Tartara di bufalo, scaglie di ragusano e pomodori arrostiti al timo

14 Ott 2009, 12:52 | a cura di Gambero Rosso
[caption id="attachment_85048" align="alignnone" width=""]http://med.gamberorosso.it/media/2010/02/235371_web.jpeg[/caption]

Sbucciare e tritare grossolanamente le cipolle e metterle a bagno in acqua ghiacciata per 10 minuti. Scolarle e condirle con l’aceto di vino rosso, 3 cucchiai d’olio, 1 cucchiaino di zucchero e 1 pizzico di sale.

Sbucciare i cetrioli, tagliarli a piccoli cubetti eliminando la parte centrale dei semi e metterli a marinare con l’aceto di vino bianco e 2 cucchiai d’olio.
Tagliare i pomodori a metà, privarli dei semi e asciugarli internamente. Disporli su una teglia rivestita di carta forno e riempire le cavità con un condimento di olio, sale grosso, scorza d’arancia grattugiata grossolanamente e foglioline di origano e timo.

Passare i pomodori sotto il grill del forno per 10 minuti; devono risultare ben colorati e arrostiti in superficie ma ancora sodi nella parte inferiore.

Tagliare la carne a coltello e condirla man mano con un filo d’olio per ammorbidirla e non farla annerire. Mescolarla con la cipolla e i cetrioli marinati, i capperi tritati, una macinata di pepe e qualche fogliolina di timo e origano.

Aggiustare di sale e preparare delle monoporzioni di tartara, sistemando nel piatto mezzo pomodoro arrostito e completando con le scaglie di ragusano, un filo d’olio e qualche goccia di mosto cotto.

Ancora una preparazione semplice e immediata per lasciare intatti i pregi di materie prime così importanti. La carne di bufalo (recente ma già efficace la produzione di allevamenti siciliani) presenta diversi vantaggi nutrizionali e soprattutto una struttura più consistente e saporita rispetto al manzo. La battuta al coltello e la leggera marinatura data dall’aceto rosso regalano morbidezza e il minimo di “cottura” che serve.

Il ragusano Dop, formaggio a pasta filata ottenuto da latte crudo di vacche modicane, dalla caratteristica forma a parallelepipedo, è ormai considerato il re dei formaggi siciliani, tanto da comparire in un’infinità di ricette e persino nei dolci. Doveroso dunque rendergli omaggio e una posizione “d’onore” anche in un piatto di carne. Infine i capperi iblei, il timo e l’origano fresco, meraviglioso dono della terra e del sole.

Sbucciare e tritare grossolanamente le cipolle e metterle a bagno in acqua ghiacciata per 10 minuti. Scolarle e condirle con l’aceto di vino rosso, 3 cucchiai d’olio, 1 cucchiaino di zucchero e 1 pizzico di sale.

Sbucciare i cetrioli, tagliarli a piccoli cubetti eliminando la parte centrale dei semi e metterli a marinare con l’aceto di vino bianco e 2 cucchiai d’olio.
Tagliare i pomodori a metà, privarli dei semi e asciugarli internamente. Disporli su una teglia rivestita di carta forno e riempire le cavità con un condimento di olio, sale grosso, scorza d’arancia grattugiata grossolanamente e foglioline di origano e timo.

Passare i pomodori sotto il grill del forno per 10 minuti; devono risultare ben colorati e arrostiti in superficie ma ancora sodi nella parte inferiore.

Tagliare la carne a coltello e condirla man mano con un filo d’olio per ammorbidirla e non farla annerire. Mescolarla con la cipolla e i cetrioli marinati, i capperi tritati, una macinata di pepe e qualche fogliolina di timo e origano.

Aggiustare di sale e preparare delle monoporzioni di tartara, sistemando nel piatto mezzo pomodoro arrostito e completando con le scaglie di ragusano, un filo d’olio e qualche goccia di mosto cotto.

Ancora una preparazione semplice e immediata per lasciare intatti i pregi di materie prime così importanti. La carne di bufalo (recente ma già efficace la produzione di allevamenti siciliani) presenta diversi vantaggi nutrizionali e soprattutto una struttura più consistente e saporita rispetto al manzo. La battuta al coltello e la leggera marinatura data dall’aceto rosso regalano morbidezza e il minimo di “cottura” che serve.

Il ragusano Dop, formaggio a pasta filata ottenuto da latte crudo di vacche modicane, dalla caratteristica forma a parallelepipedo, è ormai considerato il re dei formaggi siciliani, tanto da comparire in un’infinità di ricette e persino nei dolci. Doveroso dunque rendergli omaggio e una posizione “d’onore” anche in un piatto di carne. Infine i capperi iblei, il timo e l’origano fresco, meraviglioso dono della terra e del sole.

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