Si avvicina l’appuntamento con la giornata dell’alimentazione mondiale, il 16 ottobre, e il Padiglione USA la celebra con una settimana di incontri che culminerà con la grande cena realizzata con gli scarti dai grandi chef del mondo.

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World Food Day. Sfamare il mondo

Il principio fu il World Food Day, la giornata mondiale dell’alimentazione celebrata il 16 ottobre, che quest’anno coinciderà con la ratifica dell’Urban Food Policy: 50 metropoli del mondo che si uniscono (e si impegnano) in nome della lotta allo spreco alimentare. E danno un senso a sei mesi di Expo. Tra i Padiglioni più attivi, nel corso della manifestazione, si è distinto il quartier generale degli USA,  in grado di mettere in scena un programma di iniziative che oscillano tra l’impegno sociale (e ambientale) e l’alta cucina d’autore, protagonista presso il temporary restaurant statunitense in Galleria, la James Beard Foundation. Due facce della stessa medaglia in grado di coesistere, come succederà durante la World Food Week, celebrata dal 12 al 17 ottobre: così gli Stati Uniti rendono omaggio al giorno più atteso lungo il Decumano, sviluppando un calendario di appuntamenti che si protrarrà per un’intera settimana.

World Food Week: una settimana tra sostenibilità e alta cucina firmata USA

L’idea è quella di riappropriarsi della propria coscienza  come parte di un’unica grande comunità di 9 miliardi di persone, il computo della popolazione mondiale che fa segnare ancora enormi diseguaglianze sociali. Il programma si articolerà tra gli incontri in Terrazza e gli approfondimenti dedicati a innovazione e ispirazione , coinvolgendo personalità  di spicco in diversi ambiti interessati dal problema,  compresi gli chef, dal team madre-figlia Kirsten e Mandy Dixon, che cucinano con i prodotti sostenibili in arrivo dai mari dell’Alaska, a Massimo Bottura o Alain Ducasse, protagonisti della grande serata conclusiva.

Tra i progetti più interessanti, che sviluppano un gemellaggio sull’asse USA-Italia, il  confronto tra due fiumi in rappresentanza di altrettante identità culturali: il Mississipi e il Po, con la proiezione di contributi filmati e documentari presso il Padiglione. Ma si parlerà anche di agricoltura sostenibile e innovazione tecnologica, prodotti naturali e sicurezza alimentare, coinvolgendo anche i più giovani, in qualità di Zero Hunger Generation. Non mancheranno le dimostrazioni pratiche di cucina e le cene tematiche in Galleria, il 14 e 15 ottobre, per scoprire la cultura alimentare dell’Alaska.

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La cena di gala. A Terrible Thing to Waste

Il 16 ottobre, dalle 20.30, l’appuntamento è nel centro di Milano per partecipare alla cena di beneficenza  A Terrible Thing to Waste: Massimo Bottura, Dan Barber, Alain Ducasse e Sam Kass guideranno una squadra di chef nella preparazione di una cena di gala per mille persone, utilizzando solo cibo di scarto. Così la comunità internazionale di chef si unisce per aiutare il Pianeta (e il ricavato andrà a favore del Duomo e del Refettorio Ambrosiano). Offerta minima 1000 euro (15mila per riservare un tavolo aziendale, 50mila nel caso di sponsorizzazioni).

Feed the 5000

E il giorno successivo, sabato 17 ottobre, ci si ritrova in piazza Castello per assistere a Feeding the 5000, il primo pranzo pubblico con gli avanzi per sfamare 5000 persone. L’idea arriva da Londra, dove un’iniziativa analoga si è svolta nel 2009 in Trafalgar Square per impulso del celebre giornalista Tristram Stuart. Si utilizzeranno 900 chilogrammi di eccedenze alimentari in arrivo da mercati, supermercati e campagne e a servire il pasto in piazza saranno centinaia di volontari.

 

Per partecipare alla cena di benedicenza USA: [email protected]

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Per maggiori informazioni su Feed the 5000: www.feedbackglobal.com