Ok all’uso del nome “Prosecco” per indicare una varietร di vitigno sul mercato interno, ma stop totale nel giro di dieci anni alle esportazioni. L’accordo commerciale di libero scambio annunciato da Unione europea e Australia (dopo otto anni di negoziati) presenta piรน ombre che luci per l’industria vitivinicola australiana, che da sempre si รจ confrontata e scontrata con quella del Vecchio Continente sulla protezione delle indicazioni geografiche, prima tra tutte la famosa bollicina italiana di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Secondo il testo dell’intesa firmata a Canberra il 24 marzo, i vini australiani beneficeranno (come del resto tutti i beni agroalimentari) di un regime tariffario azzerato, che significherร un risparmio annuo stimato in 14,5 milioni di dollari australiani, pari a circa 8,7 milioni di euro.
Tuttavia, l’industria locale non รจ soddisfatta. ยซExports lose their fizzยป, scrivono per indicare come le vendite estere, con una metafora, perdano il loro aspetto piรน frizzante. Infatti, da un lato, il governo di Canberra รจ riuscito nel negoziato con l’Unione europea a garantire l’uso del nome “Prosecco” entro i confini nazionali. Il che significa che non ci saranno contraccolpi su un mercato interno delle bollicine che รจ florido e che vale circa 200 milioni di dollari australiani. Ma dall’altro lato – ed รจ quello che conta maggiormente – nel giro di dieci anniย qualsiasi vendita di spumante col nome “Prosecco” sarร vietata agli australiani. Nel periodo di transizione (phase out), ovviamente, i produttori locali non potranno esportarlo verso l’Unione europea.
L’Europa รจ un mercato importante per l’Australia. Nel corso del 2025, circa 245 esportatori di vino australiani hanno spedito verso l’Unione europea 76 milioni di litri di vino per un giro d’affari di 143 milioni di dollari australiani (12% del volume totale delle esportazioni e il 6% del valore complessivo del vino Aussie esportato). E che l’export complessivo di vino australiano non ha brillato, soprattutto a causa delle difficoltร incontrate in Cina, primo mercato. L’Italia, nel 2025, ha esportato verso l’Australia circa 71 milioni di euro di vini, in lieve diminuzione sui 72,2 mln del 2024. Circa 23,5 milioni di euro sono di solo Prosecco Dop, al quarto anno consecutivo di calo dopo i 28,5 mln del 2022 (secondo dati Istat sul commercio estero).

Australia – vigneti – foto Arie-Oldman-Unsplash
L’Australian grape and wine, associazione che riunisce a livello nazionale i produttori di uva e vino, ribadisce che continuerร a considerare “Prosecco” un termine che indica un vitigno e non un vino: ยซI tentativi di limitarne l’uso non rappresentano altro che misure protezionistiche che distorcono il mercato a vantaggio dei produttori dell’Ue. E questo – sottolinea l’amministratore delegato Lee McLean – rappresenta evidentemente un duro colpo per quei produttori che attualmente esportano Prosecco australiano, i quali dovranno evitare l’uso del termine nei mercati esteriยป. La conseguenza dell’accordo รจ che per l’industria locale ora si tratterร di confrontarsi con il governo aussie per trovare, in questa fase di transizione concessa dall’intesa di libero scambio, una qualche forma di supporto economico e di ristoro a quelle imprese che tra dieci anni non potranno piรน avere sbocco con il proprio “Prosecco” sui mercati internazionali.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo la firma con il premier australiano Anthony Albanese, ha spiegato che grazie a questo accordo gli esportatori, i produttori e gli agricoltori europei risparmieranno circa un miliardo di euro in dazi doganali. ยซPrevediamo – ha dichiarato ufficialmente – che le nostre esportazioni di merci verso l’Australia cresceranno del 33 per cento nel prossimo decennioยป. Secondo l’Ue, l’intesa di libero scambio, grazie all’esenzione sui beni industriali, contribuirร a incrementare il prodotto interno lordo dell’Australia di quasi 8 miliardi di dollari.

Ursula von der Leyen
Di fatto, l’Europa sta proseguendo e accelerando nel suo piano strategico di ampliamento e diversificazione dei mercati, dopo che gli Stati Uniti hanno scelto di applicare dazi all’import con effetti evidenti anche sul vino. In meno di due mesi, ha fatto sapere la Commissione Ue, l’Europa ha aggiunto quasi due miliardi di persone al mercato di libero scambio. Ora gli accordi siglati abbracciano tre continenti: America Latina (il trattato col Mercosur sarร applicato in via transitoria), Indiaย e ora Australia. ยซUna trilogia commerciale – ha dichiarato la presidente von der Leyen – che porterร vantaggi immediati e tangibili alle imprese. I nostri agricoltori beneficeranno di maggiori opportunitร di esportazione, combinate con solide garanzie, ad esempio con la protezione delle indicazioni geograficheยป.
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