2 Set 2017 / 16:09

Libri sul cibo per l'estate. Omicidi all'acqua pazza

a cura di

Ambientato nella suggestiva atmosfera della Costiera Amalfitana, Omicidi all'acqua pazza è un insolito giallo che ha come protagonisti chef e cibo. A inventare il racconto, il giornalista Umberto Cutolo.

Libri sul cibo per l'estate. Omicidi all'acqua pazza

Ambientato nella suggestiva atmosfera della Costiera Amalfitana, Omicidi all'acqua pazza è un insolito giallo che ha come protagonisti chef e cibo. A inventare il racconto, il giornalista Umberto Cutolo.

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L'autore

Un giornalista con il pallino per la cucina e le tradizioni gastronomiche italiane: Umberto Cutolo, romano, classe '46, ha trascorso più di 50 anni fra le scrivanie delle principali redazioni nazionali, arrivando a dirigere l'AdnKronos, l'ufficio stampa dei ministeri del Mezzogiorno e dei Trasporti, e i mensili dell'ACI, L'Automobile e HP Trasporti. Dopo diversi racconti, una biografia e un saggio storico-politico, il giornalista è riuscito finalmente a dedicarsi a uno dei temi che più lo appassionano: il cibo e il suo stretto legame con il territorio.

Il libro

È il racconto di un lembo di terra affacciato sul mare, di una cucina, del valore dei cuochi. Pubblicato da Clichy, Omicidi all'acqua pazza è un "thriller enogastronomico" ambientato sulla Costiera Amalfitana che rivendica il ruolo originario degli chef, lontano dall'idea contemporanea di volti televisivi e celebrità popolari. È anche un ritratto ironico e pungente del tipico turista (italiano e straniero) in vacanza sulla Costiera, fra usi e costumi locali, e soprattutto prodotti e piatti tipici. Il volume rappresenta il punto di partenza per una trilogia, I delitti della Costiera, tutta incentrata sul mondo del cibo (il titolo del prossimo romanzo sarà La scapece assassina). La forma scelta è quella della sceneggiatura, con dialoghi e discorsi diretti, efficaci e lineari, che si snoda principalmente sul luogo del delitto, il Fiordo di Furore, e la cucina a vista sulla sala d'albergo.

La trama

Densa e ben articolata, la trama avanzafra colpi di scena fino all'inaspettato finale, resa fruibile da unlinguaggio semplice, immediato, divertente e molto coinvolgente. Tutto ha inizio direttamente sulla scena del crimine, con la morte di una donna, trovata impiccata al ponte che scavalca il Fiordo di Furore, in uno dei siti più incontaminati della Costiera. Il marito della donna, con il quale era stata stata vista litigare la sera precedente al vicino Hotel Furore, è scomparso nella notte, ed è per questo ricercato dai carabinieri come principale indiziato. Il sospettato più plausibile, secondo le forze dell'ordine, ma non per Omero Sgueglia, cuoco dell'albergo e voce narrante del racconto, che chiede al maresciallo Di Salvo di ampliare il ventaglio degli indiziati. Dopo un crescendo di effetti sorpresa, la soluzione arriva, come nella migliore tradizione dei romanzi di genere, solamente all'ultima pagina.

Il ruolo dello chef

Un groviglio di personaggi particolari, dialoghi e immagini della Costiera Amalfitana delineano il perimetro della storia, ma la vera protagonista dell'intero racconto è la cucina del luogo, con tutte le sue sfaccettature. In particolare, Cutolo si sofferma sul ruolo del cuoco, un professionista insolito, annoiato dal continuo afflusso di turisti, e soprattutto dalla sempre più diffusa immagine dello chef alla moda. Attraverso Omero, capace osservatore, il lettore viene a conoscenza delle altre figure: il cuoco, infatti, ama fantasticare sulla vita dei commensali, cercare di indovinarne provenienza, età, situazioni sentimentali.

Il cuoco

Un uomo deciso, introverso, schietto, con una personalità marcata che si riflette anche nella sua cucina: Omero respinge qualsiasi abbellimento del piatto, il lato estetico del cibo, le ultime tendenze, rifiuta persino di farsi chiamare "chef". Perché lui è un cuoco di altri tempi, un ragazzo cresciuto con un padre troppo esigente e autoritario, che ha trovato fra i fornelli la sua unica valvola di sfogo. Un giovane che si approccia al cibo in maniera intima, senza riserve, con spirito goliardico e voracità. Niente fronzoli, ma solo sostanza: la sua tavola è essenziale e priva di qualsiasi tipo di orpello, dritta al sapore e dal gusto inconfondibile.

Il territorio

Ruolo determinante nella struttura della storia lo gioca anche il territorio. Un luogo incantevole, ricco di scorci mozzafiato e paesaggi integri, immerso nella natura più incontaminata, fra acqua e roccia. E soprattutto una terra rigogliosa, dove il cibo porta con sé tradizioni e leggende antiche, usanze e rituali. Qui, come nella maggior parte delle zone del Sud, il senso di convivialità e ospitalità la fanno da padroni: il carattere di ogni personaggio, infatti, emerge proprio attorno alla tavola, punto di ritrovo dell'albergo. Il lettore si ritrova così a percorrere sentieri e spiagge, angoli magici dove la cultura popolare locale, le credenze e i racconti del passato si intrecciano fra loro sciogliendo la tensione dell'indagine, senza però scostare mai l'attenzione dal punto centrale della storia.

Omicidi all'acqua pazza | Umberto Cutolo | ed. Clichy | Euro 14,45

a cura di Michela Becchi

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