È proprio un Franciacorta, il Brut Nature 2021 – Bosio , riconosciuto come simbolo di eleganza territoriale, ad aver ottenuto, oltre ai Tre Bicchieri per la Lombardia, anche uno dei 13 Premi Speciali, quello di Bollicina dell’Anno nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Apre la lista delle etichette dei Franciacorta che si sono posizionate sul gradino più alto del nostro podio, prodotte quasi tutte da cantine storiche o che comunque sono diventate in pochi anni un punto di riferimento della denominazione: tra le altre, Ca’ del Bosco, Guido Berlucchi, Ricci Curbastro o Barone Pizzini.

Franciacorta
Anche quest’anno la Lombardia primeggia sul metodo classico per numero di vini premiati e la maggior parte sono Franciacorta, ben 11, risultato raggiunto anche grazie a quella solidità produttiva a cui stiamo assistendo negli ultimi anni. Come lo scorso anno abbiamo assaggiato Satèn di notevole livello (delizioso quello di Montina Franciacorta) in passato oggetto di diverse critiche anche da parte nostra. Dosaggi più calibrati e la nascita di nuovi parcellari che raccontano un’aderenza territoriale sempre più marcata, con un livello delle cuvée molto alto.

Emanuele Rabotti
Di tutto ciò il merito va equamente diviso tra un sapere tecnico all’avanguardia e l’impegno di tante aziende, oltre alla naturale vocazione del terroir. Temi che abbiamo affrontato anche recentemente in questa intervista a Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta, che alla nostra domanda come sarà la Franciacorta tra 10 anni ha risposto «più sostenibile, più tecnologica, più consapevole. Siamo partiti col biologico quando non era ancora di moda. Lavoriamo su viticoltura di precisione, rispetto dei suoli, intelligenza artificiale».
Da segnalare è anche la presenza di tre Franciacorta nella Carta dei Vini Rari, la sezione della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso inaugurata lo scorso anno e dedicata alle etichette prodotte e pensate in una dimensione sartoriale in quantità limitate o limitatissime (non oltre le 3000 unità): sono il Franciacorta Pas Dosè Celeste 2016 – San Cristoforo e il Franciacorta Extra Brut Dequinque Cuvée 15 Vendemmie – Uberti.

Franciacorta – vendemmia 2025 – foto Consorzio
Franciacorta identifica un vino prodotto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia. Oggi le etichette riportano solo la denominazione Franciacorta, unico termine che definisce il vino, il metodo di produzione e il territorio. Per quanto riguarda la produzione di spumanti metodo classico la Franciacorta ha conquistato un ruolo di primo piano nel panorama italiano, tanto da meritarsi l’appellativo di “piccola Champagne italiana” e da ottenere la Docg nel 1995.
Il Franciacorta è prodotto con uve chardonnay, pinot nero o pinot bianco, quest’ultimo consentito fino a un massimo del 50%. Pochi anni fa è stata introdotta nel disciplinare una nuova uva, l’erbamat, su cui ora alcune aziende stanno lavorando. L’erbamat è un vecchio vitigno a bacca bianca originario della provincia di Brescia, da molto tempo dimenticato ma di cui si ha notizia fin dal ‘500. L’erbamat entra al momento nella base ampelografica del Franciacorta nella misura massima del 10%, per tutte le tipologie ad eccezione del Satèn, così da permettere di testare le sue potenzialità in modo graduale e valutarne eventuali incrementi in futuro.

