11 Set 2017 / 12:09

Oli d'Italia 2017. Miglior olio Igp: Centonze di Castelvetrano

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Fondata nel 1953, Centonze è un'azienda storica del trapanese, che ha fatto della qualità dell'extravergine il suo marchio di fabbrica. Oggi vi raccontiamo la sua storia, quella di una delle realtà olivicole migliori della Sicilia.

Oli d'Italia 2017. Miglior olio Igp: Centonze di Castelvetrano

Fondata nel 1953, Centonze è un'azienda storica del trapanese, che ha fatto della qualità dell'extravergine il suo marchio di fabbrica. Oggi vi raccontiamo la sua storia, quella di una delle realtà olivicole migliori della Sicilia.

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Il premio

Quando si tratta di prodotti agroalimentari, il legame con il territorio è immediato. I produttori, infatti, non si limitano a coltivare la terra, ma operano un lavoro di valorizzazione e promozione della zona e dei suoi prodotti. Ogni regione ha i suoi frutti tipici, che trovano espressioni diverse a seconda di chi li lavora. In Sicilia, dal punto di vista olivicolo sono due le principali aree produttive della regione, ognuna con le sue cultivar autoctone principali a spiccare sulle decine di varietà minori. Nella parte orientale c'è la tonda iblea, mentre nella zona occidentale è la nocellara del Belice a fare la parte del leone, una varietà a duplice attinenza molto apprezzata anche nella versione di oliva da mensa. Tra le aziende che la rappresentano al meglio, Centonze di Castelvetrano, in provincia di Trapani, vincitrice del premio miglior olio Igp della guida Oli d’Italia 2017 del Gambero Rosso.

Le origini

L'azienda è stata fondata nel 1953, ma gli ulivi sono molto più antichi, così come le pietre che caratterizzano le tenute della famiglia Centonze. Una realtà olivicola che trae ispirazione dalla storia dell'ulivo nel bacino del Mediterraneo, in particolare dalle case di latomie, che danno il nome alle diverse etichette. “Le latomie - dal greco lâs ‘pietra’ e tomíai ‘tagliare’ - erano le cave utilizzate dagli antichi greci per ricavare il tufo. Ho la fortuna di avere nella mia proprietà delle latomie dell'800 a. C. Le mie piante crescono all'interno di quelle stesse cave che, secoli fa, consentirono ai greci di iniziare a edificare”. A iniziare l'attività agricola fu nonno Nino, “mio omonimo”, ma a trasformare l'azienda e creare un marchio riconosciuto è stato l'attuale proprietario, l'altro Nino Centonze, che ha preso ufficialmente in mano le redini delle tenute nel 2008.

La produzione

L'azienda si estende per 38 ettari e conta circa 8mila piante secolari. Tre etichette principali: Case di Latomie Igp Sicilia, un blend di nocellara del Belice, cerasuola e biancolilla, Case di Latomie, monocultivar nocellara del Belice bio e Chiaro di Luna, monocultivar nocellara del Belice Dop Valle del Belice. Protagonista assoluta qui, è evidente, è la nocellara del Belice, “una pianta tipica della nostra zona, che nel nostro caso cresce all'interno del tufo, quindi in un terreno minerale dolce, duttile, friabile, e basico”. È proprio questa tipologia di terra che, secondo Nino, riesce a conferire al monocultivar “la perfetta armonia fra fruttato e le sensazioni di amaro e piccante”.

