Viticoltura green

"Sono e resto bio, ma in passato si son impiantate troppe vigne in terreni non vocati". La versione di Filippo Antonelli

Il produttore umbro parla anche della concorrenza: "Nel tempo siamo stati superati dai vini naturali e biodinamici, considerati piรน trendy e fighetti". E confida nella ricerca per trovare prodotti sostitutivi del rame

  • 19 Febbraio, 2026
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ยซVolontร  di perseguire lโ€™obiettivo della qualitร  totale, intesa non solo come salubritร  del prodotto e rispetto dellโ€™ambiente, ma anche come valorizzazione della espressivitร  territoriale della nostra produzioneยป. Filippo Antonelli, avvocato romano titolare della cantina Antonelli San Marco nel territorio di Montefalco, in provincia di Perugia, e della cantina Castello di Torre in Pietra, in provincia di Roma, conferma la scelta dellโ€™agricoltura biologica a dispetto della fuga dal bio che molti produttori stanno mettendo in atto negli ultimi tempi.ย 

ยซLโ€™interesse per il biologico nasce quando ho iniziato una collaborazione agronomica a 360 gradi con Ruggero Mazzilli, consulente a Panzano in Chianti. Confrontandoci e osservando altre aziende ci siamo detti: perchรฉ non proviamo? Il primo anno di conversione al biologico di tutta lโ€™azienda di Montefalco รจ il 2009. Giร  prima avevamo cominciato dagli uliveti. Il bollino della certificazione arriva nel 2012ยป.

Vigne di Antonelli San Marco a Montefalco

Che differenze registrate tra Umbria e Lazio?

A Montefalco colpisce di piรน la peronospora, soprattutto nelle annate umide. A Torrimpietra colpisce di piรน lโ€™oidio: lรฌ piove meno e siamo vicini al mare. Contro le tignole e gli insetti facciamo la lotta con gli antagonisti. Nel Lazio facciamo parte di un biodistretto che contempla anche ortaggi e latte bio. Con il biologico ti devi prendere cura maggiore dei singoli vigneti, altrimenti non salvi lโ€™uva. Devi prestare attenzione allโ€™equilibrio. A lungo termine pensiamo che le uve siano piรน buone. รˆ questo lo scopo.

Che riscontri ha avuto dal mercato?

Chiarito che il mercato non รจ stato il motivo ispiratore della nostra scelta, registro che in alcuni paesi ci sono dei vantaggi. Per esempio, nellโ€™Europa centrale e del Nord Europa dove cโ€™รจ una grande attenzione da parte del consumatore finale. Lโ€™anno scorso abbiamo vinto un grosso tender in Svezia: il requisito era di avere un Montefalco rosso biologico. Negli Usa dove spesso gli importatori devono fare pratiche e burocrazie – e quindi anche noi – abbiamo incontrato qualche difficoltร . Lรฌ andiamo stato per stato e allโ€™inizio era una seccatura per loro. Adesso lo chiedono quasi tutti.

Nonostante tutto il biologico resta di moda?

Nel tempo siamo stati superati dai vini naturali e biodinamici, considerati piรน trendy e fighetti. Anni fa il vino naturale era sinonimo di vino non buono. Esageravano: i produttori erano trasandati e i vini difettosi. Oggi non cโ€™รจ piรน questo problema: anche i vini naturali sono migliorati. Sicuramente su certi mercati dove i vini naturali e biodinamici sono piรน ambiti, lโ€™essere biologici costituisce un valore in piรน.

Vigne di Torre in Pietra a Roma

Anselmo Guerrieri Gonzaga di San Leonardo ha detto che ยซilย vino biologicoย non รจ piรน sostenibileยป. La cantina VentiVenti lamenta lโ€™incapacitร  del bio di contrastare la flavescenza dorata con grave perdita di piante. Lei che ne pensa?

Non cโ€™รจ dubbio che ci sono motivazioni giustificate e comprensibili in queste osservazioni. Non puoi dar torto al produttore se perde le piante o perde lโ€™uva. Perรฒ la situazione cambia di zona in zona. Ci sono territori piรน complicati dove applicare lโ€™agricoltura biologica รจ piรน arduo: non si scopre niente di nuovo. Nei decenni passati si รจ piantato anche in fondo a valli molto umide grazie alla chimica. Ma se sei biologico non puoi piantare in terreni non vocati.

