’impone su toni più delicati di pesca noce, agrumi canditi e fiori gialli. Insolito per essere Chassagne: la mano del produttore si fa sentire e plasma una progressione dritta, profonda e meno golosa di quella del Bourgogne “base”, con materia più fruttata che burrosa a riempire il finale lungo, in divenire.

96/100

Puligny Montrachet 1er Cru Champ-Gain 2022

Il più timido all’inizio: toni quasi glaciali di menta fresca, agrumi e pietra focaia lasciano spazio a burro salato e un frutto più maturo solo a temperature più elevate. Sottile, aggraziato, l’acidità è intensa, ma estremamente garbata. Traina una progressione di sorprendente sottigliezza: lunga, cangiante, con un finale soave, anche floreale.

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