La cura delle piante

Una pianta vigorosa e resistente che, come sempre, va curata attentamente durante tutto l'anno. “La coltivazione di nocellara è biologica, cerchiamo di rispettare il terreno il più possibile”, e di mantenere alto lo standard di qualità delle olive grazie a una potatura corretta. “Potare le piante è fondamentale. Per la nostra nocellara abbiamo scelto la potatura a vaso piatto rovesciato, che consente di tenere l'ulivo basso ma largo di circonferenza, in modo da agevolare la raccolta”. Che da Centonze è interamente manuale e comincia a settembre, “quest'anno il 22, causa il clima torrido degli ultimi mesi che ha stressato le piante in maniera notevole”. Temperature così elevate e un livello di umidità talmente alto che hanno messo dura prova gli olivicoltori, ma al contempo hanno impedito la diffusione della mosca. L'annata, infatti, promette bene, “a livello quantitativo, siamo messi molto meglio dello scorso anno, anche se la nostra produzione è sempre omogenea, perché effettuiamo le potature ad anni alterni”. Centonze produce, inoltre, anche olive da mensa: “Se ben lavorata, la nocellara è un'ottima oliva da tavola, di grandi dimensioni e dalla polpa carnosa. Non le realizzo personalmente, ma porto le olive più grandi e meno adatte per la produzione di olio (perché ricche di acqua) a un'azienda vicina che in cambio mi fornisce quelle più piccole già setacciate”.

Il frantoio

Il lavoro continua, poi, in frantoio, un impianto moderno a due fasi firmato VitoneEco, personalizzato su misura. “Sono molto orgoglioso del lavoro di Nicola Vitone, grande professionista e amico che negli anni ha saputo accontentare tutte le mie richieste. Ho apportato diverse modifiche ai macchinari, per cercare di ottenere un prodotto sempre migliore, e Nicola ha fatto un lavoro eccezionale”. Fase critica della lavorazione delle olive è quella della gramolatura, “solitamente molto breve, mai oltre i 25/30 minuti”. Da Centonze, si molisce spesso di notte, “facciamo raccolte notturne perché la nostra zona è molto turistica e l'azienda è adibita anche ad agriturismo. Per non disturbare gli ospiti, raccogliamo e moliamo a tarda notte”. Una volta estratto, l'olio viene immediatamente filtrato e conservato in un ambiente a temperatura controllata in silos sottoazoto.

La vendita

L'extravergine di Centonze è acquistabile presso diversi negozi italiani, nei punti Eataly, nei maggiori aeroporti d'Italia, e anche in alcuni supermercati: “La gdo non va esclusa per principio. Sono molto felice di essere presente nei punti Conad della provincia di Trapani, perché diverse catene della grande distribuzione stanno iniziando a creare dei piccoli corner dedicati ai prodotti di nicchia, per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente”. Ma l'azienda vende molto anche all'estero, in 43 diversi paesi, “specialmente in Europa e in Asia”. Il mercato asiatico, in particolare, sembra essere tra i più promettenti del momento per l'oro verde di qualità: “I clienti asiatici sono molto interessati all'extravergine buono, e sono disposti a spendere di più per un prodotto sano e di qualità”.

La comunicazione

Appassionato di olivicoltura, amante della natura e della buona tavola, Nino ha una visione positiva e ottimistica di questo settore: “Credo che i consumatori siano molto più consapevoli e attenti, oggi. In generale, noto una crescita del mondo olivicolo, grazie soprattutto al lavoro dei media che si impegnano a diffondere informazioni sull'argomento”. Il produttore cerca, inoltre, di promuovere più possibile il suo olio attraverso fiere, manifestazioni, e anche mediante l'attività dell'agriturismo: “Abbiamo 27 camere, 2 piscine, una Spa e una cucina basata su prodotti a chilometro zero. Gli ospiti possono gustare tutte le nostre materie prime, olio incluso”. Non manca, poi, la comunicazione sul web e sui social media, “molto distanti dalla mia mentalità, ma necessari”.

Un consiglio per chi vuole intraprendere questa strada? “Fare spazio agli imprevisti. Una grandinata può vanificare il lavoro di un anno intero, ma non bisogna mai perdersi d'animo. È un lavoro che non dà certezze, perché la natura non può essere controllata. Se si vuole realizzare un buon prodotto, poi, bisogna essere pronti a investire”. Ma il gioco vale la candela, “la qualità ripaga sempre, e in qualche modo riesce a trovare un suo posto nel mercato”. Altro? “Che dire? È il lavoro più bello del mondo”.

Centonze | Castelvetrano (TP) | c.da Latomie | tel. 0924 904231 | www.oliocentonze.com

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