Cโ€™รจ pure chi ha abbandonato il biologico perchรฉ, alla fin fine, era costretto a un uso importante di rame con le conseguenze che sappiamoโ€ฆ

Innanzitutto vorrei sottolineare che noi abbiamo dei limiti stringenti che non hanno i convenzionali. Inoltre, proprio grazie alla diffusione dellโ€™agricoltura biologica, le multinazionali che producono il rame si sono sforzate in questi anni di realizzare dei prodotti con concentrazioni piรน basse di minerale. Esistono dei corroboranti da distillato di legno, molto ricchi di acido acetico, tannini e polifenoli, in grado di potenziare le difese delle piante e del loro apparato radicale nonchรฉ altri prodotti ottenuti con dei vegetali. Via via si troveranno prodotti sostitutivi del rame: se la ricerca chimica va in questa direzione dobbiamo dire grazie allโ€™agricoltura biologica.

I delusi parlano di 22-24 trattamenti nelle annate piรน complicateโ€ฆ

Grazie allโ€™irroratrice a recupero nella maggior parte dei vigneti riusciamo a evitare la deriva nel terreno specie allโ€™inizio, quando non ci sono foglie. Il vero tallone dโ€™Achille รจ il numero delle volte che bisogna entrare in campo: se cโ€™รจ una stagione difficile devi entrare piรน volte. Cosรฌ facendo rischi di causare compattamenti del suolo e dispendio di ore di trattore. Di fronte a questo che per me รจ lโ€™unico tallone di Achille, spero che si trovino prodotti migliori con la ricerca. Certo, se dovessi produrre mele magari non sceglierei il biologico: ci sono alcune colture dove รจ piรน facile, altre meno. Non sono un talebano: dipende anche se il biologico si puรฒ fare.

Filippo Antonelli

Le recenti vendemmie hanno mostrato lโ€™influenza negativa deiย cambiamenti climaticiย sulla produzione. Anche il biologico รจ stato messo a nudo?

Le perdite ci sono sempre state, a volte per la siccitร , a volte per la pioggia. Oggi viviamo stagioni piรน schizofreniche, dove manca la norma. Nel 2023 in molti hanno gettato la spugna, ma pure i produttori che usano la chimica hanno fatto fatica. Abbiamo avuto anche noi delle perdite. Il punto dirimente รจ lโ€™essere tempestivi. E per essere tempestivo devi essere strutturato. Certo, dipende anche dalle uve: alcune sono piรน fragili di altre: perรฒ se riesci a essere tempestivo puoi farcela.

Secondo lโ€™Osservatorio Uiv, nel 2023 leย superfici vitivinicole in conversione erano piรน di 29 mila, nel 2024 sono scese a circa 27 mila nel 2024 con unaย perdita dellโ€™8%. รˆ un dato eclatante.

Questi numeri vengono dopo lโ€™annata drammatica del 2023. Lo capisco quando cโ€™รจ unโ€™annata piovosa. In Umbria non รจ stato facile uscire indenni, ma non cโ€™รจ stata la distruzione intera del prodotto. La mia esperienza, sia nel Lazio che in Umbria, รจ la mancanza di tempestivitร : รจ un problema di organizzazione aziendale. La 2013 e la 2014 sono state annate impegnative ma abbiamo fatto esperienza. Nonostante le difficoltร , confermiamo la scelta del biologico con la speranza che la ricerca vada avanti. Confidiamo nelle ditte specializzate: se si impegneranno a capofitto realizzeranno soluzioni per rientrare nel budget.

Alla fine qual รจ il suo personale spot per il biologico?

Essere biologico significa prendersi cura di ogni singolo vigneto in maniera diversa. รˆ come avere tanti figli: ognuno ha bisogno di attenzioni e comportamenti diversi per cercare equilibrio. E siccome non gli puoi dare lโ€™antibiotico devi cercare di farlo stare bene. Trebbiano Spoletino o Grechetto, Sangiovese o Sagrantino: la gestione in bio ha proprio lo scopo di evidenziare ed esaltare le differenze, portando i singoli vigneti ad una piena maturitร  espressiva. Un vigneto che si autoregola, รจ un vigneto che puรฒ esprimere al meglio le sue specificitร .

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