10 Giu 2013 / 17:06

Stazione di Posta. Nel ristorante di Pino Cau & Alessandro Pipero al Testaccio di Roma arriva lo chef Marco Martini. Direttamente da Londra dopo 7 anni da Colonna

Novità ai fornelli dell’affascinante ristorante Stazione di Posta a Roma, dentro gli ex mattatoi del Testaccio: arriva in cucina lo chef Marco Martini, ex secondo di Antonello Colonna, che torna in città carico di nuovi piatti e di nuovi stimoli dopo le sue esperienze lavorative all'estero.
Stazione di Posta. Nel ristorante di Pino Cau & Alessandro Pipero al Testaccio di Roma arriva lo chef Marco Martini. Direttamente da Londra dopo 7 anni da Colonna
Novità ai fornelli dell’affascinante ristorante Stazione di Posta a Roma, dentro gli ex mattatoi del Testaccio: arriva in cucina lo chef Marco Martini, ex secondo di Antonello Colonna, che torna in città carico di nuovi piatti e di nuovi stimoli dopo le sue esperienze lavorative all'estero.
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Sono tornato in Italia per questo nuovo progetto, dopo la mia esperienza di sette anni all'Open Colonna dei quali quattro come executive chef; ho scelto questo posto per riuscire a far capire che prima di sedersi a tavola, come si usa nel Regno Unito, è bene bere un bel Bloody Mary oppure un Manhattan per poi concedersi un pasto come si deve”. In questo modo Marco Martini, da poco rientrato da Londra dopo alcune esperienze lavorative importanti, ci introduce il suo nuovo lavoro presso la Stazione di Posta di Campo Boario nell’Ex Mattatoio di Testaccio. Il bel locale, nato a dicembre 2012 con una festa a base di carbonara e curato dal socio di Alessandro Pipero, l’imprenditore Pino Cau, aveva inizialmente previsto una supervisione ai fornelli da parte dello chef Luciano Monosilio del Pipero al Rex. Ma il superlavoro al Rex ha impedito a Monosilio di dedicarsi ad un nuovo progetto e allora si è optato per un altro talentuoso chef romano.
Ho capito che il ristorante lo fanno le persone e non gli arredi, sono cresciuto in una serra di cristallo come l'Open, e adesso ho deciso di non usare più neanche le tovaglie. Ho pensato di tornare da Londra per l'esigenza di fare la mia cucina: Tom Aikens mi ha aperto la mente, Heinz Beck un po’ meno, ma lavorando con loro mi sentivo come un pittore senza colori; quindi eccomi di nuovo a Roma mia”. Sempre più positivo e determinato lo chef ci illustra la linea del locale, che strizza l'occhio a una cucina gourmet in contesto decisamente informale e alla scelta di prodotti di qualità, anche provenienti da agricoltura biologica. “Con questo progetto sono riuscito a mettere in pratica tutto quello che ho immagazzinato in questi anni di lavoro, a partire dalla semplice scelta dei tovaglioli fino a quella dei piatti per il menu vero e proprio”.
La cucina della Stazione di Posta è quella in pieno stile Martini, ovvero di stampo romano in chiave moderna e con un tocco di internazionalità che non guasta; la tradizione secondo Marco non va comunque mai tradita. Alcuni esempi di piatti che si possono trovare in questo periodo? Uovo, porchetta e foie gras; Animelle, chinotto e pastenaga; Capesante all'arrabbiata;Ravioli al vapore, cacciatora di pollo in bordo di patate arrosto, oppure il singolare Che...Bab di pesce con una tavolozza di ingredienti serviti a parte per comporre il topping. Sono presenti due menu degustazione, uno di 4 portate a 45 euro e l'altro di 6 portate a 70 euro e per il pranzo lo chef sta studiando un menu con tutti piatti a 9 euro.
Oltre alla promettente cucina di Martini, c'è anche il bar del locale gestito da Emanuele Broccatelli (ex virtuoso mixologist del caffè Propaganda) che propone interessanti aperitivi e dopo cena sfruttando, come il ristorante, il grande (e ben arredato) spazio esterno di circa 2000 mq nel cuore dell’ex campo boario, tra stalle, recinti e rimessini…


a cura di Lorenzo Sandano


Stazione di Posta | Roma | Largo Dino Frisullo (Campo Boario – Testaccio) 00153 | Tel. +39 06.5743548.
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