Dalla soffice spremitura delle uve si ottiene il mosto-fiore per la produzione delle basi Franciacorta, all’interno delle vasche avviene la prima fermentazione e in primavera i produttori creano le cuveé unendo i mosti provenienti da diversi vitigni, vigneti e vendemmie. Dopo l’assemblamento della cuvée, al vino imbottigliato vengono aggiunti zucchero e lieviti che svolgeranno la seconda, lenta, rifermentazione del vino. Si passa, poi, al tiraggio, le bottiglie vengono sigillate con un tappo a corona e accatastate in posizione orizzontale nelle cantine, dove rimarranno per molto tempo a contatto con i lieviti. Concluso il periodo di affinamento, le bottiglie vengono poste su dei cavalletti inclinati chiamati pupitres e giornalmente vengono ruotate per veicolare il sedimento verso il collo della bottiglia.
Quindi, il tappo a corona viene rimosso e si aggiunge lo “sciroppo di dosaggio” composto da vino base Franciacorta e zucchero in quantità tale da determinare la tipologia di gusto dei Franciacorta: Dosaggio zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Demi-sec. Per il Franciacorta Pas Dosè viene aggiunto solo vino base.
Eccoli qui i Franciacorta che hanno ottenuto il massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso..
Franciacorta Brut Nature 2021 – Bosio
Il Brut Nature Millesimato ’21 è più teso, con un nerbo vibrante equilibrato da un frutto maturo. In bocca è ricco, strutturato e profondo: irresistibile, tanto da guadagnarsi il premio di Bollicina dell’Anno. L’impegno per la qualità di Laura e Cesare Bosio, iniziato negli anni ’90 con la fondazione della cantina a Corte Franca, continua a dare i suoi frutti. L’azienda propone cuvée identitarie e di eccellenza, risultato della cura costante in vigna e in cantina. Al centro del progetto ci sono il rispetto per la terra e l’apertura all’innovazione, valori che guidano ogni scelta dei due fratelli e della loro affiatata squadra.

Franciacorta Dosage Zéro Annamaria Clementi Ris. 2016 – Ca’ del Bosco
Che interpretazione quella dell’Annamaria Clementi ’16! Si presenta elegante, con frutta a polpa bianca, note boisé, speziate e di erbe fresche per un naso scoppiettante. Al palato è ricco, lungo ed elegante. “Arte” è una parola chiave per Ca’ del Bosco. Le straordinarie opere ospitate all’interno della tenuta, come il cancello firmato da Arnaldo Pomodoro che accoglie gli ospiti all’ingresso, sono il prolungamento naturale di una filosofia applicata anche alla produzione vinicola: cura dei dettagli, espressione autentica del territorio, dell’annata e delle loro sfumature. Ca’ del Bosco ha saputo fare tutto questo magistralmente, affermandosi come punto di riferimento per il Metodo Classico in Italia.

Franciacorta Dosage Zéro Natura 2020 – I Barisei
Il Natura ’20 si presenta con un naso di frutta bianca e spezie. Il perlage è fine, la bocca è ricca, con pesca bianca e sapidità che la fanno da padrona. Nella splendida cantina fondata nel 2002, con una vista privilegiata sul lago d’Iseo e sui vigneti della Franciacorta, Gian Mario Bariselli è stato in grado di consolidare la lunga tradizione di viticoltori della propria famiglia, che ha radici in questo ambito risalenti al 1898. Interessante è l’idea di conservare i propri Franciacorta, dopo la sboccatura, in verticale e con il tappo rivolto verso il basso, così da evitare il contatto diretto con l’ossigeno del vino e garantirne la longevità.

Franciacorta Dosage Zéro Rosé 2021 – Bellavista
Spicca quest’anno nella batteria il Rosé ’21, grazie a un naso provenzale ed elegante, caratterizzato da profumi nitidi di frutto rosso e vaniglia. È il primo anno che i vini dell’Azienda Bellavista nascono dalla collaborazione tra Francesca Moretti e Richard Geoffroy, storico chef de cave di Dom Perignon. Un incontro che arricchisce ulteriormente l’eccellenza già riconosciuta delle bollicine Bellavista, portando una nuova prospettiva alla propria produzione. Lo stile dell’azienda rimane tuttavia invariato, con vini che esprimono la ricchezza del proprio territorio in una gamma raffinata e di grande carattere.

Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto 2015 – Ricci Curbastro
Il Dosage Zéro Gualberto ’15 mostra una bocca sapida e fresca, elegante e cremosa. Al naso esprime un frutto armonico e ben definito. Eccellente. La famiglia Ricci Curbastro affonda le proprie radici secolari nel panorama vinicolo franciacortino. Per raccontare e preservare la propria storia e quella della Franciacorta, l’azienda ospita un bellissimo museo agricolo e del vino e uno storico archivio. Sono Riccardo e Filippo Ricci Curbastro, con il supporto di Annalisa Massetti e Andrea Rudelli, a occuparsi della parte produttiva.

