Dopo anni di crescita disordinata, infatti, con punte d’eccellenza sparse qua e là, il Lazio comincia finalmente a far emergere distretti e varietà chiave.
Due vitigni fanno registrare un vero e proprio exploit, conquistando ben 5 Tre Bicchieri sugli 11 totali, uno in più rispetto all’edizione scorsa.

Il primo è la Malvasia del Lazio, anche detta Malvasia Puntinata, con tre aziende che agguantano il massimo riconoscimento per la prima volta grazie a interpretazione magistrali di questo autoctono bianco in ascesa: a Frascati Gabriele Magno, new entry assoluta, con il Frascati Superiore Riserva La Torretta di Valle Marciana ‘23 e un’azienda storica come Villa Simone con il Frascati Superiore Riserva Vigneto Falconieri ‘20, nuovo vino di punta che ha subito un lungo affinamento prima della commercializzazione. Si va verso il litorale, invece, con Lavente ‘23 di Emiliano Fini, miglior conseguimento di sempre per un vignaiolo da tempo sotto i riflettori.

L’altro è il rosso Cesanese, sempre più importante anche al di fuori dei suoi comprensori storici, da cui originano, però, i vini al vertice. A fronte delle difficoltà dell’annata ‘23, che è stata falcidiata dalla peronospora e ha portato a una leggera riduzione dei campioni in assaggio, si distinguono due referenze di millesimi precedenti come l’Olevano Romano Cesanese Riserva ‘21 di Damiano Ciolli e il Cesanese del Piglio Torre del Piano Riserva ‘22 di Casale della Ioria.

Gli altri sei Tre Bicchieri esprimono la grande diversità del panorama laziale, spaziando dalla Tuscia con il Grechetto al Montepulciano, innominabile in etichetta, ma sempre più importante per la DOC Roma. Senza trascurare gli internazionali, che in regione sono storici al pari degli autoctoni e riescono ad esprimere un carattere lontano dagli stereotipi.
Ma il dato ancor più importante al di là die vini premiati, è il grande quantitativo di aziende all’esordio in guida: ben 18 e quasi tutte fondate negli ultimi vent’anni. Un numero che racconta uno scenario in divenire e che ci fa ben sperare per le edizioni future.
Ecco i vini che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.
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