Franciacorta Extra Brut Arcadia Vintage 2020 – Lantieri de Paratico
L’Arcadia ’20 si apre con un naso di frutta gialla matura ed eleganti note di fiori bianchi e spezie; il palato, ancora leggermente contratto, è di grande energia e profondità, e chiude davvero lungo e carezzevole. La storia della famiglia Lantieri in Franciacorta è più che millenaria. Quella vinicola risale invece al XVI secolo, iniziata in concomitanza al trasferimento nel comune di Capriolo. Oggi la produzione avviene ancora interamente nell’affascinante palazzo di famiglia. Qui vengono realizzati vini esclusivamente dai 27 ettari di proprietà, declinati in 11 etichette, per meglio esprimere i diversi terroir di provenienza delle uve.

Franciacorta Extra Brut EBB 2019 – Mosnel
Sempre una certezza l’Extra Brut EBB. L’annata 2019 è caratterizzata da note floreali e di frutto bianco, con accenni di legno ben dosato. Al palato la sapidità è viva, mentre una bella effervescenza lo rende cremoso. Sono oggi Lucia e Giulio Barzanò, quinta generazione della famiglia Barzanò Barboglio, a proseguire la tradizione vinicola iniziata nel 1836. È di un fascino irresistibile la villa cinquecentesca dove vengono vinificate le uve dei 41 ettari di proprietà, condotti interamente a regime biologico. I Franciacorta dell’azienda spiccano per complessità, grazie a un sapiente utilizzo del legno in tutte le proprie bollicine.

Franciacorta Extra Brut Ris. 2017 – Ferghettina
Nella sempre ottima batteria ha prevalso quest’anno l’Extra Brut ’17, grazie a profumi speziati, una bollicina finissima e al finale lungo di grande persistenza. Roberto Gatti e la moglie Andreina, fondatori dell’azienda Ferghettina, hanno lasciato in buone mani il lavoro intrapreso in Franciacorta dagli anni Novanta. I figli Laura e Matteo continuano con passione la gestione dei 200 ettari di vigneti sparsi nelle migliori zone della Franciacorta. Con sapienza hanno saputo trovare il giusto equilibrio per produrre bollicine di grande pulizia e qualità, raggiungendo una continuità che li ha portati a essere tra le aziende di riferimento per questo territorio.

Franciacorta Extra Brut Rosé 2021 – Barone Pizzini
La vera sorpresa di quest’anno è il Rosé ’21 che sorprende con un naso maturo di frutta rossa, ottimamente bilanciato da un palato fresco e teso, elegantissimo. L’azienda è stata in grado negli anni di affermare saldamente la propria identità, con vini che esprimono al meglio il territorio franciacortino, mantenendo uno stile unico e riconoscibile. Essere precursori è un altro tratto distintivo di quest’azienda, come testimoniato dall’adozione del regime biologico già dal 1997 e la produzione di un Franciacorta con l’erbamat, vitigno autoctono riscoperto da qualche anno.

Franciacorta Nature 61 2018 – Guido Berlucchi Franciacorta
Il Nature ’18 è fine, con i suoi accenni di agrume, vaniglia e una bocca morbida e sapida. Irresistibile. Berlucchi è da sempre sinonimo di innovazione e qualità. Nasce infatti dall’intuizione di Franco Ziliani e Guido Berlucchi, nel 1961, con la creazione delle prime bollicine di Franciacorta, nello splendido palazzo seicentesco che ancora oggi ospita la cantina. Attualmente l’azienda è tra le realtà di riferimento del territorio, con oltre quattro milioni di bottiglie prodotte ogni anno. Numeri importanti che tuttavia non ne compromettono la qualità sempre altissima.

Franciacorta Satèn – Montina Franciacorta
Il delizioso Satèn, forse il migliore tra quelli degustati quest’anno, si caratterizza per il colore paglierino brillante, il perlage finissimo e i profumi delicati di frutta bianca. Al palato è avvolgente e dal finale cremoso e davvero lungo. Sono circa 70 gli ettari di Franciacorta coltivati dalla famiglia. Siamo oggi alla terza generazione, che in questa bella ed elegante struttura a Monticelli Brusati produce vino e accoglie i propri ospiti. Oltre alle visite in cantina, l’azienda può ospitare numerosi eventi attraverso la collaborazione con l’azienda sorella Villa Baiana. Vini e ospitalità sono di ottima qualità, anche grazie alle radici della famiglia, che affondano profonde nella viticoltura e nella ristorazione.
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